Paolo Tozzi e Tommaso Pollice

Se non sono venuti alle mani è solo grazie ad alcuni loro colleghi, provvidenzialmente intervenuti ad allontanarli da un “faccia a faccia” che non prometteva nulla di buono.

E’ accaduto nella tarda mattinata di ieri in Municipio, dove, durante la conferenza dei capigruppo convocata per decidere data e ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, Paolo Tozzi e Tommaso Pollice stavano per arrivare alle vie di fatto al termine di un’accesa discussione, con Pollice che si è diretto minacciosamente verso Tozzi, il quale, a sua volta, si è alzato dalla sedia col chiaro intento di non voler porgere l’altra guancia.

Il tutto è avvenuto davanti agli altri dieci rappresentanti delle varie forze politiche nel parlamentino civico (Enrico Russo, Salvatore Caiazzo, Michele Luongo, Sandro Cossiga, Ciro Del Giudice, Salvatore Maione, Raffaele Visconti, Tito Fenocchio, Massimiliano Cutolo e Pietro De Vito), col presidente Russo che ha dovuto addirittura minacciare la sospensione della riunione se non si fossero placati gli animi.

L’episodio, per fortuna, non ha avuto strascichi di alcun tipo, anche se i due consiglieri, dopo lo “scazzo”, non si sono né chiariti né scusati a vicenda.

Abbiamo provato ad interpellare entrambi i “contendenti”.

In attesa di poter eventualmente pubblicare la versione dei fatti di Paolo Tozzi (dal momento in cui abbiamo appreso la notizia e fino al momento di pubblicarla, il capogruppo dei Verdi è risultato telefonicamente irrintracciabile), possiamo riportare solo quella di Tommaso Pollice.

Tommaso Pollice
Tommaso Pollice

“Confermo quanto accaduto e me ne dispiace. Chi mi conosce sa che sono un sanguigno ma non un violento  –ci dice il capogruppo del Centro Democratico- Ma quando, mentre uno parla c’è chi gli parla sopra, come ha fatto Tozzi con me per ben tre volte durante la conferenza dei capigruppo di ieri mattina, allora può anche capitare di reagire male. Nella sostanza, io stavo dicendo che i miei colleghi dovevano tirar fuori gli attributi e smetterla di fare i soldatini sulle date del consiglio comunale, visto che io non ero disponibile a rinunciare alle mie ferie, già programmate in modo da essere presente alla convocazione del consiglio comunale per il 19, così come inizialmente il Sindaco aveva chiesto al presidente Russo, dunque non ero disponibile per il 22 e per il 23, come poi si è deciso. Ho detto inoltre –prosegue Pollice-  che, a mio parere, visto che

Paolo Tozzi
Paolo Tozzi

è cambiata la maggioranza ed è diventata una coalizione promiscua da cui prendo le distanze, doveva essere questa nuova maggioranza, e non più quella vecchia uscita dal voto del 2012, a decidere se Tozzi dovesse stare con loro. Mentre parlavo, Tozzi mi accusava di avere posizioni strumentali, di pensare solo a me stesso e mi intimava di non usare certi termini…e così, alla terza interruzione, dopo avergli chiesto invano di tacere mentre io intervenivo, mi sono alzato di scatto dalla sedia per affrontarlo a brutto muso….

Si respira dunque davvero un pessimo clima negli ambienti politici comunali.

E non potrebbe essere altrimenti, visto che, dopo quanto accaduto nell’ultima seduta consiliare del 4 agosto, se i sei consiglieri dissidenti manterranno le loro posizioni, Figliolia potrà governare soltanto con il “soccorso” degli (ex?) acerrimi nemici Maione e Monaco.

Il sindaco Figliolia
Il sindaco Figliolia

Un’alleanza contraria alla volontà popolare espressa dai puteolani nel 2012 e che, qualora fosse confermata dal voto sul riequilibrio di bilancio previsto per lunedì pomeriggio alle 17 (o martedì mattina alle 10) della prossima settimana, dovrebbe indurre qualsiasi politico con un minimo di dignità e di serietà a rassegnare immediatamente le dimissioni.