Il Mattino del 5 ottobre 1983, all'indomani della scossa più forte registrata a Pozzuoli

E’ stata di magnitudo 3.1 (e non 2.8) la scossa di terremoto che abbiamo avvertito all1.17 della notte tra giovedì e venerdì scorsi.

La notizia (già anticipata come probabilità dal vulcanologo Giuseppe Luongo nel corso di un’intervista a Campi Flegrei News) è ufficiale ed è stata data dallo stesso Osservatorio Vesuviano allinterno del bollettino settimanale di monitoraggio del fenomeno del bradisismo. CLICCA QUI PER LEGGERLO

Il segnale sismico della scossa di 3.1

Possiamo dunque dire con certezza che quella spallata è stata la terza in ordine di potenza dal 4 ottobre 1983, quando una scossa mattutina di 4.0 determinò l’evacuazione di gran parte della città, preceduta di esattamente un mese (4 settembre 1983) da una  di 3.0  (che finora si era posizionata al terzo posto in questa speciale classifica) e seguita, la sera dell’8 dicembre 1984, da una di 3.8 (che resta sempre saldamente al secondo posto in termini di magnitudo).

Il bollettino dell’Osservatorio fa sapere anche che, nell’ultima settimana, sono stati registrati 80 terremoti a Pozzuoli, di cui ben 34 tra le 00.51 e le 3.24 del 6 dicembre, tutti localizzati nell’area di Pisciarelli, a profondità comprese tra 900 metri e 2,3 chilometri nel sottosuolo (quella di 3.1 è stata revisionata anche nell’ipocentro, inizialmente stimato in 1,83 km e definitivamente calcolato in 2,33 km, ossia a cinquecento metri in più di profondità rispetto a quanto comunicato in un primo momento).

Non ci sono variazioni invece né nel sollevamento del suolo che va avanti quasi costantemente da ormai nove anni (58 centimetri dal gennaio 2011 per una media di 0.5 centimetri fino a giugno 2017 e di  0.7 centimetri al mese da luglio 2017: ricordiamo che tra il 1983 e il 1985, Pozzuoli saliva di 12 centimetri al mese, con una velocità superiore di ben 17 volte rispetto ad oggi)  e nemmeno nei parametri geochimici delle fumarole.

Insomma, a parte l’enorme spavento, per ora non ci sono dati che possano far pensare ad un aggravamento della situazione.

E questa è già una buona notizia.

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