Ricevo e pubblico*
Egregio Direttore, l’altro ieri il traffico in via Solfatara, ai confini con Napoli, era paralizzato a causa della realizzazione di due strisce pedonali rialzate, a pochi metri tra di loro, lì dove attraversano non più di 5 pedoni l’anno.
Fermo al semaforo provvisorio immaginavo che l’esecuzione di tale opera fosse in effetti un deterrente, costringendo, con questo escamotage, a ridurre la velocità, proprio in quella curva pericolosa che tende ad allagarsi ad ogni pioggia, facendo rimanere sull’asfalto cumuli di detriti pericolosissimi.
Ieri, invece, torno dal lavoro e noto che analogo attraversamento era stato realizzato anche all’altezza del Santuario di San Gennaro e nei pressi dell’ingresso della Solfatara.
Allora, alla luce di questi interventi, mi chiedo: fanno strisce per tutelare i pedoni su di una strada ridotta in condizioni pietose.
Il tratto di via Solfatara compreso tra il ponte di ferro e fino all’Accademia Aeronautica è diventata una vera trappola per tutti i motociclisti come lo scrivente e non solo.
E’ da un po’ di tempo che rimarco lo stato di questa arteria, ridotta in questo stato da lunghi lavori, che costrinsero i puteolani a enormi sacrifici, con la speranza che la posa delle nuove tubazioni, con relative di caditoie di ultima generazione, potesse scongiurare (invano) il continuo allagamento di via Napoli, lavori che rientrano nelle opere dei cosiddetti “Grandi Laghi”, finanziati per decine e decine di milioni di euro.
La pericolosità di questa strategica arteria mi impose di scrivere, attraverso Facebook, una lettera aperta al Signor Sindaco, che Le allego, compreso la risposta, ricca di speranze, del primo cittadino, il tutto datato circa 2 anni fa.
Nonostante ciò, nel corso del tempo, ci si è limitati solo alla posa di pochi chili di asfalto.
Cosi, verso la fine di settembre scorso, comunicai al comando della Polizia Locale la creazione di un avvallamento formatosi al civico 20 di via Solfatara, deformazione pericolosissima specialmente per coloro che circolano su i veicoli a due ruote.
La stessa comunicazione fu rifatta anche il 12 ottobre.
Nel frattempo il tempo passava, è l’avvallamento aumentava sempre più.
Così, il 1 novembre, attraverso PEC, inoltrai ufficiale segnalazione (le allego le ricevute) sia al sindaco che all’assessore competente.
Da quella data è passato più di un mese, e l’infossamento di via Solfatara 20, corsia direzione Napoli, è ormai diventato pericoloso anche per i veicoli a 4 ruote.
Egregio Direttore, proprio come nella lettera che scrissi al signor Sindaco, quali strumenti hanno i cittadini oltre alle civili segnalazioni, ai suggerimenti che potrebbero essere veri gridi d’allarme, affinché ci sia richiesta di più sicurezza?
Qual è il peso tra la pubblica amministrazione e il cittadino e quale fiducia può avere il cittadino quando non si ottiene nessun riscontro ad una richiesta rivolta a chi governa?
Perché si chiudono le scuole per un’allerta arancione causa maltempo (nonostante il bel tempo) e non si interviene per risanare quel visibilissimo avvallamento?
Gli uffici competenti, che hanno deciso per l’installazione di questi attraversamenti pedonali rialzati, la condizione di quella stessa strada la conoscono?
E la Protezione Civile cittadina, organo famoso per la sua efficienza, non percorre mai quella fondamentale arteria, che dovrebbe essere vitale in caso di evacuazione, e che per tale ragione dovrebbe essere sempre in perfetta efficienza?
Egregio Direttore, non confidando più in un intervento del Comune, spero solo che questo mio sfogo possa essere letto da quanti più motociclisti possibili, con la speranza che serva a scongiurare qualche seria tragedia (qualche caduta si è già verificata).
Nel caso accada, qualcuno si porterà la responsabilità sulle proprie spalle, alla faccia della sicurezza tanto sbandierata.
Almeno potrà servire ad individuare eventuali responsabili.
Occhio, ragazzi…mi raccomando!
*Ivan Di Roberto

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