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Turisti morti nella Solfatara: altri cinque indagati…e un terribile sospetto

Salgono a sei gli indagati per la tragedia del 12 settembre scorso nella Solfatara, dove morirono  Massimiliano, Tiziana e Lorenzo Carrer, i tre turisti di Meolo (in provincia di Venezia) precipitati in una voragine apertasi nel bel mezzo del vulcano.

Come riferisce infatti Il Gazzettino.it., oltre a Giorgio Angarano sono sotto indagine anche i cinque soci della “Vulcano Solfatara srl”, società di cui lo stesso Angarano è amministratore unico.

I capi di imputazione sono, a vario titolo, omicidio colposo plurimo, disastro colposo e violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

La Procura di Napoli, scrive sempre Il Gazzettino, ha chiesto l’incidente probatorio per ascoltare ancora una volta il racconto dell’unico sopravvissuto alla tragedia, che ha visto morire sotto i suoi occhi i genitori e il fratellino.

L’aspetto più inquietante di tutta la vicenda è tuttavia emerso da un consulenza tecnica ordinata dai magistrati: dopo la morte dei tre turisti, infatti, le buche del sito sarebbero state coperte con del terreno.

Sono queste, evidentemente, anche le ragioni per cui la Solfatara è completamente sotto sequestro da ormai 199 giorni e che rendono vane le proteste di chi, come circa mille cittadini sollecitati quattro domeniche fa dai Verdi, con una petizione hanno chiesto la messa in sicurezza e la riapertura dell’area del cratere del vulcano.

 

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