Pozzuoli è una delle nove città italiane in cui oggi, venerdì 17, si potrà ottenere l’attestato di AntiSuperstizioso sfidando la sfortuna in una serie di simpatiche prove.

Accadrà presso il “The Sign”, lo  SteamPunk GastroPub sul lungomare di via Napoli (al civico 51 del corso Umberto I), dove, a partire dalle 19,30, affrontando alcune sfide, si proverà a sfatare il mito del giorno considerato più “sfigato” in assoluto.

A promuovere questa iniziativa è il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), che da dieci anni, organizza la “Giornata Anti-Superstizione”, un appuntamento che cade in occasione di un venerdì 17 con l’obiettivo di comunicare al grande pubblico in modo ironico e sdrammatizzante, leggero e divertente (attraverso incontri, conferenze, dibattiti e dimostrazioni “pratiche”) quello che per gli esperti è un dato di fatto: «Essere superstiziosi porta male».

Lo dice scherzando Massimo Polidoro, segretario nazionale del CICAP, già docente di Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca, ma la questione è seria: «Quando qualcuno crede che un oggetto, una persona, una frase o un comportamento abbiano il potere di portare sfortuna non fa che condizionarsi, e così, ritenendosi sfortunato, altera inconsapevolmente il suo comportamento e finisce per provocare gli eventi sfortunati che tanto lo spaventano.Gatti neri, specchi rotti e pericolosi versamenti di sale infatti sono ancora presenti nel nostro immaginario, ma possono finire per condizionare negativamente la vita delle persone che ci credono. Spesso, quando questo accade, non è altro che una profezia che si autoavvera».

«Ecco perché» osserva Polidoro «dal 1989 il CICAP è impegnato a combattere l’irrazionalità, la superstizione e il pregiudizio con le armi della scienza e della ragione. Normalmente lo facciamo attraverso libri, articoli, interventi radiotelevisivi, esperimenti, indagini, conferenze, convegni, corsi e workshop ma, qualche volta, anche con esperienze insolite e divertenti come la Giornata Anti-superstizione».

Rigorosamente di venerdì 17, ogni anno i gruppi locali del CICAP scendono in piazza per sensibilizzare su questo argomento e invitare le persone a mettersi in gioco.

Come osserva Giuliana Galati, socia effettiva del CICAP, «per la prima volta la Giornata AntiSuperstizione arriva anche in Campania. Vedremo se i napoletani si metteranno in gioco affrontando le sfide da noi proposte, per sfatare il mito che questa sia la città della superstizione».

«Caratteristica di molti appuntamenti» spiega Marta Annunziata, coordinatrice dei gruppi locali del CICAP, «è proprio il fatto che, per accedervi, è necessario compiere un vero e proprio “Percorso a ostacoli per superstiziosi”. Si passa, per esempio, sotto una scala aperta, si rompe uno specchio, si versa a terra del sale, si fa in mille pezzi una lettera con la classica catena di sant’Antonio, si apre un ombrello al chiuso e così via. In alcuni casi i partecipanti dovranno eseguire un totale di 13 gesti e azioni ritenute fortemente pericolose dai superstiziosi e potranno ricevere un diploma di Anti-Superstiziosi».

«Fin dall’inizio – prosegue Annunziata –  abbiamo voluto organizzare soprattutto eventi in piazza, rivolti al pubblico in modo insolito e informale, con banchetti e giochi in forma di percorsi a ostacoli per superstiziosi, ruote o tombole della sfortuna, ma negli anni i gruppi CICAP hanno proposto anche conferenze, cene, quiz e aperitivi a tema, interventi in radio e TV, flashmob, mostre… sempre comunque con prove pratiche da affrontare! Parliamo di oltre 80 iniziative ideate e realizzate da volontari».

Trovate che possono fare sorridere, certo, ma che possono anche rappresentare un modo allegro e simpatico per svelare la pochezza di certi rituali che, se presi troppo sul serio, finiscono per condizionare negativamente la vita delle persone.

Occorre infatti ricordare che, dagli ultimi rilevamenti di Eurobarometro, il servizio di sondaggi e analisi della Commissione europea, dedicato alla scienza e alla ricerca, emerge un dato che la dice lunga su abitudini e credenze dell’italiano medio: nel nostro paese 58 persone su 100 ammettono di essere attratte da “idee irrazionali e superstizioni”, di fronte al 40 per 100 della media europea. Siamo il paese più superstizioso d’Europa? Non proprio, ma ci piazziamo saldamente al terzo posto, dietro la Lettonia (60%) e a un passo dalla Repubblica Ceca (59%).

Online poi si sono svolti concorsi videofotografici, contest riservati ai social network (qui la foto vincitrice dell’edizione 2018), iniziative su Facebook come “Fai attraversare il tuo profilo da un gatto nero” e la cornice ad hoc nata l’anno scorso.

Nel 2011 si è realizzato anche un piccolo esperimento: compiere gesti che portavano sfortuna alterava la capacità di indovinare l’esito di un lancio di dadi?

Qui si può leggere la storia e come andò.

(fonte: comunicati stampa)

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