Ricevo e pubblico

“Egregio Direttore, Le scrivo, anche se in ritardo, per darle uno scoop!

E’ franato il “ponte mostro”!.

Il problema è che lo sapeva soltanto il Corpo di Polizia Municipale, che, in modo preciso e zelante, ha vietato l’accesso alla strada a scorrimento veloce che da via Fascione conduce a via Solfatara, impedendo di fatto il rientro a casa ai residenti di via Vecchia delle Vigne, di via Coste d’Agnano (con relative traverse) e del rione Solfatara.

Tornare a casa? Giammai!

“E’ franato il ponte, è franato tutto”, dicevano alcuni vigili urbani, credo in preda al panico, di pattuglia sulla rotonda che da via Fascione conduce alla strada a scorrimento veloce in questione.

Questo è quanto accaduto stasera alle 19, due ore dopo la frana che ha interessato la zona alta di Pozzuoli, nei pressi del Santuario di San Gennaro.

Mio marito, che era in auto e voleva tornare a casa e al quale gli agenti della municipale hanno imposto di tornare indietro, ha pensato ad un’ecatombe.

Come rincasare?

Consigliato dagli stessi vigili, ha imboccato la tangenziale ad Arco Felice, è uscito ad Agnano , ha percorso via Antiniana e si è trovato proprio a pochi metri dalla frana,  cioè nell’unico posto in cui non sarebbe mai dovuto arrivare!

Qui, ha trovato altri vigili urbani che, giustamente stavolta, lo hanno fermato e gli hanno detto che, per rientrare a casa, avrebbe dovuto riprendere la Tangenziale, uscire a Fuorigrotta, percorrere via Napoli e poi risalire fino al ponte-mostro, che nel frattempo, però, non era crollato!!!.

Mio marito, arrabbiato e disperato, ha fermato la macchina lì sul marciapiede antistante l’Accademia Aeronautica e ha camminato a piedi per oltre cinque chilometri, attraversando la zona della frana e transitando sul ponte-mostro che, con suo sommo stupore, ha trovato intatto e completamente percorribile.

Io, invece, da rompiscatole quale sono, avendo nel frattempo saputo da mio marito che il ponte-mostro era sano e salvo, quando i vigili hanno tentato di dirottare anche me verso un itinerario assurdo ed incomprensibile, ribadendo anche a me che  era “crollato tutto” e che non potevo passare da nessuna parte, ho esibito la mia carta d’identità con il luogo di residenza ed ho preteso che mi facessero transitare per la strada che loro avevano chiuso e che era perfettamente percorribile, minacciando di denunciare per sequestro di persona chiunque me l’avesse impedito.

Soltanto così, sono riuscita a sbloccare la situazione per me e per tutti gli altri automobilisti che si trovavano fermi lì, in attesa degli eventi.

Caro Direttore, io mi domando e dico: giacchè siamo in una zona a rischio sismico e vulcanico, se stasera per una piccola frana è andato in tilt il sistema di viabilità e di comunicazione sui percorsi alternativi, cosa potrebbe mai accadere se davvero avessimo la necessità di scappare via tutti in seguito ad un evento calamitoso importante?

Dobbiamo rassegnarci a fare la fine dei topi?”

Alina Di Gennaro