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Via i cassonetti e niente “porta a porta”: follia o incapacità?

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Da 12 giorni il Comune ha completato la rimozione di tutti i cassonetti dalla zona, ma il servizio di raccolta differenziata porta a porta per i residenti del posto non è ancora partito.  E, inevitabilmente, sale la rabbia  delle oltre cento famiglie che risiedono in via Cupa delle Fescine, a Monterusciello.

Senza più contenitori per strada e senza bidoncini condominiali ed appositi sacchetti per separare i rifiuti a domicilio, questi cittadini sono in attesa che dal Municipio si diano una “mossa”: e, nel frattempo, per depositare la loro spazzatura, devono mettersi in macchina e, solo dalle 7.30 alle 17.30, sono obbligati recarsi presso una delle due aree presidiate del quartiere, in via Levi-Modigliani e in via Saba.

Un disagio non da poco, come ci scrive Pasquale Foglia, un lettore di “Pozzuoli21”.

“Domenica 23 giugno a Monterusciello sono stati rimossi gli ultimi contenitori (quelli nei pressi della ex Fima) per la raccolta dei rifiuti. Bene e male! 
Bene, perché potrebbe essere un segno che la raccolta differenziata porta a porta inizierà anche per noi di queste parti! Male, perché nessuno ci ha avvisati! Non sarebbe stato meglio consegnarci prima il materiale e poi rimuovere i contenitori dalla strada? Sarebbe stato troppo logico?
(…) E’ troppo ottimista pensare che domani ci consegnino i bidoncini e tutto il resto? Siamo ancora in attesa che il Comune ci comunichi qualcosa, non abbiamo ricevuto i bidoncini per la differenziata. Siamo costretti, quindi, a metterci in macchina e depositare i rifiuti ad una delle due isole ecologiche di Monterusciello che distano circa 2 chilometri. La cosa pazzesca è che, sulla stessa strada, in via Cupa delle Fescine, in un parco privato,  già dai tempi del sindaco Magliulo funziona regolarmente la raccolta differenziata porta a porta come analogamente funziona per  due ristoranti siti sempre sulla stessa strada. E mi girano le scatole nel veder passare e ripassare dinanzi casa mia i furgoncini della De Vizia. Il problema, ovviamente, non è solo mio ma di almeno un centinaio di famiglie ed ovviamente qui tutti vogliamo fare la raccolta differenziata. Valutiamo di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli per interruzione di pubblico servizio. Una sola cosa riceviamo puntualmente: i bollettini della Tarsu, che, tra l’altro, è salatissima”.

La circostanza più inquietante è che il Comune  non è nuovo a questi “colpi di genio”: contro ogni più elementare regola della logica, infatti, vengono sistematicamente prima tolti i cassonetti e le campane dalle strade e poi riforniti i cittadini ed i condominii del materiale necessario per effettuare la differenziata col ritiro a domicilio.

La normalità sarebbe rappresentata invece dall’esatto contrario o, quanto meno, dal contestuale avvio delle due operazioni.

Insomma, sembra che al Municipio ci prendano quasi gusto a creare difficoltà ai cittadini.

Una situazione ai limiti del sadismo.

Con l’aggravante della “recidiva”.

Ne sanno infatti già qualcosa i malcapitati residenti di buona parte di Arco Felice, che, in inverno, hanno già sperimentato la stessa assurdità, con due mesi di spola continua tra le proprie abitazioni e l’isola ecologica di Toiano.

Ci auguriamo che il calvario di queste famiglie di Monterusciello duri molto di meno, che il disservizio non finisca in un’aula di Tribunale, ma soprattutto che qualcuno ai “piani alti” del Comune ci spieghi una volta per tutte cosa frulli nella testa di chi, col proprio operato, crea problemi che sarebbero evidenti anche a un bambino non ancora scolarizzato.

 

 

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