Ricevo e pubblico*

Gentile Direttore,  chiedo ospitalità sul tuo blog, per esprimere il mio dissenso, il mio sdegno, la mia rabbia  e  delusione per tutto  ciò che sta accadendo, in questi giorni, in merito alla questione delle vetrine.

Ho deciso di scrivere adesso,  perché ritenevo scorretto polemizzare con l’Amministrazione Comunale nel  momento in cui c’era una competizione elettorale.

Sono 11 (undici) anni, ripeto, 11 anni che si continua a manganellarci con questa storia.

La Via Crucis è iniziata con l’approvazione della delibera n°108 del 16 aprile 2003, quando fu deciso che le vetrine sporgenti dei negozi del borgo vicereale, andavano rimosse per la salvaguardia dei valori archeologici e ambientali locali.

Decine e decine di commercianti furono denunciati  per aver realizzato delle vetrine senza la prescritta autorizzazione rilasciata dalle autorità competenti, perciò abusive.

(N.B. Alcuni commercianti erano in possesso dell’autorizzazione).

A seguito di alcune manifestazioni e, su richiesta dei sindacati di categoria,  si propose di sospendere il  provvedimento per 12 mesi (Delibera di Giunta Municipale n°14 del 12/01/2005).

Successivamente, con la delibera  del Consiglio Comunale n° 41 del 22/02/2005,  il provvedimento fu sospeso per 24 mesi.

La seconda stazione di questa Via Crucis, è dicembre 2008 (aperitivo per Natale…), quando iniziarono ad arrivare alcune ordinanze di abbattimento da ottemperare entro il mese di marzo 2009.

(N.B. In quel periodo, molti commercianti erano stati assolti ed altri erano in attesa di giudizio.)


Poi ci fu  una riunione in Prefettura, il 10 marzo 2009,  su richiesta dell’allora Sindaco di Pozzuoli  Dott. Pasquale Giacobbe, alla quale parteciparono i capigruppo del PDL, del PD e dell’UDC; i segretari dell’ASCOM, di CASARTIGIANI e di altre sigle sindacali e il Dirigente dell’ufficio tecnico di Pozzuoli, Ingegner Agostino Magliulo.

In quella riunione, oltre a chiedere una moratoria per la grave crisi finanziaria in atto, il Dirigente del Settore Antiabusivismo della Regione Campania, rappresentava che non c’era intenzionalità di indurre i commercianti a chiudere le proprie attività commerciali e, laddove esistevano delle  Sentenze Favorevoli, le vetrine non sarebbero state oggetto di interventi di adeguamento  e/o demolizione.

Invece, per le vetrine che non risultavano regolari, occorreva trovare una soluzione alternativa di adeguamento, pianificando un percorso che si adattasse alle diverse esigenze.

Ad oggi, non è stato pianificato nessun percorso che si adattasse alle diverse esigenze, le sentenze favorevoli sono arrivate e sono arrivate  nuovamente  le ordinanze di demolizione per abusivismo edilizio.

Basta! E’ una  persecuzione.

E’ una mia impressione, che ogni qualvolta si decide di abbattere le vetrine, ci sia qualcuno o, alcuni, che vanno in estasi o in rapimenti orgasmici.

Questo è cinismo, questa è pura cattiveria.

Qui si scherza sulla pelle di  una categoria che è al collasso e sta facendo enormi sacrifici per  SOPRAVVIVERE.

Quante volte dobbiamo essere  accusati per un reato da cui già siamo stati assolti?

Quante volte dobbiamo essere  giudicati per lo stesso reato?

Quante volte dobbiamo essere  assolti per un reato da cui già siamo stati assolti?

Perché le  Sentenze dei Magistrati  e le Autorizzazioni per la realizzazione delle  vetrine,  non vengono  prese in considerazione?

Perché  tutta questa attenzione solo per le vetrine “abusive” di Pozzuoli, anzi, solo per alcune vetrine “abusive” del Centro Storico di Pozzuoli?

Eppure, ci sono tanti  Comuni, come Napoli, Sorrento, Pompei, Ercolano, Bacoli etc..etc… (non hanno nulla da  imparare e nulla da invidiarci) che non hanno mai perseguitato o, in questo modo, i commercianti.

Probabilmente ritengono che le vetrine siano le luci della Città!

Ricordo  di aver letto sul  Giornale di Napoli del 3 aprile 2005 , che il Comune di Sorrento avrebbe addirittura messo, a disposizione dei negozianti, (cosa che io  mai accetterei in quanto soldi della collettività) dei contributi  per l’ammodernamento dei locali incluse vetrine ed insegne, fino al 60% delle spese sostenute per le imprese situate nel centro storico e, fino al 50% , per quelle localizzate al di fuori di tale area.

A differenza del detto popolare di non giudicare un libro dalla copertina, un cliente decide se entrare o meno nel nostro negozio, proprio dalla vetrina, e quindi, dalla prima impressione che ne percepisce.

Le vetrine possono essere considerate la parte più importante di un negozio, perche’ preparano la scena al cliente di quello che troverà dentro e converte un cliente occasionale in un cliente fidelizzato e ripetitivo.

Purtroppo, in molti Centri Storici, oltre ad esserci  negozi di modeste quadrature, ci sono negozi   che non  hanno dei vani di ingresso talmente ampi da poter adibire, una parte, a vetrina.

