Quarantuno righe piene di accuse su alcuni noti esponenti della polizia municipale puteolana. E’ il contenuto di un esposto che una mano (per ora) anonima ha scritto e fatto pervenire (con tanto di timbro postale) a Pozzuoli21.

Una lettera che abbiamo già consegnato agli inquirenti affinchè accertino la veridicità o meno delle notizie di reato elencate al suo interno.

Il documento parte dal momento di transizione che stanno vivendo i caschi bianchi con l’imminente pensionamento del comandante Pubblico ma poi si addentra nella descrizione di episodi da far tremare le vene ai polsi.

Le prime righe dell'esposto anonimo ricevuto da Pozzuoli21
Le prime righe dell’esposto anonimo ricevuto da Pozzuoli21

In particolare, viene segnalata l’esistenza di abusi edilizi che sarebbero stati commessi da appartenenti al Corpo, ma anche le presunte minacce, aggressioni e offese che il figlio di un vigile avrebbe impunemente arrecato in più occasioni ai colleghi del genitore “colpevoli” di volerlo sanzionare per ripetute violazioni del codice stradale.

Episodi, ovviamente, di cui gli inquirenti dovranno ora scoprire l’attendibilità.

Così come sarebbe interessante scoprire l’identità del “corvo” che svolazza ormai da tempo sul Comando Vigili.

Non bisogna infatti dimenticare che anche lo scorso anno, durante l’estate, fu indirizzata a “Pozzuoli21” e ad un altro organo di informazione una pesantissima denuncia firmata da una sedicente  “Associazione Flegrea Gli Onesti” che (sostenendo di aver inviato al tutto anche  alla Procura della Repubblica, a Finanza, Polizia e Carabinieri di Pozzuoli, ai programmi tv “Striscia” e “Le Iene”, al sindaco, agli assessori ed ai consiglieri comunali) lanciava accuse specifiche sul comandante, 20 caschi bianchi, un funzionario e persino due autisti municipali.

In quella occasione, l’esistenza della lettera (stigmatizzata dalla Cgil, che intervenne in difesa dell’onorabilità di tutti i vigili) fu rivelata dallo stesso comandante Pubblico, il quale, dopo aver ricevuto l’esposto, divulgò una nota a sua firma, affissa in una delle bacheche del Comando, in cui, oltre ad esprimere la propria amarezza per le cose lette, annunciava di voler sporgere denuncia in Procura contro ignoti, lasciando intendere di avere una idea abbastanza precisa sull’identità dell’autore o degli autori dello scritto.

Adesso il “corvo” torna alla carica.

E chissà se ci saranno sviluppi rispetto alle sue esternazioni.

Pesanti come macigni.

E, anche in questo caso, tutte da verificare.

Ma indicative di un clima di veleni e sospetti che va avanti da troppo tempo sui vigili urbani di Pozzuoli.

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