Quasi tre anni per realizzarlo, nove mesi per mandarlo in malora. E’ il risultato che, per usare un’espressione cara al nostro Primo Cittadino, appare “sotto gli occhi di tutti” nel Tempio di Serapide, illuminato dal 18 luglio dello scorso anno grazie ad un progetto realizzato e finanziato dagli sponsor del “Premio Civitas” di Paolo Lubrano e attualmente in stato di pressoché totale abbandono.

Un caso che potremmo definire di “vandalismo istituzionale”, visto che l’impianto (costato ai privati circa 150 mila euro) è stato donato al Comune e al Parco Archeologico dei Campi Flegrei, finora dimostratisi assolutamente incapaci sia di manutenerlo che di valorizzarlo.

Il problema non sono infatti soltanto le luci impazzite che ormai ravvivano a casaccio il Macellum ma anche la stessa fruizione di quello che, durante l’inaugurazione-concerto in pompa magna di 291 giorni fa, era stato presentato come un formidabile attrattore turistico.

Paolo Giulierini, direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei

In quella festosa occasione, Paolo Giulierini, direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, dichiarò: È il primo tassello per consentire la riapertura al pubblico dell’antico mercato: i turisti potranno camminare su quei pavimenti e in quei giardini, rivivendone la storia. Inoltre siamo al lavoro per presentare un Festival del Macellum: aperture serali tra rappresentazioni teatrali, musicali e di danza. Ma pensiamo anche alla fruizione di questo spazio durante le ore diurne, con l’apertura del monumento e la possibilità di visitarlo. I siti archeologici non hanno mai smesso di raccontare la loro vita. È ora di dialogare con questi spazi”.

Ebbene, da queste roboanti parole sono trascorse ben 42 settimane e i nostri eroi del Parco e dell’Amministrazione non solo non sono riusciti a fare nemmeno una virgola di quanto promesso da Giulierini (nessun evento nel Tempio durante le ultime due sessioni di “Pozzuoli Ardente”, nessun turista in cammino sul pavimento del Serapeo  e se si sta programmando qualcosa per la prossima estate non è dato saperlo), ma si sono rivelati inadeguati perfino a garantire l’ordinario funzionamento di quei led secondo i giochi di luce già programmati.

Per dirla in tre parole: lo spettacolo che finora doveva incantare il mondo “ha fatto fetecchia”.

Sindaco Figliolia, assessore al marketing territoriale (e alla valorizzazione del patrimonio archeologico) Moccia di Fraia, direttore del parco Giulierini: sul banco degli “imputati” per questo scempio, ci siete voi.

Toglietevi al più presto questi schiaffi dalla faccia, perché, al di là della buona stampa che siete riusciti abilmente a costruirvi, se davvero oggi qualche turista dovesse venire ad ammirare la tanto propagandata “allummata” nel ‘termometro’ del bradisismo, sareste responsabili di una figuraccia nazional-planetaria!

I VIDEO DI CIO’ CHE DOVEVA ESSERE…E (ANCORA) NON E’ STATO

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