Stavolta le è andata molto peggio di quando ha detto “stai zitto!” ad un consigliere comunale (Paolo Tozzi), prendendosi come risposta un “non ti permettere mai più!”.

Oppure di quando ha avuto il coraggio di dire che un’attività di programmazione assistenziale era stata ritardata per via del tempo dedicato dall’Amministrazione alla sciagura di Monteforte Irpino, affermazione che le valse almeno un paio di inviti a “vergognarsi” dai banchi di maggioranza e opposizione.

Stavolta, infatti, l’assessore Teresa Stellato (con deleghe principali a finanze e politiche sociali –nella foto grande in alto-) è stata praticamente sfiduciata da quasi l’intero consiglio comunale, ma soprattutto è stata aspramente rimproverata dal capogruppo del Pd, ossia il partito del Sindaco che l’ha nominata nella sua squadra il 6 giugno dell’anno scorso.

Una vera e propria “intimazione di sfratto” dalla Giunta, per il 55enne funzionario dell’Agenzia delle Entrate.

I codici non scritti della politica sono chiari: quando accadono cose del genere, vuol dire che il destino di una carica istituzionale è già segnato e si aspetta soltanto il momento opportuno per ufficializzare il tutto, con tanto di formale “ringraziamento per il lavoro svolto” o magari con dimissioni “pilotate” (solitamente motivate da “sopraggiunti impegni” familiari e/o lavorativi) per evitare che l’opinione pubblica percepisca l’amaro sapore della “cacciata”.

A meno che, in un sussulto di dignità e amor proprio, il politico da “silurare” non anticipi i tempi togliendo di propria spontanea volontà il “disturbo”, almeno per salvare la faccia agli occhi del popolo evitando l’umiliazione di un “esonero”.

Qualsiasi ipotesi dovesse verificarsi tra quelle appena elencate, chi mastica un minimo di conoscenza del linguaggio che si adopera nelle “stanze dei bottoni”, sa che, a partire da oggi pomeriggio, a meno di improbabili ribaltoni, il congedo di Teresa Stellato dalla giunta Figliolia è praticamente scontato.

Anche perché lo stesso Figliolia non ha ritenuto opportuno difendere più di tanto il suo assessore.

Il drammatico strappo tra la maggioranza degli eletti dal popolo e l’unico assessore donna dell’Esecutivo si è consumato durante la seduta consiliare odierna.

Tutto è iniziato dopo che la Stellato ha illustrato una variazione al bilancio di previsione e la delibera di approvazione della prima annualità del piano sociale regionale per il triennio 2013-2015.

I primi a stuzzicarla sono stati Salvatore Caiazzo (Pd), il quale le ha chiesto di “pubblicizzare meglio tutte le iniziative a vantaggio dei cittadini meno abbienti” e Paolo Tozzi (Verdi), che ha sottolineato la necessità di “istituire un’anagrafe tributaria dei contribuenti per fare in modo che le agevolazioni vengano concesse soltanto a chi vive realmente una condizione di povertà”.

Ma ad incendiare il dibattito ha provveduto, dall’opposizione, Tito Fenocchio (Uniti per la Libertà).

“Il piano di zona –ha esordito l’esponente di minoranza- rappresenta l’architrave della programmazione dei servizi sociali e dovrebbe avere una discussione seria e approfondita sia in commissione che in consiglio comunale. Di questi atti, i consiglieri a stento ne sono venuti a conoscenza e il risultato è che sono costretti solo a ratificarne il contenuto senza poter intervenire nel merito. Eppure, i consiglieri potrebbero fare delle proposte concrete. Ad esempio, si stanziano 700mila euro per i bambini nelle case-famiglia quando con un diverso approccio con i giudici dell’infanzia si potrebbe arrivare ad utilizzare gli stessi soldi per ipotizzare modelli di affido familiare. Inoltre, il contrasto alla povertà non può essere ridotto alla consegna dei pacchi alimentari. In consiglio comunale abbiamo esperienza, professionalità e competenza per dare una mano al Sindaco e all’Amministrazione a fare meglio ciò che stiamo facendo, per cui auspico che su questa materia ci sia maggiore coinvolgimento della politica e meno spirito di conservazione”.

