Si sono rivolti alla Corte dei Conti per chiedere la condanna di tutti i rappresentanti istituzionali che finora non hanno reso possibile l’attuazione della legge sulla prevenzione sanitaria nei comuni della Terra dei Fuochi.

Ciro Di Francia, presidente del Co.As.
Ciro Di Francia, presidente del Co.As.

La denuncia, protocollata il 9 giugno presso la Procura campana della magistratura contabile, porta le firme delle sei associazioni aderenti al Co.As., il coordinamento (presieduto da Ciro Di Francia) che si occupa, nell’area flegreo-giuglianese, di problematiche ambientali e di salute pubblica: Acli Dicearchia Pozzuoli, Eco della Fascia Costiera, Rinascita dei Campi Flegrei, Legambiente Quartum, Legambiente Pozzuoli-Campi Flegrei e Villaricca “Nuova Borgosano”.

A dare notizia della clamorosa iniziativa è stato il legale del sodalizio, l’avvocato Roberto Ionta, nel corso dell’incontro-dibattito sul tema “Salute ed ambiente, omissioni e ritardi nella terra dei fuochi e dei veleni”, tenutosi l’altro ieri, mercoledì 29 giugno, nell’aula consiliare di Palazzo Migliaresi, al rione Terra.

Il coraggioso esposto mira ad ottenere, in favore della collettività, un risarcimento danni per tutto il tempo finora perso nel non attuare concretamente le recenti leggi a tutela dei cittadini che risiedono nelle aree il cui sottosuolo è stato avvelenato per decenni dalla criminalità organizzata in combutta con pezzi corrotti dello Stato.

Cittadini che hanno contratto gravissime malattie proprio a causa dell’illegale interramento di questi rifiuti.

Dato confermato, come si legge nella denuncia, dall’Istituto Superiore di Sanità attraverso un rapporto pubblicato a dicembre 2015, (che) ha confermato il nesso di causalità esistente tra il disastro ambientale e l’incremento delle patologie oncologiche, soprattutto per i giovani fino a 14 anni, a seguito della grave emergenza dei roghi e dei rifiuti tossici nel comprensorio flegreo-giuglianese”.

copertnaLo studio dell’Istituto Superiore di Sanità, ha evidenziato, in 55 comuni (32 della provincia di Napoli e 23 del casertano) “un eccesso di mortalità e ospedalizzazione per patologie legate all’esposizione a inquinanti ambientali rilasciati nei siti di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e dalla combustione degli stessi: tumori maligni dello stomaco, del fegato, del polmone, della vescica, del pancreas, della laringe, del rene, linfoma non Hodgkin, tumore della mammella”.

Nello stesso territorio, è aumentato in modo “considerevole” anche il numero di “bambini ricoverati nel primo anno di vita per tumori del sistema nervoso e leucemie”.

Questo studio è stato finora l’unico risultato concreto prodotto dalla legge numero 6 del 6 febbraio 2014.

La stessa norma, infatti, stabiliva anche uno stanziamento pari a 50 milioni di euro per accertare, attraverso screening sanitari, i danni alla salute riportati dai cittadini residenti nella Terra dei Fuochi e prevenire l’insorgere di ulteriori malattie.

L'avvocato Roberto Ionta, che ha patrocinato l'esposto alla Corte dei Conti
L’avvocato Roberto Ionta, che ha patrocinato l’esposto alla Corte dei Conti

“Norma ad oggi completamente inapplicata, senza peraltro conoscere la destinazione dei fondi stanziati – si legge nell’esposto consegnato alla Corte dei Conti –  Il decreto legge convertito prevedeva, infatti, l’aggiornamento dello studio epidemiologico (dell’Istituto Superiore di Sanità) e il potenziamento “eventuale” degli studi epidemiologici, in particolare “in merito ai registri per le malformazioni congenite e ai registri dei tumori e fornendo dettagli in riferimento alla sommatoria dei rischi, con particolare riferimento ai superamenti dei valori stabiliti per le polveri sottili”. Il finanziamento per ciascuna delle due aree, per il biennio 2014-2015, era appunto di 25 milioni di euro, ai quali sono previste aggiunte di fonte regionale (…).

(…) nonostante l’entrata in vigore della legge n. 68 del 22/5/2015, si registrano quotidianamente i roghi tossici che provocano non solamente danni alla salute, ma condizioni di invivibilità per i cittadini; che all’Asl Napoli 2 Nord non sono stati avviati i LEA (Livelli Essenziali Assistenza) individuati dal Ministero della Salute per tutto il territorio nazionale per attuare una seria prevenzione, per alcune fasce di età, attraverso mammografia, pap-test e ricerca di sangue occulto nelle feci; che nonostante continui solleciti al Presidente della Conferenza dei Sindaci, al Commissario Straordinario dell’Asl Napoli 2 Nord e al Presidente della Commissione regionale della Sanità, nessun confronto è stato possibile avviare, in uno spirito di partecipazione democratica, tra i rappresentanti istituzionali e le scriventi associazioni; che pur avendo presentato alcune denunzie, ad oggi non si è pervenuti a risultati concreti, almeno per far veicolare messaggi positivi  che possano tranquillizzare i cittadini; che tale mancata attuazione delle leggi sopra richiamate, che consentirebbe di avviare finalmente quegli screening epidemiologici come opera necessaria di prevenzione per la salute e per prevenire i fuochi che tuttora continuano ad aggravare la già critica situazione di pericolo per la salute di tutti i cittadini del comprensorio flegreo-giuglianese, si riflettono anche sul bilancio della sanità Campana che anziché migliorare lo stesso attraverso quella prevenzione è invece costretta a curare le patologie (ben più costose) nonché a pagare il cosiddetto turismo sanitario alle altre regioni italiane ove i cittadini campani, troppo spesso ormai, si rivolgono poiché trovano servizi più efficienti e cure migliori alle proprie patologie: è anche in questo che nasce e si alimenta il danno erariale per la nostra regione”.

Ed è per tutti questi motivi che le sei associazioni firmatarie dell’esposto chiedono di accertare quanti danni economici, danni contabili, danni erariali, danni patrimoniali, danni ambientali, danni alla salute e danni all’immagine della Campania siano stati prodotti dalla mancata applicazione di queste leggi.

E di far pagare tutti questi danni, di tasca propria, a chiunque (politici, dirigenti, funzionari) nella pubblica amministrazione abbia finora contribuito a crearli attraverso il proprio comportamento omissivo, per colpa o per dolo.

Una denuncia “tostissima”, che ci auguriamo possa determinare una condanna esemplare a carico di chi sta giocando con la nostra vita.

IL TESTO INTEGRALE DELL’ESPOSTO-DENUNCIA ALLA CORTE DEI CONTI

 

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