All’inverosimile non c’è mai fine. E, purtroppo, ancora una volta sono i nostri vigili urbani a conquistare la ribalta dell’assurdo.  A raccontarci la sua disavventura è D.P., una professionista residente nel centro storico, che sta vivendo un vero e proprio incubo da cinque mesi.

“Era il 25 aprile quando la mia auto, parcheggiata in una zona di via Emporio dove può sostare chi ha l’abbonamento annuale come me, viene multata dai vigili perché a loro dire non esponevo la ricevuta di pagamento – ci racconta la malcapitata – Trovo il preavviso di sanzione sul parabrezza e, due giorni dopo, mi reco al Comando di via Luciano, dove spiego l’accaduto, chiarendo che non ero tenuta a pagare il grattino e che ho sempre esibito il contrassegno per accesso e sosta  in modo visibile. Vigili gentilissimi,  ammettono che ho ragione e che si è trattato di un loro errore che non sanno spiegarsi, mi dicono che non devo preoccuparmi perché in quello stesso momento posso presentare, tramite il loro ufficio, un ricorso al Prefetto per ottenere l’annullamento della sanzione. Seguo il loro consiglio e ricorro al Prefetto con una lettera che scrivo lì e che viene timbrata dallo stesso Comando di Polizia Municipale.  Trascorrono però circa tre mesi – prosegue D.P.- e mi viene notificata la contravvenzione.  Era il 20 luglio: amareggiata e arrabbiata, torno al Comando dei Vigili e chiedo spiegazioni.  Nessuno me ne sa dare. In compenso, mi fanno compilare un secondo ricorso, sempre al Prefetto, con le stesse modalità adoperate il 27 aprile.  Passano altri due mesi e l’altro ieri, 18 settembre, mi arriva a casa la risposta del Prefetto al primo ricorso, che viene dichiarato inammissibile perché per legge non avrei dovuto presentarlo prima della notifica della multa. Mi sento presa in giro. Torno per la terza volta al Comando Vigili e gliene canto di tutti i colori. Loro si scusano, ripetono che ho ragione, che non sanno come giustificare né la multa sbagliata né il ricorso sbagliato a causa loro e aggiungono che, a quel punto, non sanno cosa consigliarmi.  Vado in Commissariato con l’intenzione di denunciarli, ma i poliziotti mi dicono che queste cose non sono di loro competenza bensì del Giudice di Pace. Ricapitolando: ho preso una multa ingiusta, mi sono giocata la possibilità di pagare la contravvenzione con lo sconto entro i cinque giorni dalla notifica e non so nemmeno cosa accadrà col Prefetto, perché già ho presentato un ricorso dichiarato inammissibile e ho paura che per questo motivo possa essere bocciato anche il secondo ricorso, col rischio di  dover subire una sanzione pari al doppio della multa. Ditemi voi. Cosa dovrei fare? Pago la multa con lo stesso stato d’animo di un taglieggiato?  Ricorro al Giudice di Pace sborsando altri soldi di spese legali? Oppure porto tutto il Comando Vigili in tribunale?  E potrei fare tutto questo senza sapere cosa decide il Prefetto sul mio secondo ricorso?  Intanto mi sta venendo voglia di scappare da Pozzuoli, una città in cui ho scelto di vivere e ho fatto sempre il mio dovere,  per essere ripagata così…”.

Commenti