La vera e propria mannaia sull’assessore arriva però dal capogruppo del Pd, Elio Buono: “La discussione su questi temi deve avvenire prima che si facciano le delibere di giunta. Lei, assessore Stellato, deve ricordarsi che è un assessore tecnico e deve svolgere un ruolo di confronto prima di andare nel coordinamento di ambito e assumere provvedimenti. Non deve più commettere l’errore di non coinvolgere la politica in scelte fondamentali che riguardano linee programmatiche di governo”.

Anche Mario Massimiliano Cutolo, capogruppo dell’Udc, sostiene l’esigenza di “concedere alla politica, per argomenti così delicati, una partecipazione e un contributo più operativi”.

E Raffaele Visconti (Sel), sottolinea che “se ci sono lacune, errori, ritardi, leggerezze e superficialità dell’assessore, prima che determinate affermazioni lascino il segno, dobbiamo renderci conto che c’è una discussione che prima o poi dovremo affrontare, auspicando che l’assessore chiarisca la sua posizione e che anche il Sindaco dica qualcosa in sua difesa”.

Nonostante il freddo glaciale, il clima in aula è davvero “bollente”.

Figliolia tace.

E l’assessore Stellato deve prendere la parola per parare i colpi che le arrivano un po’ da tutte le parti e rischiano di farla andare al “tappeto”.

“Io no mi sento sotto accusa perché sono una persona che lavora sempre e tantissimo –esordisce l’esponente della Giunta- Tra l’altro, i consiglieri comunali sanno che la mia porta è sempre aperta, anche per le loro cose personali. Mi aspetto che chi ha più esperienza di me mi dia una mano e mi venga incontro, altrimenti devo pensare che le vostre critiche vogliono rappresentare qualcosa di diverso. Forse c’è un maschilismo strisciante? Ditemelo in questa sede, perché altrimenti io non ci sto più! Io sono qui per imparare, molti processi non li conosco, ma non accetto critiche vuote. Sui controlli di tipo patrimoniale sfondate con me una porta aperta, così come sul nuovo regolamento per il contrasto alla povertà. La nostra azione è a 360 gradi, mi sono esposta in prima persona quando si è trattato di trasmettere alla Finanza gli atti relativi ai controlli che abbiamo eseguito sui beneficiari del banco alimentare. Siamo in grado di garantire appena i livelli minimi di assistenza, mi sto attivando per l’affido che sostituisca i ricoveri dei minori in case famiglia, le poche risorse che ho le spendo un maniera consapevole e oculata come se fossero le mie personali, sto provvedendo a far aggiustare un camper per informare tutti i cittadini delle iniziative di politica sociale e mi sto procurando anche una sponsorizzazione per attivare questo servizio. Qui non si fanno chiacchiere, ma fatti”.

A fronte di tutto ciò, le uniche parole del sindaco Figliolia sulle polemiche nei confronti della Stellato sono le seguenti: “Le critiche all’assessore sono critiche al sindaco, che ci mette la faccia, è aperto, attento e assume le valutazioni del consiglio comunale a 360 gradi. Mi farò carico con la Giunta di questa importante discussione, rettificheremo le cose da rettificare e cercheremo di migliorare i nostri ritardi”.

Il Primo Cittadino, insomma, sceglie di non difendere a spada tratta la Stellato ma di fare un discorso del tipo: “Ho capito quello che mi avete detto ma lasciate che sia io a decidere il da farsi visto che la Stellato l’ho nominata io e  soltanto io posso mandarla via”.

Ma il peggio deve ancora arrivare.

E sopraggiunge quando lo stesso assessore termina la sua lunga relazione sullo stato di attuazione dei programmi e la salvaguardia degli equilibri di bilancio.

