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Tagliati i postini, disagi in vista per i cittadini

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Tempi cupi per il servizio postale dopo la riforma del settore che, applicata da pochi giorni, sta già creando numerosi disagi.

Le nuove disposizioni prevedono infatti la consegna della corrispondenza non più tutti i giorni bensì ogni 48 ore, ma soprattutto la diminuzione dei portalettere e dunque un aumento del carico di lavoro per ciascuno di essi.

Secondo alcune indiscrezioni, nella sola zona di Pozzuoli (che serve anche Bacoli e Monte di Procida) il numero di postini addetto al recapito ordinario si sarebbe addirittura dimezzato: il che, come naturale conseguenza, ha portato all’ampliamento della zona di competenza di ciascuno di essi.

In sostanza, se prima un postino doveva occuparsi di una sola area geografica, adesso sarà costretto a gestirne due, il che, per l’appunto, comporta l’inevitabile necessità di lavorare, nelle 7 ore e 25  minuti di orario di servizio, un giorno in un quartiere (quello già “conosciuto”) e il giorno successivo in un altro (tutto, o quasi, da “scoprire”).

La riforma, inserita nella legge di stabilità 2015, è stata pensata come risposta all’uso, da parte di moltissimi cittadini, di strumenti tecnologici avanzati che hanno, di fatto, ridotto, il ricorso al servizio postale, quasi esclusivamente limitato ormai alle comunicazioni commerciali.

giacenzeTuttavia le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni e così, tra la teoria e la pratica, c’è di mezzo la dura realtà, che vede meno portalettere attivi sul territorio, corrispondenza consegnata in ritardo (tranne i cosiddetti “prodotti veloci”, che seguono altri canali di distribuzione)  e un aumento della giacenza di posta non recapitata, un aumento che va di pari passo con quello delle proteste nei confronti degli incolpevoli postini, specie quando un determinato tipo di posta (come ad esempio le bollette per i consumi domestici) arriva ben oltre la data di scadenza di pagamento, generando  interessi di mora ed antipatiche lettere di sollecito.

Una situazione che sta portando all’esasperazione gli stessi dipendenti delle Poste, come testimonia lo sciopero del comparto già proclamato per venerdì 4 novembre, con tanto di manifestazione a Roma.

Nel frattempo, prepariamoci all’eventualità di dover provvedere personalmente al ritiro della corrispondenza presso il recapito, per non vedere le nostre cassette postali  desolatamente vuote o improvvisamente strapiene…

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