Tempo di elezioni, non solo per il rinnovo del Consiglio Regionale e per il referendum sulla riduzione del numero di parlamentari ma anche per “I luoghi del cuore”, il decimo censimento lanciato dal FAI (il Fondo Ambiente Italiano) in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che terminerà il prossimo 15 dicembre e mira a stabilire quali siano i siti che amiamo di più e che vorremmo vedere tutelati e valorizzati.

In competizione c’è anche uno dei posti più belli e tradizionali di Pozzuoli, la darsena dei pescatori e la chiesa dell’Assunta a Mare.

A sponsorizzarlo, con un video, è il parroco don Tonino Russo, ha deciso di scendere in campo in prima persona affinché si raccolgano quanti più voti è possibile per regalare un successo non solo simbolico al Valione e alla sua antica parrocchia.

Per votare ci sono due modi: CLICCANDO QUI  (sarà chiesta la registrazione lasciando la propria mail o accedendo mediante il proprio profilo Facebook: dopo aver votato si può condividere con i propri amici il voto mediante Facebook o WhatsApp) o recandosi presso l’ufficio parrocchiale della Parrocchia Santa Maria delle Grazie il martedì, mercoledì e venerdì (dalle 9:30 alle 11:30 e dalle 17:30 alle 19:30) e il giovedì dalle 17:30 alle 19:30.

A supporto di questa candidatura, è nato un comitato spontaneo di cittadini (provenienti dalla Parrocchia Santa Maria delle Grazie), sostenuto dalla Pro Loco.

Qui di seguito una breve scheda illustrativa della Darsena e della chiesa dell’Assunta a Mare, a cura dei promotori dell’iniziativa.

LA DARSENA

La Darsena di Pozzuoli è un luogo storico e molto antico che si trova in zona porto ed è riparo, ancora oggi, per piccole imbarcazioni e gozzi dei pescatori della città. Nonostante il tessuto economico e sociale basato sulla pesca sia stato messo in crisi dall’avvento dell’industria, da due crisi bradisismiche (la prima nel 1970 nella quale si ebbe l’evacuazione del Rione Terra, e la seconda tra il 1982/1984 in cui fu evacuata l’intera città di Pozzuoli) e dalla globalizzazione, questo luogo conserva sempre la sua deliziosa identità marinaresca.

LA CHIESA DELL’ASSUNTA A MARE

Questa piccola chiesetta racconta la devozione dei pescatori puteolani per l’Assunta, la quale ha inizio probabilmente intorno al 1621, anno della costruzione di una chiesetta circondata dal mare. Era dedicata a S. Maria della Purificazione e sorgeva ai piedi del quartiere Terra, abitato sin dal 194 a.C., su un bacino o darsena ricca di stazioni e ricoveri. Era amministrata dalla Confraternita della Purificazione, che ottenne dalla città, nel 1701, un’altra area per costruire una nuova chiesa, terminata nel 1743. All’antica chiesa restò il titolo di Purificazione, ma per distinguerla dalla nuova la si chiamava ‘Mprofecàta (Purificata) a mare. In essa la Congregazione decise di riunirsi solo nei mesi estivi, celebrando la solennità dell’Assunta. Sorsero liti, poiché i marinai presero in custodia la piccola chiesetta, dedicata alla loro protettrice, abbandonata in inverno. Durante il 1700 nel borgo in cui sorgeva la chiesetta iniziò la transumanza di mare, emigrazione stagionale che vedeva gli uomini partire tra gennaio e febbraio per far ritorno solo a novembre ed eccezionalmente per i festeggiamenti del 15 agosto. Quando partivano, la campanella della Purificazione a mare li accompagnava con rintocchi a festa, benedicendone il viaggio; al ritorno, per prima salutava i reduci, suonando mesta quando le vele erano a lutto. Nell’Ottocento, a porre una tregua alle liti tra marinai e Confraternita fu un maremoto che inghiottì la chiesetta.  Un marinaio più ardito degli altri si convinse di ricostruire subito la chiesa. Ogni marinaio si autotassò. Riedificata, ricominciarono i litigi con la Confraternità vantante diritti perché su un proprio terreno. Si arrivò, nel 1876, ad un atto notarile, in cui si percepisce la ferma volontà dei marinai, nonostante l’analfabetismo, ad assicurarsene il possesso. La transumanza di mare è stata praticata fino agli anni ’50 del ‘900. Quando partivano a gennaio, l’ultimo saluto era per la loro Stella Maris, a cui è dedicata la chiesetta.