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Uniti per il piccolo Vittorio: Pozzuoli raccoglie l’appello

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Il cinema “Sofia” strapieno, oltre 7mila euro in donazioni volontarie sul posto e tanti artisti (da Sal Da Vinci a Gigi Finizio, da Monica Sarnelli ad Alan De Luca, da Lino D’Angiò ad Angelo Di Gennaro, da Gianluca Capozzi a Peppe Iodice, solo per citare alcuni tra i più noti al grande pubblico) che si sono esibiti gratis.

Tutti insieme “uniti per Vittorio”, il bimbo puteolano di 7 anni che dovrà essere sottoposto a costosissime terapie negli Stati Uniti per sperare di curare la gravissima malattia che lo affligge da dieci mesi.

Una serata indimenticabile (presentata da Anna Paparone e Felice Romano) vissuta da Pozzuoli all’insegna della solidarietà, ma soprattutto della riflessione su un tema, quello dell’inquinamento ambientale, che ha portato sul palco anche chi da sempre è in prima linea nella lotta alla “Terra dei Fuochi”, come Angelo Ferrillo, presidente dell’omonima associazione, che ha invitato tutti alla seconda mobilitazione generale prevista per sabato 25 ottobre a Napoli (con partenza da piazza Dante), per chiedere soprattutto “un numero di pronto intervento appositamente realizzato per i roghi tossici, collegato ad un servizio di sentinelle volontarie”.

Angelo Ferrillo (presidente associazione "Terra dei Fuochi") con Lino D'Angiò
Angelo Ferrillo (presidente associazione “Terra dei Fuochi”) con Lino D’Angiò
Sal Da Vinci
Sal Da Vinci
Gigi Finizio
Gigi Finizio

Eccolo, dunque, il tema.

Una serata ideata non solo per regalare a Vittorio una speranza, ma anche per creare una coscienza civile che ci porti a lottare, ognuno con le proprie forze e con il proprio ruolo, affinchè non ci siano altri bimbi come Vittorio costretti ad affrontare un calvario del genere.

Emblematico il discorso di Paolo Longoni, il papà di Vittorio, che, dal palco, ha voluto ringraziare tutti, a cominciare da medici e infermieri del reparto di oncologia pediatrica del “Pausilipon” (“dove ho trovato un incredibile spessore umano e professionale”) e dai volontari dell’associazione “Carmine Gallo”, che alleviano le sofferenze dei bambini sottoposti alle durissime cure che queste terribili patologie purtroppo richiedono.

Paolo Longoni, il papà del piccolo Vittorio
Paolo Longoni, il papà del piccolo Vittorio

Paolo parla per quasi cinque minuti, interrotto più volte dagli applausi del pubblico, e spiega come si è arrivati a questa incredibile catena di solidarietà (oltre 4.000 donazioni da tutto il mondo in poco meno di due settimane) e quale significato per lui abbia tutto ciò.

“Questa storia incomincia dodici giorni fa –esordisce il papà di Vittorio- anche se la malattia del mio piccolino comincia dieci mesi fa. E questa storia  incomincia quando tre miei amici, Rosario Poliso, Margherita Romualdo e Daniele Tumietto, mi hanno visto un po’ agitato, preoccupato, in ansia, perché dovevo preparare una somma di denaro molto importante. Noi non siamo una famiglia bisognosa, siamo una famiglia di medio reddito che, tuttavia, per predisporre una somma molto importante ha bisogno di fare qualche debito anche importante, ha bisogno di andare in ansia, ha bisogno di correre. E loro, questi miei tre amici, mi hanno visto preoccupato. Senza che io lo volessi e senza che io lo sapessi, hanno lanciato, sul social network Facebook, un appello. Nel giro di 12 giorni è successa una cosa incredibile:  è successo ciò che sta accadendo stasera, ma è successo che ci sono stati 71.700 contatti sulla pagina che è stata formata. E’ successo che Vittorio è diventato una bandiera. E’ successo che si è formato un interesse straordinario, formidabile intorno alla vicenda di questo piccolo bambino, che di tutto questo non sa nulla. E’ successo che tutti voi, che tutte le persone che si sono interessate a questa storia di questa nostra dolorosa vicenda di salute, hanno dato a me, a noi, una forza incredibile e ci hanno dato il coraggio, che avevamo già, moltiplicato per dieci. Ed è successo che il sostegno,  non soltanto economico, che adesso ci aiuterà ancora di più ad affrontare questo sforzo, diventa anche un sostegno morale, un sostegno di respiro. Perché intorno a noi c’è tanto respiro, c’è tanta aria, c’è tanta forza. Ed è successo –ha proseguito Paolo Longoni- anche che questa bandiera diventa un’occasione. Un’occasione che non dobbiamo perdere. Perché non è soltanto il mio e il nostro piccolino. E’ un’occasione che deve diventare l’occasione per non perdere l’attenzione intorno alle malattie che ci sono nella nostra terra. E questo non ve lo dico io. Non ve lo diciamo noi: io che sono il papà di Vittorio, Miriam la sua mamma, Marco e Matteo i suoi due fratelli. Questo non ve lo diciamo noi con il dolore. Questo ve lo diciamo come cittadini: nelle province di Napoli e Caserta c’è il doppio dei tumori infantili rispetto alle altre province d’Italia. E, da questa occasione, dal nostro piccolino dagli occhi blu che diventa la nostra bandiera, deve nascere l’occasione perché finalmente questa questione venga affrontata. Tutti noi insieme, facciamo in modo che questa occasione diventi la bandiera perché la nostra terra diventi, finalmente, la terra del risanamento”.

