HomeDall'Italia e dal MondoUe, Aiuti di Stato:...
spot_imgspot_img
spot_img

Ue, Aiuti di Stato: alla Germania 50% del totale, Italia 4,7%

In tutto 540 mld di euro approvati nel Quadro temporaneo di crisi

Bruxelles , 12 gen. (askanews) – Fino alla fine del 2022, gli Stati membri hanno notificato alla Commissione europea, che li ha approvati, 170 misure di sostegno pubblico alle proprie economie, nell’ambito del nuovo Quadro temporaneo di crisi dell’Ue per gli aiuti di stato, legato alle conseguenze della guerra russa in Ucraina. Il totale degli aiuti è pari a 540 miliardi di euro, di cui la metà riguarda la Germania, mentre l’Italia ne ha chiesto solo un ventesimo.

Lo ha riferito la portavoce per la Concorrenza della Commissione, Arianna Podestà, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo comunitario, oggi a Bruxelles. Per la precisione, ha aggiunto, “la Germania ha notificato il 49,33% del totale degli aiuti approvati, la Francia il 29,92%, l’Italia il 4,73%, la Danimarca il 4,5%, la Finlandia il 3,2%, la Spagna l’1,8%”.

La portavoce ha avvertito che le cifre non fanno distinzione fra le diverse misure di finanziamento, sovvenzioni, prestiti o garanzie, che hanno un impatto diverso sui bilanci degli Stati membri e sulle imprese che ricevono gli aiuti.

Si tratta, comunque, di percentuali molto significative per capire il diverso atteggiamento dei paesi rispetto alle proposte di un nuovo strumento di debito comune dell’Ue, dopo il Recovery fund di “NextGenerationEU”, per affrontare le conseguenze economiche provocate dalla guerra in Ucraina, e per finanziare un’accelerazione della transizione energetica e magari pure una nuova politica industriale europea basata sulla cosiddetta “autonomia geostrategica”, anche in risposta all'”Inflation Reduction Act” americano.

I paesi con “tasche profonde”, ovvero con un ampio margine di bilancio, come la Germania, non vedono assolutamente la necessità di questo nuovo strumento, e percepiscono semmai la possibiltà, che altri non hanno, di ricorrere a ingenti aiuti di Stato come un importante vantaggio economico per le proprie imprese. Si ripresenta dunque il rischio di una “frammentazione del mercato unico”, paventato già ai tempi della pandemia di Covid, che motivò in gran parte la creazione del piano di Recovery.

continua a leggere sul sito di riferimento

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli pubblicati