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“Uccisa la democrazia nel Comune di Pozzuoli”

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La vicenda è quella pazzesca che “Pozzuoli21” ha raccontato venerdì scorso, 9 maggio, in anteprima esclusiva a proposito della sospensione per tre mesi dal lavoro e dallo stipendio di due vigili urbani che avevano “osato” criticare il comandante della polizia municipale nel corso di un’assemblea sindacale (per leggere l’antefatto clicca su http://www.pozzuoli21.it/critichi-il-comandante-dei-vigili-perdi-tre-mesi-di-stipendio-cose-da-pazzi-al-comune/

Oggi, dopo lo sconcerto iniziale, le organizzazioni di categoria (almeno due di esse, Cisl e Uil, ossia le organizzatrici dell’assemblea “incriminata”: la Cgil, invece, finora ha preferito tacere e sarebbe bene che ne spiegasse il motivo all’opinione pubblica ed ai propri iscritti…) reagiscono con una durissima lettera aperta indirizzata “ai lavoratori”, al sindaco Enzo Figliolia (che ha anche la delega ai vigili urbani), all’assessore al personale Franco Cammino e a tutti i consiglieri comunali puteolani.

La lettera è firmata da Giovanni Capuano (Cisl Fp) e Giuseppe Migliaccio (Uil Fpl).

Ve ne propongo di seguito il testo integrale.

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UCCISA LA DEMOCRAZIA NEL COMUNE DI POZZUOLI!

A NOSTRA MEMORIA NON E’ MAI SUCCESSO IN ITALIA. IL COMUNE DI POZZUOLI E’ RIUSCITO AD ACCAPARRARSI QUESTO TRISTE PRIMATO!

Le  scriventi  OO.SS.  CISL FP  e  UIL FPL  danno il triste annuncio della dipartita dello Stato di diritto dei lavoratori del Comune di Pozzuoli. L’attentato si è consumato nei confronti di alcuni lavoratori, che si sono “permessi” di esprimere il loro punto di vista, in un’assemblea sindacale, a loro dedicata proprio per discutere di un sistema organizzativo realizzato presso il Comando dei Vigili Urbani di Pozzuoli.

I lavoratori in Assemblea non sono da ritenere in servizio e, pertanto, è inimmaginabile procedere all’incardinamento di una procedura disciplinare nei loro confronti. Com’è altrettanto inimmaginabile mettere il bavaglio ai lavoratori che, intervenendo in assemblea, dovrebbero essere liberi di criticare un sistema organizzativo e una procedura comportamentale che non condividono. La libertà di parola, è stata, con quest’atto inqualificabile, inopportunamente “soppressa” “in deroga” alla Costituzione,  nel Comune di Pozzuoli che, appartenendo alla Repubblica Italiana, non ne riconosce la carta costitutiva.

L’atto è surreale, politicamente pericoloso per la deriva antisindacale che si crea nel momento in cui lavoratori che partecipano ad un’assemblea, “a loro riservata”, debbano essere sub judice per gli eventuali pareri che vi esprimono.

Quindi, per evitare provvedimenti disciplinari nei confronti dei lavoratori che aderiranno alle future assemblee, le Scriventi assumeranno l’impegno (e ci si lasci essere amaramente sarcastiche) di sottoporre,  preventivamente, al Comandante dei Vigili Urbani, al Segretario Generale, all’Assessore al Personale e al Sindaco,  gli interventi testuali dei lavoratori, affinché diano il loro assenso, o, eventualmente, censurino del tutto o parzialmente il programmato intervento (in altre parole: U’ pò dicere?).

Comunque, proprio perché le OO.SS. nascono per vigilare e garantire sui diritti e sulle pari opportunità di tutti, ritengono legittimo, qualora qualcuno dovesse ritenersi diffamato da qualcun altro, ricorrere alle Autorità Giudiziarie competenti, formalizzando querela di parte.

Pertanto, il Comandante di P.M. avrebbe dovuto procedere, all’atto in cui si riteneva diffamato, con la querela presso le Autorità competenti, e non ricorrere ad “amici e colleghi” per tutelare la propria reputazione, infliggendo pene esemplari, che vanno dai novanta ai novantacinque giorni di sospensione, a lavoratori che hanno famiglie e figli a carico.

Per noi non finirà certamente qui la questione. Ricorreremo in tutte le sedi, e intraprenderemo tutte le azioni consentite dalla legge, affinché un giudice, non “collega”, ma super partes, possa giudicare in piena serenità se effettivamente ci sono elementi così gravi da comminare una sanzione tanto dolorosa per i lavoratori e per la democrazia, garantita dalla Costituzione.

Contare sul rispetto della Costituzione, per la Democrazia e per i diritti è un elemento a cui CISL e UIL non rinunceranno mai, fantasticando che, un giorno, finalmente qualcuno si unirà a noi per dire: BASTA! Alle parzialità, ai soprusi e alle ingiustizie. Fino ad allora, continueremo nella nostra convinta e determinata azione di tutela dei diritti e della democrazia, da soli o con chi ci vorrà accompagnare in questo lungo cammino (che non è l’Assessore) alla ricerca dello Stato di Diritto. L’impegno è che, attraverso qualsiasi modo possibile si metteranno al corrente le istituzioni, i cittadini, la società civile e tutti quei soggetti costituzionalmente riconosciuti quali “vigilantes” della Costituzione.

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LA POSIZIONE DELLA CGIL

Ecco invece il contenuto testuale della lettera ricevuta da Pozzuoli21 alle 21.57 del 14 maggio, firmata da Salvatore Tinto (segretario provinciale della Cgil Fp Napoli-Autonomie Locali) e indirizzata ai dipendenti, al sindaco Enzo Figliolia, all’assessore alle risorse umane Franco Cammino e al segretario generale comunale, Matteo Sperandeo.

La scrivente O.S. FP-CGIL Provinciale unitamente alla propria rappresentanza sindacale aziendale, premette che in riferimento alla vicenda che vede coinvolti in procedimenti disciplinari alcuni dipendenti dell’Ente che svolgono attività sindacale, non conoscendo gli atti e non avendo partecipato all’assemblea cui ineriscono i fatti, perché in quel periodo aveva convocato altra assemblea per il settore P.M., non può esprimersi nel merito del contenzioso in atto.

Ritiene altresì precisare che esiste allo stato e speriamo per lungo tempo ancora un sistema normativo e contrattuale che garantisce e tutela il personale dipendente che ricopre incarichi sindacali. La tutela apprestata dall’attuale sistema normativo serve a salvaguardare il libero svolgimento dell’attività sindacale senza che vi siano nei confronti di chi svolge attività sindacale intimidazioni e condizionamenti.

Se il rappresentante sindacale agisce da dipendente e per situazioni annesse ai suoi compiti di ufficio deve essere considerato e giudicato alla stessa stregua, senza alcuna differenziazione, rispetto agli altri dipendenti per non trasformare, distorcendone le finalità, quello che è un legittimo diritto in un privilegio.

Detto ciò e ribadendo che non si conosce la fattispecie concreta da cui è scaturito il procedimento disciplinare, manifesta ai colleghi coinvolti nei procedimenti la propria disponibilità per una consulenza con i propri uffici legali, ovviamente gratuita, per valutare la vicenda ed essere, eventualmente lo ritenessero opportuno, supportati a riguardo.

 

 

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