E’ stato un vero e proprio blitz quello che, poco fa, ha portato al sequestro del polo artigianale di via Fascione, alle spalle del cimitero. Sul posto hanno fatto irruzione la polizia metropolitana, l’ispettorato del lavoro e perfino l’Esercito.

Bloccate e identificate tutte le persone che erano all’interno e all’esterno dei prefabbricati.

Denunciati per inquinamento ambientale  i titolari di tutte le ditte che operano da circa 30 anni in quei containers (falegnami, meccanici, carrozzieri, marmisti, carpentieri), molti dei quali potrebbero finire nei guai anche per la mancata assunzione del personale.

Nel polo artigianale da tempo anche le condizioni igieniche erano precarie, visto che il Comune aveva staccato l’acqua in tutti i locali, lasciandola scorrere soltanto in una fontanina esterna.

“Sono venuti addirittura con i mitra, manco fossimo pericolosi latitanti – si sfogano i destinatari del provvedimento – Quella che abbiamo subìto è stata una coltellata alle spalle perché il Municipio sapeva che stavamo facendo enormi sacrifici per metterci in regola, ci siamo costituiti in consorzio e abbiamo acquistato anche una parte di questi suoli per ristrutturare tutto a norma, aspettavamo di completare tutte le pratiche burocratiche e di ricevere i permessi per abbattere e ricostruire, riqualificando l’area. Adesso andremo a protestare proprio al Comune, chissà perché unico assente stamattina a questo sequestro che ha buttato per strada cento persone…”.

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