Il premier Giuseppe Conte ha firmato il Dpcm con le misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale in vista delle riaperture di domani.

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 Ecco cosa prevede il nuovo decreto del presidente del Consiglio.

Chi ha una infezione respiratoria caratterizzata da una febbre maggiore di 37,5 gradi “deve rimanere presso il proprio domicilio contattando il proprio medico curante”.

Gli anziani e le persone con malattie croniche dovrebbero restare in casa il più possibile,  evitando di uscire salvo che nei casi di stretta necessità.

“E’ fatta espressa raccomandazione – si legge nel  testo – a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche”,  “con multimorbilità”, cioè con più malattie, “ovvero con stati di  immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla  propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità”.

Gli spettacoli nei teatri, sale da concerto, cinema possono invece riprendere dal 15 giugno “con posti a sedere pre assegnati e distanziati”, nel rispetto della distanza di un metro per personale e spettatori. Viene indicato un numero massimo di 1000 persone per spettacoli all’aperto; 200 persone per spettacoli al chiuso, per singola sala.

Le regioni possono stabilire una diversa data in relazione al contagio. Resta il divieto quando ci sia assembramento  per sale da ballo e discoteche.

Restano chiuse sale giochi, scommesse e bingo. Non sarà possibile vendere nei cinema pop corn e bibite.

Dal 15 giugno riaprono anche i centri estivi per i minori. 

“A decorrere dal 15 giugno, è consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia”.

Priorità ai nuclei familiari disagiati economicamente, a quelli con un solo genitore o dove vi siano bimbi o adolescenti con disabilità: l’accesso è regolato da criteri di selezione delle domande e prevede la possibilità di creare delle graduatorie.

E’ quanto si legge nell’allegato al decreto del presidente del Consiglio. “Lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che,  nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento, nel rispetto delle prescrizioni imposte dal questore ai sensi dell’articolo 18 del Testo unico delle leggi di  pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773”.

Da domani l’accesso in chiesa è consentito solo nel rispetto della distanza di almeno un metro. “L’accesso ai luoghi di culto -si legge nel testo definitivo del provvedimento- avviene con misure organizzative tali  da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e  delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”.

E ancora: ”le funzioni religiose con la partecipazione di persone si  svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal governo e dalle rispettive confessioni di cui agli allegati da 1 a 7″.

Prevista la riapertura anche per le moschee e centri islamici in Italia. Riapertura che, seppur possibile da domani, è stata posticipata a lunedì 25. Su moschee e sale di preghiere è stata concordata la riapertura mediante un protocollo firmato anche con le comunità ebraiche, gli evangelici, gli ortodossi, buddisti e induisti”.

Dal 25 maggio potranno riaprire anche le piscine, ma le Regioni potranno anticipare o posticipare le aperture. Tra le regole per l’utilizzo degli impianti, l’obbligo di disinfettare sdraio, lettini e ombrelloni a ogni cambio di persona o nucleo familiare, la possibilità di misurare la temperatura a tutti, una ‘densità di affollamento’ in vasca calcolata con un indice di “7 mq di superficie a persona”. Stesso spazio deve essere garantito nelle aree solarium.

Restano sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle  prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e centri sociali.

Dal 3 giugno sparisce ogni limitazione – e non c’è più quarantena – per gli spostamenti all’estero verso gli Stati dell’Unione europea e dell’area Schengen, la Gran Bretagna, Andorra e il Principato di Monaco, San Marino e Città del Vaticano. Restano vietati gli spostamenti per altri Paesi, “salvo che per comprovate esigenze lavorative,di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

“Ai fini del contenimento della diffusione” del coronavirus Sars-Cov-2, “è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza”.

Il testo dà dunque indicazioni su come usare le mascherine nella Fase 2, di convivenza con Covid-19, e precisa anche chi è esonerato dall’indossarle.

Secondo quanto previsto nell’articolo 3, non sono infatti soggetti all’obbligo di mascherina “i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti”.

“Sono sospesi i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana”.

Il Dpcm “fa divieto a tutte le società di gestione, agli armatori ed ai comandanti delle navi passeggeri italiane impiegate in servizi di crociera di imbarcare passeggeri in aggiunta a quelli già presenti a bordo” e impone di “sbarcare tutti i passeggeri presenti a bordo nel porto di fine crociera qualora non già sbarcati in precedenti scali”.

Quanto allo sbarco nei porti italiani, prevede l’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni per i passeggeri aventi residenza, domicilio o dimora abituale in Italia e per i passeggeri di nazionalità italiana e residenti all’estero (per entrambi vige l’obbligo a comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio), mentre “i passeggeri di nazionalità straniera e residenti all’estero sono immediatamente trasferiti presso destinazioni estere con spese a carico dell’armatore”.

Le disposizioni si applicano anche all’equipaggio in relazione alla nazionalità di appartenenza, ma è consentito all’equipaggio, previa autorizzazione dell’Autorità sanitaria, porsi in sorveglianza sanitaria ed isolamento fiduciario a bordo della nave.

Le persone che fanno ingresso in Italia, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicarlo immediatamente al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora preventivamente indicata.  ‘

‘Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.

Niente buffet, sì a prenotazioni e tavoli all’aperto nei ristoranti. “Per ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande, quali ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie (anche se collocati nell’ambito delle attività ricettive, all’interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali), nonché per l’attività di catering (in tal caso, se la somministrazione di alimenti avviene all’interno di una organizzazione aziendale terza, sarà necessario rispettare le misure di prevenzione disposte da tale organizzazione)”.

 Sdoganate ufficialmente nella Fase 2 le mascherine fatte in casa, purché “in materiali multistrato idonei a formare un’adeguata barriera”.

Nel testo del Dpcm si dispone che nella popolazione generale “possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.

L’utilizzo delle mascherine di comunità, viene precisato nel Dpcm, “si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio” da coronavirus Sars-Cov-2, “come il distanziamento fìsico e l’igiene costante e accurata delle mani che restano invariate e prioritarie”.

Resta consentita “la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, anche negli esercizi siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade, fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi”.

“Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista”.

Distanziamento sociale nei negozi, ingressi dilazionati.

“Impedito sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni”Per i bar e i ristoranti, gelaterie e pasticcerie, le attività “sono consentite a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali anche in settori analoghi”.

“Continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”.

“Le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi”.

“Per attività nelle spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro, secondo le prescrizioni adottate dalle regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi, delle infrastrutture e della mobilità”.

“Sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. Sono esclusi dalla sospensione i corsi di formazione specifica in medicina generale”.

 (fonte: rai news)