Il Comune li accusa di non aver rispettato i patti. Loro si difendono sostenendo che non hanno soldi per mantenere gli impegni e, dopo aver ricevuto una multa ciascuno, si stanno organizzando per adire le vie legali e trascinare il Municipio in Tribunale. E’ scontro aperto tra l’Amministrazione e gli ambulanti del mercatino di via Roma. Un conflitto inevitabile vista la situazione che, col tempo, si è venuta a creare e che, per la verità, era anche ampiamente preventivabile. Come molti ricorderanno, questi 26 venditori, fino al 24 novembre di due anni fa, lavoravano sulle Palazzine (e prima ancora, sulla cosiddetta “vianova”, da dove furono sfrattati dopo l’alluvione del 15 settembre 2001). Ma, con un’ordinanza, il sindaco Enzo Figliolia li ha trasferiti a ridosso dell’area portuale perché, con il contestatissimo piano di viabilità approvato dalla Giunta, la zona in cui questi commercianti esercitavano la propria attività doveva essere (ed è stata trasformata) in un parcheggio. Lo sfratto del mercatino a via Roma (per la verità concordato a suo tempo tra il sindacato degli ambulanti e l’assessore al ramo Carlo Morra) però è stato sancito ufficialmente soltanto da una delibera di consiglio comunale, la numero 10 del 27 marzo dell’anno scorso.

E, in quell’atto ufficiale, il parlamentino civico impegnò l’Amministrazione a pretendere dai venditori che adeguassero le loro strutture, riqualificandole per evitare di creare un effetto obiettivamente sgradevole sul paesaggio.

Ebbene: questi interventi non sono mai stati realizzati.

Anzi, gli stessi venditori si sono immediatamente resi conto che la nuova sistemazione di via Roma  li penalizzava sia per ragioni meteorologiche (quando piove e c’è vento è praticamente impossibile lavorare) sia per la carenza di posti auto a beneficio dei loro potenziali clienti.

Tanto è vero che, proprio attraverso “Pozzuoli21”, in estate lanciarono un appello per tornare sulle Palazzine al termine di un incontro che, il 24 luglio scorso, ebbero, nella sede di via Pergolesi del sindacato Unimpresa, proprio con l’assessore Morra (http://www.pozzuoli21.it/mercatino-a-via-roma-e-stato-un-fallimento/).

E siccome nulla nel frattempo si è mosso, il Comune  una mattina si è svegliato “storto” e ha deciso di fare la voce grossa. E, con un’ordinanza dirigenziale  (la numero 8875 del 5 marzo scorso) firmata dal direttore dei mercati, Gaetano Cardillo, agli ambulanti di via Roma è stato intimato, entro 15 giorni dalla notifica dell’atto, di “dotarsi di apposite tende di colore rigorosamente bianco, realizzate con materiali ignifughi e con strutture portanti in materiali leggeri, sia per quelle tipo-ombrelloni che per quelle con strutture integrate nei furgoni. Le tende dovranno essere ancorate al suolo con appositi tiranti posti in opera in maniera tale da non interferire con il normale flusso degli acquirenti”.

Insomma, una spesa da non poco, con l’avvertenza che, scaduti i 15 giorni di preavviso, sarebbe stato notificato “l’inizio della procedura di sospensione dell’attività commerciale” per gli ambulanti che, ai controlli dei vigili urbani, non fossero stati rinvenuti in  regola con queste prescrizioni.

Apriti cielo! Il sindacato degli ambulanti apprende della grossa novità direttamente dagli operatori e risponde per le rime all’Amministrazione. “E’ assolutamente vero che, al momento del trasferimento, concordato con l’assessore Carlo Morra dall’area ex palazzine comunali a via Roma – scrive Aldo Marcellini, presidente flegreo di Unimpresa, in una lettera del 14 marzo indirizzata a Figliolia, Morra e Cardillo- ci sia stato l’impegno da parte degli operatori ad attivarsi per uniformare il colore delle proprie tende, ma le ben note problematiche congiunturali legate alla gravissima crisi economica ed alla caratteristica commerciale negativa del nuovo sito, nonché alla posizione in campo aperto degli stalli, senza alcun riparo dalle intemperie, ha fortemente nuociuto al reddito dei vari operatori, che non hanno, loro malgrado, potuto far fronte a tale impegno”. Marcellini ribadisce “l’impegno al raggiungimento del fine concordato”, ma sottolinea che “l’imposizione perentoria temporale dei 15 giorni non è al momento ottemperabile” e chiede un “incontro per individuare e concordate diverse modalità di adempimento, tenendo in debito conto il grave stato di recessione economica in cui versa tutto il settore commerciale”.

