Ricevo e pubblico*

Salve. Volevo raccontarvi la mia esperienza nel reparto di Ginecologia dell’ospedale di La Schiana.

Un incubo, tra  mancanze di lenzuola, termometro che dovevamo portare da casa, tiralatte che si rompevano, infermiere che (tranne qualcuna che assisteva con vero cuore) non comunicavano tra loro i problemi dei pazienti e sembravano sempre molto nervose, medici che quando facevano il giro disponevano ecografie da fare subito e che venivano invece eseguite dopo 48 ore.

(foto di repertorio)

Per giorni ho avuto la febbre e non sempre la segnavano, ogni giorno dovevo spiegare la problematica al medico di turno, che aveva sempre parere discordante col suo collega che mi aveva precedentemente visitato.

Morale della favola: sono stata dimessa (per fortuna) dopo 10 giorni.

A detta loro il problema si era risolto, mi hanno prescritto lieve riposo e controllo a tre giorni.

Invece, andando dalla mia ginecologa, lei ha riscontrato un problema che probabilmente richiederà un riposo durante tutta la gravidanza.

Mi sbaglierò ma, durante la mia degenza,  ho avuto l’impressione che, se non hai il tuo medico privato che lavora in questo ospedale e se non hai la fortuna di farti seguire oppure operare in ospedale dal medico che ti segue anche privatamente, sei trattato quasi come un paziente di serie B.

Ma, a parte questa impressione, è assurdo che io abbia dovuto portare il termometro da casa perché quello ospedaliero era sempre guasto: sono stata costretta a farlo perché, dopo aver riferito la questione ad uno dei tanti medici che venivano a visitarci, costui se ne procurò uno da un altro reparto ma il giorno dopo stavamo punto e a capo.

Ho notato infine un’ultima cosa: quando era presente il primario, tutto il personale rigava dritto: massima educazione, massima disponibilità, massima attenzione. Quando il primario andava via, ritornava il caos.

Vi sembrano normali cose del genere?

*Lettera firmata