Sono decine le persone  che a Pozzuoli si sono macchiate la fedina penale nelle ultime due settimane per aver trasgredito al divieto di uscire di casa per futili motivi.

La gran parte dei sanzionati, pur di non ammettere la propria colpa, ha cercato di evitare la denuncia con ogni scusa, sia pure non riuscendo nell’intento di gabbare i tutori dell’ordine.

Ma chi è preposto a questi controlli si è trovato di fronte anche a situazioni in cui la faccia tosta (e l’irresponsabilità, vista la delicatissima situazione sul fronte sanitario) ha superato davvero tutti i limiti.

Com’è accaduto domenica pomeriggio sul corso Terracciano, quando una pattuglia di vigili urbani, diretta dal colonnello Silvia Mignone, ha fermato un’auto con tre persone a bordo, un puteolano e due suoi amici dell’entroterra.

I tre hanno candidamente confessato che stavano tornando da un’allegra giornata di evasione in campagna, sulla collina di Cigliano, nella seconda casa del nostro concittadino, dove avevano pranzato con fave, salumi e vino locale.

In grembo ad uno di essi, il passeggero del lato anteriore, c’erano ancora gli avanzi dell’agreste pasto, che il terzetto avrebbe probabilmente voluto consumare anche per cena nell’abitazione principale del puteolano.

I tre, dopo l’inevitabile ramanzina degli esterrefatti agenti della Municipale, sono stati denunciati per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità e obbligati ad un periodo di quarantena di 14 giorni nei rispettivi luoghi di residenza.