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“Via questa sbarra-trappola dal centro storico!”

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E’ davvero incredibile ciò che, da circa tre mesi, sta accadendo, nell’indifferenza generale, in pieno centro storico puteolano. All’intersezione tra via Scialoja ed il corso della Repubblica, a pochissimi metri dalla chiesa di Santa Maria, c’è infatti una sbarra di ferro, larga circa 3 metri e 30 centimetri, che impedisce, di fatto, il transito veicolare.

Una soluzione “tecnicamente” orribile (peraltro aggirabile da qualsiasi mezzo a due ruote) che nessuno riesce a sapere ufficialmente da chi sia stata pensata e installata, ma che, dal cartello segnaletico “allegato”, si presume debba servire a vietare l’ingresso di qualsiasi auto o mezzo pesante nell’area di cantiere a ridosso dell’edificio sacro.

Un divieto, in realtà, nemmeno così implacabile, giacchè la sbarra (inizialmente dotata di lucchetto e chiave, fino alla quasi immediata e veemente protesta di un residente,  protesta che ha fatto “sparire” sia l’uno che l’altra…) è sollevabile (con la dovuta forza fisica) sbrogliando alcuni fili metallici che la “assicurano” alla base.

Ma tant’è: in una zona di Pozzuoli ancora abbastanza popolata e ricca di esercizi commerciali nonché fulcro della movida notturna, con i lavori del PIU Europa che ingabbiano l’intera piazza della Repubblica e dintorni,  con via De Fraja chiusa al traffico e corso Garibaldi unica arteria percorribile, quel varco su via Scialoja avrebbe rappresentato l’unico accesso possibile in casi di emergenza (per ambulanze o autobotti dei pompieri) o per ragioni di pubblica sicurezza (transito di volanti di polizia o pattuglie di carabinieri).

Via De Fraja, chiusa al traffico con le fioriere
Via De Fraja, chiusa al traffico con le fioriere

E invece no.

Qualcuno (ma chi?) ha deciso che di lì “non s’ha da passare”.

E, se proprio qualcuno deve farlo in situazioni di estrema necessità, deve armarsi di santa pazienza (e perdere tempo prezioso: basti pensare ad un soccorso!) per alzare la sbarra e penetrare nella “Città Proibita”.

Sempre che, come pure spesso accade (e come testimonia la foto sottostante, scattata ieri sera poco dopo le 21) non ci siano  prima da dover far spostare (o far rimuovere) auto parcheggiate proprio davanti a quell’ostacolo.

A parte il rischio, per residenti e commercianti, di non poter ricevere adeguata o tempestiva assistenza in circostanze nefaste (un malore, un incendio, una rapina…e ci si chiede come sia possibile che i vertici locali delle forze dell’ordine non abbiano finora preso provvedimenti per far rimuovere quella sbarra!), a causa di quel divieto si stanno creando anche situazioni molto curiose.

Nell’immagine sottostante, vedete per esempio, evidenziato nel cerchietto nero, un tizio portare “a spasso” in spalla un intero maiale per tutto il Corso della Repubblica (tra smog e polveri sollevate dai lavori in corso: alla faccia delle norme igienico-sanitarie!) fino a raggiungere il negozio di macelleria a cui è destinato quell’enorme pezzo di carne.

 Questo perché, via Cosenza (nella foto) è diventata di fatto inutilizzabile come area riservata per il carico e lo scarico delle merci, in quanto, per l’avanzare del cantiere in piazza della Repubblica, risulta “cieca” in uscita.

“Prima le vetrine, poi i parcheggi e ora questo assurdo sbarramento in via Scialoja: sembra quasi che l’Amministrazione, il Consiglio Comunale e il comandante dei vigili urbani facciano a gara a chi crea più problemi ai commercianti del centro storico ma anche agli stessi residenti  -è l’amaro commento di Peppe Arionte, negoziante del corso della Repubblica (nella foto in alto a sinistra)- Se noi che lavoriamo dobbiamo chiudere le nostre attività per impossibilità di approvvigionarci di merce e di consentire un minimo di sosta a noi stessi ed ai nostri clienti e se chi abita qui deve andar via, ce lo facciano sapere chiaramente, perché non è possibile andare avanti di questo passo. Se c’è un’area di cantiere da proteggere, innanzitutto non si monta una sbarra ma si organizzano dei controlli con la polizia municipale. E, comunque, se si chiude un varco se ne deve creare un altro attraverso cui poter accedere nel centro storico per determinate esigenze. Così, invece, siamo in trappola. E speriamo che non accada mai nulla di grave, perché poi qualcuno dovrà assumersene la responsabilità”.

Domandone finale: per quale motivo, con tanti commercianti e residenti in piazza della Repubblica e dintorni, finora di questa sbarra si è lamentato pubblicamente solo Peppe Arionte?

Possibile che soltanto lui “senta” un problema che dovrebbe interessare decine di suoi colleghi e centinaia di abitanti nel centro storico?

O, forse, lui è l’unico nella zona che ha il coraggio di denunciare certe cose?

Ai posteri l’ardua sentenza…

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