L’introduzione obbligatoria del Super Green Pass in tutta Italia dal 6 dicembre al 15 gennaio (che limita ai soli vaccinati o guariti dal Covid l’accesso nei luoghi di ricreazione) sta scatenando infuocate polemiche.

L’ultima in ordine di tempo arriva da Vincenzo Schiavo, presidente campano della Confesercenti e vicepresidente nazionale della categoria con delega al Mezzogiorno. Ecco la sua dichiarazione, rilasciata poco fa attraverso un comunicato stampa:

«Una premessa è d’obbligo: Confesercenti è sempre stata a favore dei vaccini e ha sempre osservato, con i propri iscritti, in modo rigoroso tutte le regole anti-Covid dei vari protocolli. Tuttavia è contraria a questa nuova regola perché questo limiterà sicuramente i i flussi economici delle nostre aziende. In particolare a essere colpito, secondo noi, è il mondo del turismo, fortemente penalizzato dall’introduzione del “Super Green pass”. Tutti i tanti turisti che pensavano di venire a dicembre in Italia, con queste nuove regole dovrebbero essere costretti a sottoporsi alla terza dose, ovvero un’utopia. Come è noto, infatti, negli altri paesi come la Germania, l’Inghilterra, la Francia e la Spagna sono arrivati a una percentuale di somministrazione della seconda dose che oscilla intorno al 60%, quindi i turisti senza terza dose, la quasi totalità degli stranieri, sceglierà mete diverse dall’Italia proprio in un periodo importante come quello natalizio. Il nostro Osservatorio ha inoltre stimato che questo “super green pass” rallenterà l’economia dell’Italia facendo perdere circa di circa 5miliardi e 500 milioni di euro di fatturato  e soltanto in Campania si sfioreranno i 450 milioni in meno di perdite di fatturato tra il mondo del commercio e del turismo».
Schiavo dunque prova a lanciare un grido d’allarme a difesa delle attività campane e italiane: «Possiamo dunque affermare che il “Super Green pass” sarà tale, super, solo per la politica ed invece e purtroppo una nota molto negativa per le nostre imprese. Ribadiamo di essere favorevoli senza riserve alla vaccinazione, ma non ci sembra corretto che tali regole vengano introdotte solo per l’Italia. Se fosse una normativa europea avremmo tutti le stesse possibilità e saremmo nella medesima condizione. E invece essendo una regola solo italiana penalizzeremo ancora una volta l’economia, già vessata dalla pandemia, del nostro paese. Fare i primi della classe non ha senso, in questo momento».