domenica, Maggio 19, 2024
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Tozzi ‘sfotte’ tre preti: “Al prossimo Consiglio Comunale diremo noi la Messa”

L’incidente diplomatico era nell’aria. Ed è accaduto puntualmente, nel modo più semplice (e, al tempo stesso, più sorprendente), attraverso Facebook, dove ormai ognuno si sente in diritto di andare a ruota libera, anche chi, per il proprio ruolo, dovrebbe riflettere mille volte prima di dare il proprio pensiero in pasto all’opinione pubblica.

 Protagonisti, da un lato, tre volenterosi sacerdoti (Mario Russo, Tommaso Di CristofaroTonino Russo) che si sono offerti di mediare tra ristoratori, residenti e sindaco per trovare correttivi condivisi alla contestatissima zona a traffico limitato sul lungomare di via Napoli. (  e  )

Preti ai quali va attribuito l’indubbio merito di aver convogliato la protesta (talvolta sfociata in episodi inaccettabili) di molti cittadini nell’alveo del dialogo propositivo con il Capo dell’Amministrazione.

Dall’altro lato, c’è la politica locale, che non vede di buon grado l’iniziativa dei tre parroci. Non tanto per il nobile scopo che essi si sono prefissati, ma perché, di fatto, nell’ascoltare gente, convocare riunioni e fare da cuscinetto tra popolazione e Figliolia, don Mario, don Tonino e don Tommaso stanno svolgendo un ruolo che dovrebbe essere prerogativa di chi rappresenta i puteolani nelle vesti di consigliere comunale o ha funzioni di governo come un assessore.

Ma tant’è: sul problema della ztl di via Napoli, consiglieri e assessori, invece di provare a stemperare la tensione,  sono letteralmente spariti.

 E così, di fronte al crescere dell’agitazione ed al rischio che potesse sfociare in gravi problemi di ordine pubblico, i tre “don” (Mario, Tonino e Tommaso) si sono rimboccati le maniche ed hanno capito che non potevano restare ad assistere a qualcosa che stava lentamente degenerando verso l’irreparabile.

Ed ecco, appunto, l’incidente diplomatico.

 All’indomani dell’ultimo incontro nella parrocchia del Sacro Cuore con i residenti, infatti, il  consigliere comunale Paolo Tozzi (capogruppo dei Verdi), alle 19.23 di ieri, ha così commentato  quattro immagini dell’iniziativa pubblicate su Fb dal fotografo Enzo Buono: “Al prossimo Consiglio Comunale diremo noi la Santa Messa”.

Fin troppo chiaro il messaggio, tra lo sfottò e la provocazione,  diretto ai tre sacerdoti.

 In sostanza, per Tozzi, se il clero si occupa di fare cose che competono alla politica, allora la politica può anche occuparsi di cose che competono al clero.

 La reazione dei lettori del post su Fb non si è fatta attendere: e, al commento di Tozzi, ne sono seguiti altri non proprio concilianti nei confronti del dermatologo prestato alla politica e degli eletti dal popolo in generale.

Un dibattito, probabilmente, destinato a proseguire, sia sul social network che in città, riguardo alla situazione di certo unica che si è venuta a creare a via Napoli, dove la Chiesa sta effettivamente facendo ciò che dovrebbe fare (e non ha fatto) la politica.

Intanto, don Mario Russo, ha risposto indirettamente al consigliere Tozzi pubblicando, stanotte alle 0,32, il seguente post sulla propria pagina Fb, tratto dalla Costituzione Pastorale (la “Gaudium et Spes”) e dallo scritto del vescovo Gennaro Pascarella nel direttorio al termine del Sinodo Diocesano.

 “IO VOGLIO IL DIALOGO!!!”

SOLO PER DIRE COSA MI SPINGE A NON STARMENE CON LE MANI IN MANO E TACERE!

“Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore (…) È l’uomo dunque, l’uomo considerato nella sua unità e nella sua totalità, corpo e anima, l’uomo cuore e coscienza, pensiero e volontà, che sarà il cardine di tutta la nostra esposizione.(COSTITUZIONE PASTORALE
SULLA CHIESA NEL MONDO CONTEMPORANEO – GAUDIUM ET SPES, n°1)

“È compito delle strutture pastorali territoriali – in primo luogo i Consigli pastorali ad ogni livello – sensibilizzare i fedeli e i cittadini tutti verso i bisogni e le principali problematiche del territorio, con particolare attenzione ai temi della legalità e della giustizia sociale. Questi temi, infatti, alla luce della dottrina sociale della chiesa, devono essere punto di partenza per una nuova cittadinanza partecipata. Non è dunque consentito in alcun modo alle comunità ecclesiali e ai loro pastori essere conniventi o tollerare comportamenti ingiusti e illegali, non coerenti con la morale cristiana. E’ vero e proprio dovere del cristiano, per ogni fedele, dissociarsi da esse e denunciarli: “la nostra Chiesa non può tacere di fronte ad un sistema perverso che frena lo sviluppo del territorio e tiene in ostaggio ancora tanta gente! Il nostro “no” alla camorra e a tutte le sue “affiliazioni” è deciso. Nello stesso tempo come cristiani dobbiamo essere in prima fila per far crescere una cultura della legalità e della solidarietà. Oratori, luoghi di accoglienza e di ascolto per ragazzi e per giovani, sostegno ad iniziative di imprenditorialità giovanile, aiuto a persone che rischiano di cadere nella piovra dell’usura…sono strade appena tracciate, da seguire con più decisione. Le strutture pastorali territoriali devono avere una particolare attenzione ai rapporti con le istituzioni e con il mondo politico locale, in modo da illuminare circa il bene comune da promuovere. Esse devono vigilare su ritmi e tempi della vita amministrativa e politica cittadina, osservando in modo particolare l’operato degli eletti e l’incidenza concreta della loro attività nella vita quotidiana delle persone. Il mensile diocesano Segni dei tempi deve essere sempre più utilizzato per temi fondamentali quali legalità, ambiente, vecchie e nuove povertà, sfruttamento e ingiustizie sociali come agile strumento pastorale di dibattito e di condivisione delle informazioni, in modo da rinnovare il legame con il territorio nelle sue concrete e molteplici dimensioni sociali e culturali”. (Direttorio Pastorale Post-Sinodale della Diocesi di Pozzuoli, nn.63-64-65).

La mia è solo un offerta al di sopra delle parti per mediare e non darla vinta alle proteste e agli atti vandalici. Amo il dialogo e cerco il dialogo per la soluzione di ogni problema… IO VOGLIO DIALOGARE!

Basterà per far capire ai politici puteolani che nessuno vuole rubare loro il mestiere?

E che, se loro sono assenti sulle questioni, qualcuno dovrà pur colmare questo vuoto istituzionale?

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