Di conseguenza, molti commercianti, per far fronte a questo problema, sono stati “costretti” a mettere degli elementi espositivi fuori dal negozio, cioè, sulla facciata dell’edificio.

Quindi, come viene data la possibilità ai gestori dei locali che somministrano alimenti e bevande di occupare il suolo pubblico per aumentare le vendite, perché lo stesso principio non vale anche per le altre categorie?

A me sembra un atto discriminatorio.

Ho avuto casualmente fra le mani, la delibera del Consiglio Comunale n° 79 del 01/10/2014 e, nel leggerla, sono rimasto non solo amareggiato ma addirittura, mi sono sentito offeso e umiliato per alcune dichiarazioni di un consigliere della maggioranza.

Il  Consigliere in questione, ha detto che Pozzuoli ha una regola e la regola nostra è che le vetrine non possono sporgere più di 10 cm. per cui, non possiamo andare contro le regole e non è un’assenza di volontà politica; (…) c’è anche il problema, che qualcuno dell’Ufficio Tecnico o il Sindaco, becchi un Avviso di Garanzia per inadempienza, perché già siamo alla seconda ordinanza; (…) 11 anni fa questa crisi non c’era, 7 anni fa non c’era e non possiamo sempre trascurare e rinviare le cose, che sono Atti  dovuti; (…) bisogna verificare quali sono le possibilità che mettiamo a disposizione, non per l’abbattimento e lo sottolineo, perché quella è un opera abusiva, ma per dare la possibilità in questa fase di crisi, compatibilmente, con le disponibilità dell’Ente, affinchè si attivi un fondo che consenta ai commercianti di riqualificarsi, di riqualificare le loro aziende, di ammodernarsi, etc…….

  • Egregio Consigliere, se la VOSTRA REGOLA è che le vetrine non possono  sporgere più di 10 cm., smettetela di dire, una volta per tutte,  che devono essere abbattute perchè  sono abusive (molte non lo sono).
  • Egregio Consigliere, chi ha ricevuto degli Avvisi di Garanzia per le vetrine,  fino a prova contraria e, in tempi non remoti, sono stati  i Commercianti.
  • Egregio Consigliere, la crisi, è iniziata 11 anni fa (non qualche anno fa) e  si acuita fino ad oggi e continuerà ad acuirsi, fino a quando, non si sa. Si informi, di quante Partite IVA sono state chiuse su tutto il territorio nazionale dal 2004 ad oggi; si informi, di quanti imprenditori si sono suicidati e   quanti lavoratori sono stati licenziati o messi in cassa integrazione; si informi, di quanti pensionati e poveri disgraziati, vanno a rovistare nei cassoni dell’immondizia, per procurarsi un po’ di cibo o qualche indumento da indossare.
  • Egregio Consigliere, riguardo ai fondi che vorreste mettere a disposizione dei commercianti per riqualificare  o ammodernare le loro aziende, come ho detto precedentemente, mai accetterei i soldi della collettività e non permetto a nessuno, ripeto, a nessuno di indicarmi come riqualificare o ammodernare  il Mio Negozio.  Io l’ho già fatto e, senza peccare di presunzione, ho ricevuto complimenti ed apprezzamenti da decine di  imprenditori del nord e dell’estremo sud e da quei pochissimi turisti che transitano nella mia amata e bellissima Città. Certamente, non dai politici locali.

Gentili Amministratori, invece di accanirvi sulle vetrine (non penso che siano il male assoluto di questa Città), cercate di alleviare le sofferenze  (mattina, pomeriggio e sera)  dei cittadini, dei residenti e dei commercianti  alla ricerca di un posto auto;  

invece di accanirvi sulle  vetrine, cercate di  migliorare il Trasporto Pubblico;

invece di accanirvi sulle  vetrine, cercate di rendere più sicura questa Città;  

invece di accanirvi sulle vetrine, cercate di diminuire l’Imu e la tassa sui rifiuti;

invece di accanirvi sulle vetrine, regolarizzate, definitivamente, le operazioni  del  carico e scarico delle merci nel Centro Storico con una apposita segnaletica;

invece di accanirvi sulle  vetrine, fate controllare, in modo serio e rigoroso, i contrassegni per la ZTL e quelli dei disabili   (è possibile che alcuni li uiano per parcheggiare la macchina e raggiungere le isole);

invece di accanirvi sulle vetrine,  ascoltate di più i cittadini.

Infine, quando  si decide di prendere un provvedimento, specialmente se potrebbe  essere impopolare e doloroso, ci si discute con i diretti interessati (non solo con i rappresentanti di categoria) e ci  sono altri modi, altre forme, altri stili ed altri toni.

Signor Sindaco e Signori Consiglieri (della maggioranza e della minoranza), la prima cosa che noi facciamo è fare un respiro.

Poi dobbiamo renderlo.

Questo è il ritmo della vita.

Questa è la legge naturale della reciprocità che riguarda tutto e tutti.

Questa legge non scritta riguarda ogni azione che si compie.

Prima o poi, ci viene sempre restituito ciò che diamo: si perdono consensi.

GRAZIE

peppe arionte estivo mini*Peppe  Arionte  (commerciante)  

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