Sono ore di grandi fibrillazioni quelle che, dentro e fuori il Municipio, precedono il Consiglio Comunale programmato per oggi alle 17 al rione Terra.

Un appuntamento politico che (anche domani mattina alle 10, in seconda convocazione) potrebbe decretare la caduta dell’Amministrazione Figliolia nel caso in cui non si trovassero i voti della maggioranza dei presenti in aula (oggi servono almeno 13 presenti per rendere valida la seduta, domani in seconda convocazione ne basterebbero 9) per approvare la manovra di riequilibrio di bilancio.

Documento contabile che, già nella seduta del 4 agosto, non venne ratificato per mancanza del numero legale, causato dallo sfaldamento della coalizione del Sindaco dopo la rivolta di sei consiglieri (Elio Buono, Tito Fenocchio, Enrico Russo, Maurizio Orsi, Massimiliano Cutolo e Tommaso Pollice), ai quali, 18 giorni fa, hanno dato  manforte un esponente della minoranza (Guido Iasiello), un “battitore libero” del Pd (Niki Della Corte) e due eletti in maggioranza passati all’opposizione (Antonio Di Bonito e Sandro Cossiga).

Nel momento in cui scriviamo, Figliolia è impegnato a tentare di salvare il salvabile avendo ormai capito che non ha più i numeri per governare se non con l’eventuale appoggio di almeno tre su quattro consiglieri dell’opposizione rimasti finora ufficialmente “neutrali” in questa battaglia (Salvatore Maione, Filippo Monaco, Ciro Del Giudice e Pietro De Vito), anche se, nell’ultima seduta del 4 agosto, tre di questi quattro consiglieri (Maione, Del Giudice De Vito) restarono in aula garantendo il numero legale per proseguire la seduta, interrotta soltanto dalla (decisiva) uscita dall’aula di Sandro Cossiga.

Il sindaco Enzo Figliolia
Il sindaco Enzo Figliolia

In sostanza,  Figliolia, con una spaccatura del genere, potrebbe contare su 10 voti (il suo più quelli di Gigi Manzoni, Mimmo Pennacchio, Gennaro Testa, Enzo Daniele, Lucio Terracciano,  Salvatore Caiazzo,  Paolo Tozzi, Michele Luongo ed Enzo Bifulco) mentre ne avrebbe contro 11 (Elio Buono, Tito Fenocchio, Enrico Russo, Maurizio Orsi, Massimiliano Cutolo, Tommaso Pollice,  Niki Della Corte, Raffaele Visconti, Antonio Di Bonito, Sandro Cossiga e Guido Iasiello).

L’ago della bilancia sono dunque proprio 4 consiglieri di opposizione: Salvatore Maione, Ciro Del Giudice, Filippo Monaco e Pietro De Vito.

Con tutti i presenti in aula, per raggiungere la “salvezza” fissata a quota 13 sì, Figliolia deve assicurarsi tre voti dell’opposizione, mentre ai “dissidenti + minoranza” ne basterebbero due per mandare tutti a casa.

Figliolia però, pare non intenda né dimettersi né andare avanti con i voti decisivi di una parte dei suoi avversari alle ultime elezioni.

Elio Buono, Tito Fenocchio e Maurizio Orsi
Elio Buono, Tito Fenocchio e Maurizio Orsi

E dunque sta tentando proprio adesso, attraverso alcuni “pontieri”, di arrivare ad una mediazione con i sei “dissidenti” della maggioranza, ai quali starebbe proponendo di aprire ufficialmente la crisi e di gestirla “insieme” prendendo in considerazione il “patto di fine consiliatura” proposto dai “ribelli” ed accennato in un documento pubblico dei sei.

Massimiliano Cutolo ed Enrico Russo
Massimiliano Cutolo ed Enrico Russo
Tommaso Pollice
Tommaso Pollice

Se dovesse scattare la tregua, è molto probabile che le due sedute consiliari programmate per oggi e domani non si terranno e che, in attesa della soluzione della crisi, l’approvazione della manovra di riequilibrio di bilancio (decisiva per non andare tutti a casa) possa essere rinviata fino all’ultimo dei venti giorni utili (il 2 settembre) stabiliti dalla diffida del Prefetto.

Staremo a vedere.