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TASI: puteolani “costretti” a pagare più del dovuto?

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Lunedì 16 tutti i puteolani proprietari di immobili non soggetti al pagamento dell’Imu, dovranno versare la prima rata della Tasi, la tassa dovuta al Comune per i cosiddetti “servizi indivisibili”.

http://www.pozzuoli21.it/tasi-a-pozzuoli-tutto-cio-che-ce-da-sapere-sulla-tassa-da-pagare-entro-lunedi16/

Ma sul reale ammontare complessivo di questa gabella, il direttivo cittadino dell’Italia dei Valori pone un serio interrogativo e lo fa attraverso una lettera aperta inviata mercoledì scorso al sindaco Enzo Figliolia e ai vertici cittadini di Pd, Udc e Sel.

Nel computo totale della Tasi da “spalmare” sui contribuenti di Pozzuoli, infatti, così come si evince dalla delibera di Giunta numero 42 del 15 maggio scorso, c’è anche la cifra di 781mila 658 euro con cui la collettività è tenuta a finanziare i servizi relativi alla giustizia, relativamente alla parte non finanziata con trasferimenti statali”.

Secondo l’Idv, questa voce può essere riferita soltanto alle spese che il Comune deve sostenere per l’ufficio del Giudice di Pace  sul territorio puteolano.

Ma i conti non sembrano quadrare.

Il direttivo locale dell’Italia dei Valori, difatti, scrive al sindaco Figliolia, sottolineando che facendo seguito alla propria missiva del 6 maggio  http://www.pozzuoli21.it/avvocati-contro-figliolia-non-mantiene-le-promesse-e-pozzuoli-rischia-di-perdere-il-giudice-di-pace/ con la quale si sollecitava un Suo impegno al fine di mantenere l’Ufficio del Giudice di Pace a Pozzuoli, vista  la Sua missiva di risposta

con la quale lamentava l’impossibilità per l’Ente di farsi carico, da solo, senza il concorso delle altre Amministrazioni Comunali interessate (Quarto, Bacoli, Monte di Procida) di tutti gli oneri necessari per il funzionamento di detto Ufficio, deve rilevare che, alla luce di quanto suesposto, non si comprende il comportamento dell’Amministrazione Comunale che, smentendo quanto da Ella affermato, nel determinare le aliquote per la Tasi 2014, ha espressamente ricompreso tra i costi per i servizi indivisibili, la cifra di ben 781.658 euro proprio facendo riferimento ai “Servizi relativi alla giustizia, relativamente alla parte non finanziata con trasferimenti statali”. Ma tale cifra, stante la disponibilità dell’immobile di proprietà comunale alla via Alfonso Artiaco, è di gran lunga superiore a quella necessaria prevista per la copertura di tutti gli oneri derivanti dal mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace a Pozzuoli. La invitiamo, pertanto, a volerci chiarire questa che sembra essere una contraddizione nell’operato dell’Amministrazione”.

In pratica, l’Idv chiede al Capo dell’Amministrazione, come mai i puteolani, tra i “servizi indivisibili” devono pagare anche il costo di un ufficio che non solo non sarà mantenuto a Pozzuoli, ma le cui spese di gestione nei locali inizialmente individuati dal Comune sarebbero ammontate ad una cifra di molto inferiore, così come testimonia la stima contenuta (e riportata nelle due foto sottostanti) in una dettagliata relazione prodotta il 16 aprile scorso dall’assessore comunale alle finanze Teresa Stellato?

I calcoli sono presto fatti: in proporzione, su ogni 100 euro di Tasi, ciascun puteolano dovrà pagare 3 euro per mantenere “i servizi relativi alla giustizia”.

Ma questi servizi esistono ancora?

E non dovevano avere un costo di gran lunga più basso visto che bisognava trasferirli in un edificio di proprietà comunale?

Detto in parole povere: tu Comune dici che non hai soldi per gestire da solo, in una tua proprietà, l’ufficio del Giudice di Pace; per questo motivo, rinunci ad istituire l’ufficio del Giudice di Pace; poi scopriamo che in realtà i soldi per gestire quell’ufficio, tu Comune  li avresti comunque ricevuti da noi cittadini attraverso il pagamento della Tasi; e scopriamo anche che, per gestire l’ufficio del Giudice di Pace, tu Comune a noi cittadini, attraverso la Tasi, hai chiesto addirittura più soldi di quanto tu stesso avevi stabilito che sarebbe costata la gestione di quel servizio; però, nel frattempo, hai rinunciato ad istituire l’ufficio del Giudice di Pace, e dunque non sappiamo a che titolo, attraverso la Tasi, ci chiedi i soldi per gestire questo servizio.

Al sindaco Figliolia e agli uffici municipali preposti spetterà chiarire quello che ad alcuni appare come un vero e proprio mistero…e ad altri un autentico furto nelle tasche dei cittadini…

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