E’ ancora una volta Tito Fenocchio a “suonare la carica”: “Questo è il primo vero bilancio in cui si valuta l’operato dell’Amministrazione ed il risultato è un fallimento. Rispetto alle previsioni, di questo passo  arriveremo a mancati incassi per 10 milioni di euro di  spazzatura e per 3 milioni di euro di servizio idrico. Nel solo 2013, abbiamo già uno squilibrio nella gestione di competenza pari a 17 milioni di euro. Non abbiamo incassato nemmeno un centesimo dalle vendite del patrimonio immobiliare. Abbiamo un fondo svalutazione crediti da 30 milioni di euro, coperti dalla vendita del patrimonio immobiliare: se perdiamo anche questi soldi, arriveremo ad una situazione drammatica, all’impossibilità di mantenere gli equilibri di bilancio. Questo è un grave problema politico che dovrebbe indurre l’Amministrazione a compiere scelte in maniera più partecipata e condivisa”.

Ed Elio Buono (Pd), ci mette un secondo “carico da undici”: “Dobbiamo ragionare in termini di ottimizzazione della spesa. Non è possibile che 1000 stalli di sosta a pagamento ci portino un ricavo di 700mila euro, così come è assurdo che il multipiano produca un disavanzo di gestione. Bisogna fare subito un regolamento unico delle entrate perché è impensabile che per ogni tributo ci sia un rateizzo differente e non ci sia una dilazione rapportata all’entità del debito e alla capacità contributiva del cittadino.  Perché se non riscuotiamo, non possiamo fare nulla. Dopodichè, come consiglieri abbiamo il diritto ed il dovere di esercitare il nostro ruolo di verifica sul raggiungimento degli obiettivi programmatici. E un assessore –conclude Elio Buono rivolto a Teresa Stellato si deve prendere il bello ed il brutto del proprio ruolo, anche la critica quando sbaglia, non opera, quando è troppo impegnato in interviste, slogan, quando è poco attento ai problemi della città o poco presente sulle questioni più importanti”.

Non una parola aggiunge il Sindaco nella sua replica finale a proposito dell’assessore contestato.

Piuttosto, Figliolia dice che nei prossimi giorni vuole convocare una serie di riunioni con i dirigenti, la commissione bilancio ed i capigruppo perché vuole assumersi la responsabilità di tutte le “riforme strutturali che dovranno essere inserite nel bilancio di previsione da approvare nei primi mesi dell’anno prossimo”.

Con quest’ultima affermazione, tuttavia, il Capo dell’Amministrazione ha, formalmente, già licenziato il proprio delegato al bilancio, giacchè ne surroga, di fatto, il ruolo di programmazione  sul documento contabile del 2014.

Dopo quanto accaduto durante il Consiglio Comunale di oggi, nei panni di Teresa Stellato, credo che a chiunque verrebbe già in mente di organizzarsi per preparare i classici “scatoloni” da portar via dal proprio ufficio al Municipio.

Una cosa a mio parere importantissima, però, la dottoressa Stellato dovrebbe chiarirla al più presto possibile.

A chi e a cosa si riferiva quando ha detto pubblicamente che i consiglieri comunali trovano la sua porta aperta “anche per le loro cose personali”?

Senza voler ledere la privacy di nessuno, possiamo noi cittadini sapere la tipologia di “cose personali” su cui l’assessore Stellato ha ricevuto richieste di aiuto da parte di consiglieri comunali?

E con quale esito?

In sostanza: di quali poteri “taumaturgici” a noi sconosciuti è dotato l’assessore Stellato?

Che tipo di problemi è in grado  di risolvere ai consiglieri comunali?

Problemi politici?

Problemi di salute?

Problemi lavorativi?

Problemi finanziari?

Problemi caratteriali?

Problemi psicologici?

Problemi domestici?

Ci faccia capire.

Anche perché, se  un tale patrimonio di altruismo fosse concentrato solo nelle stanze del Municipio, nessuno riuscirebbe a farsene una ragione.

Soprattutto quando si ricopre un ruolo istituzionale, sarebbe giusto metterlo a disposizione dell’intera collettività, e non di “pochi eletti”.

Oppure, forse è meglio non dirle proprio certe cose.

Come ha opportunamente sottolineato il consigliere Antonio Di Bonito (Pozzuoli.Bene Comune) nel dirle: “Assessore, quando un consigliere comunale le viene a chiedere un piacere personale, o lei se lo tiene per sé o non venga qui a generalizzare…”.

Senza ottenere risposta alcuna.

Se non un imbarazzata (e imbarazzante) “scena muta”.