Insomma, come a dire: ‘visto che il posto in cui ci avete messi fa schifo, gli ambulanti fanno la fame e dunque non hanno un centesimo da investire per migliorare esteticamente le loro attività, incontriamoci e troviamo un accordo’.

La risposta di Figliolia e Morra arriva sei giorni dopo, il 20 marzo. Ed è un secchiata di acqua gelida in faccia al sindacato e agli ambulanti ex Palazzine attualmente a via Roma.

“Questa Amministrazione comprende il difficile momento che l’intero paese sta attraversando –esordiscono sindaco e assessore- ma riteniamo indispensabile che, per uscire da esso, gli operatori facciano maggiori sforzi per essere competitivi. Un mercato giornaliero che si presenta ordinato e pulito, attira maggiormente la clientela e rispetta l’ambiente che lo accoglie. Siamo convinti che la sensibilità richiesta è stata ampiamente dimostrata da questa pubblica amministrazione, che ha, nonostante continui solleciti, accettato i vari rinvii sottoponendosi più volte a critiche negative da parte di molti cittadini che non accettano lo spettacolo indecoroso delle tende che quotidianamente fanno da cornice all’area portuale. Non sono state richieste soluzioni che comportino elevati esborsi di denaro, bensì adeguate tende che non diano l’immagine di una baraccopoli –concludono Figliolia e MorraQuesta Amministrazione si sta adoperando per rendere la città più accogliente, ordinata e pulita, e ciò non può che andare a beneficio delle attività commerciali e degli esercizi pubblici presenti nella città. A fronte degli sforzi che si stanno facendo, ci si aspetta, dunque, da parte degli operatori e delle associazioni di categoria, un atteggiamento più collaborativo. (…) Riteniamo non più procrastinabile la decisione assunta e, pertanto, appare del tutto scontato che, nel corso del nuovo incontro, non potrà che essere confermato tutto quanto sopra esposto. Ci aspettiamo, dunque, che gli operatori facciano uno sforzo per mantener fede agli impegni assunti, che, ribadiamo, andranno sicuramente a beneficio degli stessi e dell’intera comunità”.

Dopo questa lettera, non solo non è stato fissato ancora nessun incontro tra le parti, ma sono scattati i controlli da parte dei vigili urbani sul rispetto dell’ordinanza dirigenziale del 5 marzo.

E, visto che nessuno degli ambulanti di via Roma (per le ragioni spiegate da Aldo Marcellini nella sua lettera all’Amministrazione) era riuscito a mettersi in regola, l’altro ieri, lunedì 31 marzo,  ognuno di essi è stato sanzionato con una contravvenzione di 50 euro.

Multe che il sindacato Unimpresa ha già deciso di impugnare con un ricorso al Giudice di Pace.

La sigla che rappresenta i mercatali chiederà infatti l’applicazione della “pena” prevista dall’ordinanza per i trasgressori. Ossia non una sanzione pecuniaria, bensì l’avvio della procedura di sospensione dell’attività commerciale.

Evidente la strategia: prendere tempo in attesa di risolvere il braccio di ferro con il Municipio.

Un contenzioso delicatissimo che potrebbe avere risvolti anche clamorosi.

E che, per la verità, almeno a mio parere, vede la ragione e il torto equamente suddivisi.

Se, infatti,  quel mercatino è davvero un “accampamento” dall’impatto visivo devastante in una zona di pregio per la città, bisogna anche essere comprensivi in un periodo di crisi economica così pesante. E, dunque, forse, oggi non è il caso di pretendere più di tanto da questi operatori.

Come sempre, servirebbe un provvedimento di buon senso. Ad esempio, spostarli in un luogo della città meno pregiato, un posto in cui, tanto per intenderci, il “biglietto da visita” sul piano estetico non sia così importante. Oppure, consentire loro uno sconto su tasse e tributi comunali pari al costo  della riqualificazione richiesta per le loro strutture.

Sono soluzioni davvero impossibili da praticare?

Staremo a vedere.