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Tassa sui rifiuti: slitta il saldo e si pagherà in tre rate

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Anche il saldo della tassa sui rifiuti si potrà  pagare a rate e sarà posticipato rispetto alla scadenza già prevista del 31 dicembre. E’ quanto sarà ufficializzato oggi, nel corso del Consiglio Comunale che si terrà al rione Terra a partire dalle 17. Una seduta in cui, fra i 16 punti all’ordine del giorno, ce n’è uno (il quinto) molto importante per tutti i puteolani.

Maggioranza e opposizione, infatti (con la sola astensione di Tito Fenocchio, che spiegherà le sue ragioni in aula) in commissione bilancio (presieduta da Elio Buono) hanno approvato la proposta trasmessa dal dirigente del settore finanze del Municipio (Luigi Giordano) per abbandonare la Tares e tornare alla Tarsu per il solo anno in corso.

Un’opportunità che, nel vorticoso caos normativo sulla materia, è stata prevista dalla legge numero 124 del 28 ottobre scorso (che ha convertito il decreto legge 102/2013) secondo cui i Comuni, purchè prendano una decisione in merito entro il 30 novembre, per il 2013 possono scegliere se applicare la Tarsu o continuare con la Tares, fermo restando l’applicazione della sovrattassa da 30 centesimi a metro quadrato da versare allo Stato.

Una differenza non da poco, visto che la Tarsu si basa soltanto sulla superficie da tassare, mentre la Tares tiene conto della quantità di rifiuti prodotta in relazione alla composizione del nucleo familiare ed alla tipologia di attività commerciale.

Ma cerchiamo di capire cosa accade con questa decisione che oggi prenderà il Consiglio Comunale.

Non cambia nulla per i due acconti Tares (quello con scadenza 31 luglio -pagabile in due rate ad agosto e settembre- e quello con scadenza 31 ottobre, pagabile in altre due rate, ad ottobre e in questo mese di novembre), che erano calcolati sulla base dell’80% della Tarsu 2012.

Cambieranno invece l’importo del saldo (che a questo punto sarà “saldo Tarsu” e non  più “saldo Tares”) e la scadenza di pagamento, inizialmente prevista al 31 dicembre.

Importo del saldo che, in verità, il Comune non aveva ancora comunicato e che, teoricamente, per la Tares, doveva ammontare al residuo 20% della Tarsu 2012 più una sovrattassa di 30 centesimi per ogni metro quadro dell’immobile tassato.

La prima novità importante è che questa bolletta di saldo non dovrà più essere pagata in un’unica rata il 31 dicembre, ma in tre rate di uguale importo.

La prima rata entro 30 giorni dalla notifica dell’intimazione di pagamento (dunque si presume che, al contrario di quanto avvenuto per la Tarsu 2012 e per gli acconti Tares 2013, stavolta ci sarà una notifica da firmare quando arriverà il bollettino); la seconda rata entro 30 giorni dalla scadenza della prima rata; la terza ed ultima rata entro 30 giorni dalla scadenza della seconda rata.

Tutte le scadenze partiranno dunque dalla notifica della prima rata di saldo, che, salvo intoppi, dovrebbe avvenire entro il prossimo mese di gennaio.

Già.

Ma quanto si pagherà di saldo Tarsu rispetto a quanto si sarebbe dovuto pagare di saldo Tares?

E qui scatta l’incognita.

Innanzitutto perché deve essere la Giunta Comunale (dunque Sindaco e Assessori) ad approvare le tariffe, che poi dovranno essere inserite nella manovra di riequilibrio di bilancio, dunque le conosceremo entro il 30 novembre.

E poi perché, in questo saldo Tarsu dovrà comunque essere inserita la sovrattassa dei 30 centesimi a metro quadrato (che lo Stato pretende anche senza Tares) e soprattutto un aumento che si calcola mediamente stimato in un 2,5% in più a carico di ogni contribuente per coprire i 500mila euro di costi di trasporto in discarica, di cui la Provincia (con la delibera di giunta provinciale numero 2492 dell’11 ottobre) ha appena mandato il salatissimo “conto” al Comune di Pozzuoli.

Secondo una stima degli uffici finanziari del Municipio, con il saldo calcolato sulla Tarsu anziché sulla Tares, per i nuclei familiari composti da una sola persona non cambia nulla, andrebbero invece a pagare di più i nuclei familiari composti da 2 o 3 persone, mentre andrebbero a risparmiare le famiglie più numerose, cioè quelle composte da almeno 4 persone.

In più con il saldo Tarsu, andrebbero a risparmiare (fino ad oltre la metà dell’importo previsto per il saldo Tares) tutte quelle attività commerciali che, per la loro tipologia, producono un maggior quantitativo di rifiuti, cioè proprio quelle maggiormente penalizzate dalla Tares.

A pensar male, ovviamente, si fa peccato.

E dunque qualcuno potrebbe obiettare che abbassare così tanto questa tassa per determinate attività commerciali potrebbe rappresentare un conflitto di interessi tra chi detiene il potere politico decisionale e contemporaneamente lavora in una di queste realtà  o, addirittura, ne è titolare.

Ma tant’è: bisogna anche considerare il lato positivo derivato dal fatto che un’azienda con minor pressione “fiscale” ha qualche risorsa economica in più da investire e che, si spera, possa utilizzare per offrire altre opportunità di lavoro a chi ne ha bisogno.

Oggi pomeriggio su questo tema in Consiglio Comunale assisteremo sicuramente ad una discussione interessante.

E non sarà l’unico argomento di confronto all’interno del parlamentino civico: oltre a sette debiti fuori bilancio, alla nomina dei Revisori dei Conti per il triennio fino al 2016, alla variazione di bilancio previsionale 2013, all’approvazione del regolamento Imu, alla delibera per “ottimizzare” l’ufficio relazioni pubbliche e all’ordine del giorno del consigliere Paolo Tozzi (per imporre, ai commercianti di generi alimentari freschi, l’apposizione di cartelli identificativi di provenienza e data di produzione della merce), ci saranno due interrogazioni presentate dall’esponente di opposizione Tito Fenocchio a proposito del rispetto delle leggi sulla trasparenza e l’anticorruzione in Municipio.

Argomenti su cui Fenocchio si è già confrontato direttamente con la Prefettura il 31 ottobre scorso (https://www.pozzuoli21.it/fenocchio-va-in-prefettura-e-denuncia-ecco-perche-al-comune-non-ce-trasparenza/) e che sicuramente, per la delicatezza estrema del tema, non mancheranno di suscitare un acceso dibattito.

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