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Un giorno di congedo coperto dall’Inps per il papà

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a cura di Carlo Pareto (responsabile relazioni esterne Inps Pozzuoli)

Un’altra misura contenuta nella riforma del lavoro espressamente pensata per sostenere la genitorialità e l’impiego delle donne, è l’obbligo, in via sperimentale per gli anni 2013-2015, del lavoratore padre, di astenersi dal lavoro per un giorno, entro i primi cinque mesi dalla nascita del figlio o dal suo ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento (articolo 4, comma 24, lettera a) della legge 92/2012).

Entro lo stesso periodo, il padre lavoratore dipendente può assentarsi per altri due giorni, anche continuativi, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima.

Ne sono al momento esclusi i lavoratori del settore pubblico, come precisa la nota del 20 febbraio 2013 del Dipartimento della Funzione Pubblica.

I giorni di congedo (sia obbligatorio, sia facoltativo) sono coperti da un’indennità giornaliera a carico dell’Inps pari al 100% della retribuzione.

Il Decreto del Ministero del Lavoro del 22 dicembre 2012 evidenzia che, mentre il giorno di permesso obbligatorio si somma al congedo di maternità della lavoratrice, il godimento da parte del padre dei due giorni facoltativi comporta il rientro anticipato, di pari durata, della lavoratrice madre al termine del congedo post-partum.

Per questo motivo, alla richiesta di astensione facoltativa da parte del padre, deve essere allegata la dichiarazione della madre di rinuncia al congedo di maternità per un numero di giorni pari a quello fruito da quest’ultimo e la documentazione deve essere trasmessa anche al datore di lavoro della madre.

Per quanto attiene la decorrenza, la nuova disciplina si applica in particolare alle nascite avvenute dal 1° gennaio 2013 e, se il lavoratore intende usufruirne nel giorno del parto, per il preavviso da rendere, di regola, almeno quindici giorni prima dell’assenza, può prendere come riferimento la data presunta della nascita. Con il messaggio 6499 del 18 marzo, l’Inps ha dettagliatamente fornito i codici per il recupero, da parte del datore di lavoro, dell’indennità erogata al lavoratore-padre nel giorno di assenza: causale «L060», codice Uniemens «MA8», che corrisponde all’indennità per congedo obbligatorio del padre prefigurata dall’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 92/2012; – Causale «L061», codice «MA9», che corrisponde all’indennità per congedo facoltativo del padre postulata dall’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 92/2012.

Il giorno di congedo obbligatorio compete anche al padre che fruisce del congedo di paternità previsto dall’articolo 28 del decreto legislativo 151/2001 che disciplina l’astensione dal lavoro del padre in alternativa al congedo di maternità, in caso di morte o di grave infermità della madre, di abbandono del figlio da parte della medesima o di affidamento esclusivo del bambino al padre.

E’ appena il caso di precisare, infine, al riguardo, che sia il congedo obbligatorio, sia quello facoltativo, non possono essere consumati a ore, come, invece, teoricamente sarebbe ammesso per i congedi parentali, in seguito alla legge di stabilità 2013.

Il congedo può essere fruito continuativamente o in maniera frazionata.

Quest’ultima possibilità, però, è stata intesa come un frazionamento, al massimo, giornaliero.

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