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“Vi racconto la mia disavventura in banca con una guardia che fa male il suo lavoro”

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Ricevo e pubblico*

Egregio Direttore, mi rivolgo a Lei per raccontare un episodio increscioso accadutomi nella mattinata di oggi, 10 maggio, giorno in cui mi sono recato alle ore 10.30 presso la filiale di corso Terracciano di Banca Intesa/S. Paolo. Arrivato sul posto sono entrato allo sportello bancario adiacente alla Banca, per fare un’operazione alla cassa, mi sono seduto in attesa che il cliente che mi precedeva finisse la sua operazione. Mentre attendevo, arrivava una guardia, probabilmente giurata, in servizio presso la banca, il quale stranamente mi intimava di uscire in quanto, a suo dire, non potevo stare seduto in quel locale. Con molta tranquillità gli ho risposto che non c’era nessun avviso che mi impediva di stare all’interno del locale e che avevo necessità di sedermi ad attendere il mio turno. Di tutta risposta la guardia in questione, disturbata da ciò che gli dicevo, con un modo di fare arrogante e con voce alterata, diretta verso il cassiere, ordinava a quest’ultimo di non farmi nessuna operazione: nello stesso momento si rivolgeva a me invitandomi in modo autoritario e con voce alterata ad uscire fuori ed andarmene, altrimenti, diceva, avrebbe chiamato immediatamente i carabinieri. Con calma gli ho replicato che non sarei uscito fuori in quanto era mio diritto stare lì seduto ad aspettare il mio turno e che avrei aspettato i carabinieri per  raccontare  e denunciare loro l’abuso e la prepotenza che stavo subendo. Arrivato il mio turno, mi sono avvicinato allo sportello dove, senza subire nessun problema, ho potuto effettuare l’operazione mentre la guardia era uscita dal locale per impedire l’ingresso ad altre persone che stavano all’esterno. Uscito da quel locale, mi sono presso l’ufficio del direttore della filiale per informarlo dell’accaduto affinché non si ripetessero simili episodi nei confronti di cittadini inermi che per vari motivi si trovano a confrontarsi con dipendenti che, non conoscendo bene le regole del proprio lavoro, commettono dei veri e propri abusi. Essendo io stesso una ex guardia giurata, ero infatti cosciente che quella persona era andata oltre quello che erano i suoi compiti, in quanto una guardia giurata è un addetto alla prevenzione e sicurezza ai beni mobili e immobili ma non può avere nessun contatto diretto con i cittadini. Pertanto, questi, non possono obbligare o dare ordini e nemmeno costringere le persone ad abbandonare un qualsiasi luogo, sia un centro commerciale, un negozio o una banca tranne per motivazioni serie, rese pubbliche: i loro doveri sono del tutto identici a quelli di un comune cittadino, devono attenersi solo a prestare attenzione affinché non vengano compiuti illeciti e non potrebbero fare altro che segnalarli alle forze dell’ordine. Gli unici casi in cui una guardia di sicurezza privata può intervenire in prima persona sono quelli previsti dalla legge anche per i comuni cittadini. Dopo il mio discorso col direttore, ho tenuto a chiarire che, se avevo preso quella decisione di portarlo a conoscenza dell’accaduto, era solo per evitare che altri cittadini possano incorrere in soprusi da parte di questi dipendenti, che tutto sono tranne che pubblici ufficiali.

*Andrea Omboni

 

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