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Ue, accordo su regolamento per prodotti a zero deforestazione

Su filiere legname, caffè, cacao, soia, carne, gomma, e olio palma

Bruxelles, 6 dic. (askanews) – I negoziatori del Parlamento europeo, della presidenza di turno ceca del Consiglio Ue e della Commissione europea hanno raggiunto nelle prime ore di stamattina un accordo politico su un regolamento Ue che garantirà che alcuni prodotti fondamentali immessi sul mercato unico (legname e carbonella, olio di palma, cacao, caffè, soia, prodotti dell’allevamento, gomma) non contribuiscano più alla deforestazione e al degrado forestale nell’Unione e nel resto del mondo.

Una volta adottato e applicato, il regolamento Ue per le catene di approvvigionamento a deforestazione zero (“deforestation-free”) contribuirà anche a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e la perdita di biodiversità, e a garantire il sostentamento di milioni di persone, comprese le popolazioni indigene e le comunità locali di tutto il mondo, che dipendono fortemente dagli ecosistemi forestali.

L’Ue è una delle principali economie consumatrici di questi prodotti, e le nuove norme contribuiranno a fermare una quota significativa della deforestazione globale e del degrado forestale.

La Fao stima che tra il 1990 e il 2020 siano stati persi a causa della deforestazione 420 milioni di ettari di foresta, un’area più grande dell’Unione europea. In termini di perdita netta di superficie (la differenza tra superficie forestale disboscata e nuova superficie forestale piantata o rigenerata), secondo la Fao il mondo ha perso nello stesso periodo circa 178 milioni di ettari di copertura forestale, ovvero un’area equivalente al triplo della superficie della Francia.

Quando le nuove norme entreranno in vigore, tutte le aziende interessate dovranno applicare un rigoroso “dovere di diligenza” (“due diligence”) prima di immettere sul mercato dell’Ue, o di esportare, fuori dall’Ue, i prodotti dell’elenco previsto dal regolamento, che comprendono anche i derivati (come carne di manzo, mobili o cioccolato).

Gli operatori e i commercianti dovranno dimostrare che i prodotti provengono da terreni che non sono stati soggetti a deforestazione dopo il 31 dicembre 2020 e che sono conformi a tutte le leggi applicabili in vigore nel paese di produzione.

Le aziende saranno inoltre tenute a raccogliere informazioni geografiche precise sui terreni agricoli in cui sono state coltivate o prodotte le merci di cui si riforniscono, in modo che se ne possa verificare la conformità alla normativa. La Commissione gestirà un sistema di indicatori (“benchmarking”) che valuteranno i paesi, o le loro regioni, e il loro livello di rischio di deforestazione e degrado forestale (che sarà definito “alto”, “standard” o “basso”), tenendo conto anche dell’espansione agricola per la produzione dei prodotti e derivati a cui si applica il regolamento. Gli obblighi per le aziende dipenderanno dal livello di rischio indicato.

Gli Stati membri dovranno garantire che il mancato rispetto delle norme comporti sanzioni effettive e dissuasive per le aziende inadempienti.

I prodotti a cui si applica il regolamento sono stati scelti sulla base di un’approfondita valutazione d’impatto che li identifica come il principale motore della deforestazione dovuta all’espansione agricola. Durante i negoziati fra i co-legislatori, il Parlamento europeo è riuscito ad allargare l’elenco contenuto nella proposta originaria, aggiungendo gomma, carbone, prodotti di carta stampata e una serie di derivati dell’olio di palma.

Il Parlamento europeo ha ottenuto inoltre una definizione più ampia di “degrado forestale”, includendo anche la conversione di foreste primarie o foreste che si rigenerano naturalmente in foreste di piantagioni o in altri terreni boschivi.

L’accordo politico arriva 12 mesi dopo la proposta che la Commissione aveva presentato nel 2021. Secondo una nota dell’Esecutivo comunitario, la versione finale mantiene le caratteristiche principali della proposta originari. In particolare perché affronta la deforestazione indipendentemente dal fatto che sia legale o illegale; prevede rigorosi requisiti di tracciabilità che collegano le merci al terreno agricolo in cui sono state prodotte; e include il sistema di “benchmarking” per paese.

L’elenco dei prodotti a cui si applica il regolamento sarà regolarmente rivisto e aggiornato, tenendo conto di nuovi dati come il cambiamento dei modelli di deforestazione.

Il Parlamento europeo e il Consiglio Ue dovranno ora adottare formalmente il nuovo regolamento, prima che possa entrare in vigore. Operatori e commercianti avranno quindi 18 mesi per attuare le nuove regole. Le piccole e micro imprese beneficeranno di un periodo di adattamento più lungo e di altre disposizioni specifiche.

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