L'ex ristorante "Vincenzo a mare"

Mettere in sicurezza il manufatto entro 48 ore. E’ il diktat impartito dal sindaco Enzo Figliolia  ai proprietari dello stabile che ospitava l’ex ristorante “Vicienz’ ‘a ‘mmare”, a ridosso del lungomare di via Napoli.

La disposizione è contenuta in un’ordinanza, la numero 25 firmata martedì della settimana scorsa dal Capo dell’Amministrazione, alla luce delle continue segnalazioni (sia di cittadini che tramite organi di stampa) sulla costante e continua presenza di giovani che “percorrono i solai, non protetti, da cui sporgono pericolosi ferri di armatura”.

Giovani in cima al manufatto (foto pubblicata da Vincenzo Coppola sul gruppo Facebook “Sei di Pozzuoli se…”)

Minorenni che “accedono in maniera incontrollata” all’interno del rudere (i ragazzini in questione considerano quella scalata un’autentica “prova di coraggio” da effettuare almeno una volta nella vita) e che, quando giungono a destinazione, si “combattono” a colpi di pietre e calcinacci, a volte ferendosi, a volte rischiando seriamente di precipitare nel vuoto.

Scene viste e riviste, fotografate e filmate, che hanno indotto Figliolia ad intervenire (giustamente) con i poteri conferitigli dalla legge  a “salvaguardia della pubblica incolumità”.

Il sindaco Figliolia

E così il Sindaco ha intimato ai proprietari dello stabile di mettere mano alla tasca e rendere fisicamente inaccessibile quel manufatto, ricordando loro che essi sono responsabili di “ogni e qualsiasi infortunio che possa verificarsi per il consentito e non contrastato accesso all’immobile”.

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In caso contrario, scrive sempre Figliolia nell’ordinanza, sarà il Comune ad effettuare i lavori (stimati in 30mila euro) e poi a presentare il conto di proprietari.

I quali, secondo indiscrezioni, sostengono che una recinzione anti-intrusione già esisteva ma fu eliminata da chi eseguì i lavori per riqualificare la zona con i fondi del PIU Europa.

Insomma, potrebbe aprirsi un altro contenzioso dopo quello sul destino della struttura.

A maggio di due anni fa infatti il Comune voleva espropriare e poi abbattere l’ex ristorante ma poi, tredici mesi dopo ci ripensò e ordinò ai proprietari la demolizione dell’immobile.

Decisione confermata dal Tar a novembre ma bloccata il mese scorso dal Consiglio di Stato, che ora dovrà entrare nel merito della questione ed assumere un provvedimento definitivo.