“Prepariamoci a non meravigliarci di nulla”. Così si concludeva il nostro articolo del 22 settembre scorso in cui raccontavamo delle incomprensibili strategie politiche dei Verdi puteolani, passati, in men che non si dica, dall’intenzione di voler costruire una coalizione di opposizione all’attuale maggioranza di centrosinistra ad un clamoroso dietrofront con l’abbandono del progetto “alternativo” e l’apertura al dialogo col Partito Democratico.

Ebbene, siamo stati facili profeti.

Qualche giorno fa, infatti, il partito rappresentato a livello locale da Gennaro Andreozzi e Vicente Migliucci e dal consigliere comunale Enzo Pafundi è uscito ufficialmente allo scoperto con un documento politico firmato da Andreozzi e Migliucci ed inviato a tutti i segretari delle forze di centrosinistra alleate per le prossime elezioni amministrative.

Lettera (CLICCA QUI PER LEGGERLA INTEGRALMENTE) in cui si manifesta con chiarezza l’intenzione dei Verdi di far parte di questa coalizione, con richiesta esplicita al Pd di acconsentire a questo ingresso.

Roba da far venire il latte alle ginocchia di chiunque immagini che in politica debba esistere almeno un minimo di coerenza, se si pensa che, non più tardi del 30 luglio scorso, gli stessi Verdi avevano sottoscritto un documento (che riportiamo nella foto in basso) con cui si impegnavano a costruire “un’ampia coalizione che, nel prossimo 2022, possa conquistare alla Città una guida politico–amministrativa che fondi il suo operato, in netta discontinuità con l’attuale maggioranza (…)”.

Quella di proporsi oggi al Pd, per i Verdi puteolani rappresenta dunque una vera e propria umiliazione, imposta molto probabilmente dai vertici regionali e nazionali del partito e tanto più cocente se si pensa che Andreozzi e Migliucci, nel documento in cui auspicano l’ingresso in coalizione col Partito Democratico  stanno chiedendo “permesso” anche all’ex consigliere dei Verdi Paolo Tozzi, col quale hanno ingaggiato (e vinto) una durissima battaglia affinché venisse buttato fuori dal partito, disconoscendone perfino l’assessore da egli indicato a Figliolia in quota Verdi.

Resta da capire adesso cosa faranno il Pd e tutti i partiti a cui i Verdi hanno rivolto il proprio appello.

Accetteranno come se nulla fosse l’ingresso in coalizione di chi appena tre mesi fa voleva combatterli?

“Non ci fidiamo di chi cambia idea così velocemente – ci confida in forma anonima un dirigente del centrosinistra locale – Se decideremo di accogliere i Verdi sarà quindi soltanto per tentare di ammazzarli politicamente: l’opportunismo, in politica, si paga a caro prezzo…”.

Ma sarà proprio così, visto che il Pd ed il centrosinistra, a Pozzuoli, pur di vincere le elezioni, nel corso degli anni, hanno imbarcato senza battere ciglio avversari anche molto più insidiosi degli attuali Verdi?

Staremo a vedere.