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Vetrine dei negozi: ecco le regole in mano alla politica…e adesso si salvi chi “può”!

Dopo nove giorni di vana attesa e la (decisiva) segnalazione di Pozzuoli21 (https://www.pozzuoli21.it/il-piano-vetrine-per-i-negozi-cema-non-si-vede/), finalmente da venerdì 22 agosto è possibile scaricare dall’Albo Pretorio on line del Comune il contenuto della delibera di Giunta numero 98 del 6 agosto scorso.

Un atto di grande interesse soprattutto per i commercianti del centro storico (alle prese con i lavori finanziati dal progetto PIU Europa), in quanto riguarda la proposta dell’Amministrazione per la riqualificazione urbanistica delle vetrine dei negozi (per scaricare l’atto in formato pdf dall’Albo Pretorio clicca su http://servizi.comune.pozzuoli.na.it/albopretorio/DettaglioElemento.aspx?id=18665).

Quello “partorito” dall’esecutivo guidato dal sindaco Figliolia, in sostanza, è un regolamento che, per diventare esecutivo, dovrà essere approvato (ed eventualmente modificato) dal Consiglio Comunale.

Un regolamento che, così come fa sapere l’Amministrazione nello stesso atto deliberativo, è stato scritto dagli uffici municipali in stretta collaborazione con l’associazione di tecnici flegrei CAPP80078 (presieduta dall’architetto Ciro Buono) sodalizio con cui, a partire dal 30 maggio scorso, il sindaco Figliolia ha firmato un protocollo d’intesa della durata di tre anni (protocollo il cui testo è leggibile all’interno di questa delibera, nella quartultima, terzultima e penultima pagina) proprio sulla tematica delle vetrine, del regolamento edilizio e della riqualificazione urbana.

Tutta la parte tecnica relativa al piano-vetrine potrete leggerla consultando la delibera (sia scaricandola dall’Albo Pretorio sia pagina per pagina nella galleria fotografica in calce a questo articolo).

Due però sono gli aspetti che mi hanno colpito e che vorrei sottolineare.

Primo aspetto.

L’Amministrazione dice che, oltre all’associazione di tecnici CAPP80078, ha coinvolto anche alcune associazioni di categoria rappresentative dei commercianti, indicando Ascom Confcommercio, Casartigiani, Confesercenti, etc., che, sempre secondo la Giunta, hanno avanzato “una serie di necessità in merito alle vetrine espositive aggettanti”. (vedi foto in basso)

Sarebbe il caso di sapere se le necessità esposte da queste sigle sindacali siano state recepite (e dunque accettate) nel regolamento, oppure respinte, oppure approvate in parte, e quali siano “passate” e quali “bocciate”.

Ma sarebbe anche il caso di sapere il termine “etc.” (inteso come “eccetera”) a quali altre associazioni di categoria si riferisca.

La chiarezza, in questi caso, è d’obbligo, per evitare malintesi tra negozianti e sindacati, specie se il piano vetrine non dovesse essere di gradimento dei commercianti.

Un altro aspetto, invece, è ben più inquietante.

Dopo aver regolamentato tecnicamente tutta la materia, infatti, il piano si conclude con due articoli.

L’ultimo, il 21, prevede la possibilità di sconti sulle tasse locali per tutti i negozianti che si adeguano “spontaneamente” alla riqualificazione delle vetrine, ma anche una concertazione tra  Amministrazione e sindacati di categoria per cercare “scelte condivise tra gli operatori”.

L'articolo 21 del regolamento
L’articolo 21 del regolamento

Il penultimo, l’articolo 20, prevede poi, all’interno delle cosiddette “norme transitorie”, che l’Amministrazione, in deroga a tutto il regolamento appena scritto, possa decidere di individuare “vetrine commerciali storiche da tutelare”: laddove è chiaro che “tutelare” significa “sanare”, evitarne l’abbattimento.

L'articolo 20 del regolamento: nel riquadro a matita, il comma che attribuisce la discrezionalità sulle vetrine "storiche" da salvare anche in deroga al piano
L’articolo 20 del regolamento: nel riquadro a matita, il comma che attribuisce la discrezionalità sulle vetrine “storiche” da salvare anche in deroga al piano

A pensar male si fa peccato…ma l’impressione ricavata da questi due ultimi articoli del regolamento è di un’eccessiva discrezionalità data alla politica nello scegliere cosa “salvare” e cosa no (anche calpestando lo stesso piano) e nel contrattare con i sindacati la condivisione del progetto.

Ossia, notoriamente la strada più rapida per non fare nulla o, nella migliore delle ipotesi, per incartarsi mani e piedi tra veti e controveti.

Interessante, a tal proposito, la provocazione, lanciata attraverso  Facebook, da un libero professionista puteolano, l’architetto Domenico Grande, sempre prezioso nel suo ruolo di “pungolo” alle “stanze dei bottoni”.

Nella foto che segue, potrete leggere questa riflessione, mentre nelle immagini successive c’è tutto il regolamento sulle vetrina contenuto nella delibera di Giunta 98 del 6 agosto.

La "provocazione" pubblicata dall'architetto Mimmo Grande due giorni fa su Fb
La “provocazione” pubblicata dall’architetto Mimmo Grande due giorni fa su Fb

A proposito: come mai all’Albo Pretorio del Comune la pubblicazione di questa delibera non viene prorogata oltre il 28 agosto, visto che, materialmente, la lettura dell’atto è stata possibile soltanto a partire dal 22 agosto e che la legge prevede quindici giorni consecutivi di pubblicità degli atti amministrativi?

Un mistero (anche questo) tutto da chiarire…

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