Arrivano le prime conseguenze degli avvisi di garanzia a 15 lavoratori del Municipio per concorso in truffa e sostituzione di persona al mercato ittico all’ingrosso di via Fasano.

Sono stati infatti sospesi a tempo indeterminato dalle mansioni e dallo stipendio i dodici dipendenti comunali coinvolti nell’inchiesta condotta da Procura e vigili urbani sulle presunte false attestazioni di presenza in servizio tra il 3 aprile e il 6 maggio dello scorso anno.

Per i  tre socialmente utili finiti anch’essi nel mirino degli inquirenti sono stati invece predisposti altrettanti ordini di trasferimento presso due uffici della nettezza urbana.

Ma se da un lato gli lsu rischiano di perdere il proprio “status” e il relativo sussidio solo nel caso in cui fossero giudicati colpevoli, per i comunali indagati la situazione appare ben più grave e complicata.

Questi ultimi infatti sono stati convocati davanti alla commissione disciplina dell’Ente e corrono addirittura il pericolo di essere licenziati in tronco entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento di sospensione, dunque ancor prima che la giustizia faccia il suo corso, salvo poi venir reintegrati in servizio e rimborsati di tutto il salario “congelato” qualora fosse accertata la propria innocenza dalla magistratura ordinaria.

Lo prevede la legge Madia per determinati casi, indipendentemente dal grado di avanzamento del procedimento penale connesso.

Una fattispecie che l’Amministrazione potrebbe applicare alla circostanza specifica, in base alle risultanze delle immagini videoregistrate dagli investigatori e che proverebbero l’uso indiscriminato dei badge marcatempo da parte di quegli addetti.

Cosa accadrà? Staremo a vedere.