Questo è l’appello della famiglia Longoni (potete anche ascoltarlo e vederlo nel video girato e pubblicato su YouTube da Laura Iovinelli, cliccando su  http://www.youtube.com/watch?v=4Lun-C9ZWbA&feature=share).

Questo è l’appello per Vittorio e per tutte le vittime innocenti della maledetta “Terra dei Fuochi”.

Ognuno faccia la sua parte.

E ciò che c’è da fare ora, senza indugio, è dare una mano a papà Paolo e mamma Miriam a  raccogliere l’ingentissima  somma necessaria per questo viaggio della speranza negli Stati Uniti.

Angelo Di Gennaro mentre raccoglie le offerte dal pubblico in sala
Angelo Di Gennaro mentre raccoglie le offerte dal pubblico in sala

 Intanto, con una lettera aperta diffusa martedì sera, Paolo Longoni ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a concretizzare questa grande catena di solidarietà: “artisti, operatori dello spettacolo, proprietari del teatro, forze dell’ordine, volontari della protezione civile, ausiliari ed operatori sanitari, dipendenti comunali; una macchina organizzativa complessa ed articolata che si è mossa in modo assolutamente disinteressato e gratuito ed ha fatto funzionare alla perfezione e senza intoppi un flusso importante di persone senza nessun problema”, ma anche chi era al “Sofia” da spettatore lunedì sera “tutti seduti, nessun trambusto, solo applausi, sorrisi e commozione.: belle persone, giovani, giovanissimi e meno giovani; nei momenti importanti c’era un silenzio ed una attenzione tale che si sarebbe potuto anche soltanto sussurrare. E calore, affetto, partecipazione vera”. E ancora, “Sindaco, assessori, politici ed autorità amministrative e territoriali: volutamente in secondo piano; anzi: del tutto fuori dalla scena. A voler sottolineare non la distanza dall’evento ma la precisa volontà di non voler dare a questo evento l’immagine di un’occasione per mettersi in mostra. Dimostrando di essere persone di spessore umano e personale, oltre che fautori di buona politica”, ma anche gli operatori dell’informazione “discreti e quasi affettuosi; mi hanno stretto in un abbraccio mediatico parlandomi da amici e non da professionisti della comunicazione; mi hanno chiesto notizie con cautela, con dolcezza, quasi chiedendo scusa. E nelle cronache sono sempre di una correttezza disarmante”.

Concludendo con un pensiero per i suoi familiari: “Marco e Matteo, i miei due figli che erano con me ieri sera: la loro presenza mi ha fatto sentire più solido e più forte; nei loro occhi ho visto lo sguardo di chi mi delega ancora il ruolo di guida, di orientamento per loro. Nonostante l’età e la stanchezza.  E un affetto enorme. Grazie. Miriam e Vittorio. A casa. Non potevate esserci; ma credo che vi sarebbe piaciuto. Grazie”.

Tutti coloro che vogliono effettuare una donazione in tal senso, possono farle sul conto corrente della famiglia Longoni
(IBAN: IT60 B010 1040 1031 0000 0002 487 – codice BIC: IBSPITNA – Causale del bonifico: “Uniti per Vittorio – Solidarietà”).

 

(le foto sono state gentilmente concesse da Laura Iovinelli)

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