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Tombino “killer”: vince il “fai-da-te” e il bidone per l’umido diventa una transenna…

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Meravigliarsi non serve più. Quando infatti pensi di averle già viste tutte, ecco che qualcuno o qualcosa arriva ad arricchire l’album delle situazioni che in una città normale non accadrebbero mai.

Le immagini che vedete sono state scattate stamattina sul lungomare di via Napoli, più precisamente al largo Tranvai.

Qui, come residenti e avventori sanno ormai fin troppo bene, ogni volta che piove con un minimo di insistenza in più del solito, la strada “sparisce” e viene “sostituita” dalla vera e propria piena di un torrente di acqua, detriti e fango provenienti da via Solfatara attraverso le rampe Cappuccini.

La prorompente cascata fa immancabilmente saltare il “tappo” di due tombini fognari situati tra via Compagnone e largo Tranvai.

Quando ciò accade, quest’ultimo, spesso, resta scoperchiato per molte ore.

E, finchè qualche cittadino di buona volontà non lo rimette a posto, rappresenta un enorme pericolo per pedoni ed automobilisti, complice un attimo di distrazione ma anche una visibilità  piuttosto precaria, specie dopo il tramonto.

Non si contano i  malcapitati  finitici dentro  oppure le auto  incastratesi con le ruote, con gravi danni in entrambi i casi (fisici o materiali).

Così, stamattina, dopo il nubifragio della notte, per evitare il peggio, qualcuno ha pensato “bene” di usare a mò di transenna, davanti al tombino scoperto, il bidone per la raccolta dell’organico assegnato al vicino condominio del largo Tranvai numero 8.

Il rimedio, per la verità, ha “funzionato” alla perfezione: l’ostacolo era talmente evidente da essere stato aggirato da chiunque transitasse in zona.

Ovviamente non può essere questa la soluzione in casi del genere.

Né, tantomeno, può essere demandato al cittadino il compito di preservare la pubblica e privata incolumità.

Comune, se ci sei batti un colpo!

 

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