Una protesta che va avanti da due mesi, nell’indifferenza generale. E’ quella inscenata da 15 disoccupati puteolani all’esterno del depuratore di Cuma.

Sono tutti operai specializzati, in gravi difficoltà economiche.

In un gazebo, ogni giorno, dalle prime luci dell’alba fino a tarda sera, anche col freddo e con la pioggia, urlano a gran voce la loro disperazione.

Vogliono essere assunti da chi, nell’impianto, ha già iniziato lavori finalizzati a far funzionare la struttura, attraverso opere di adeguamento e di successiva manutenzione: interventi finanziati con 155 milioni di euro, tra fondi europei e regionali.

Chiedono “risposte” e lamentano di aver ricevuto “promesse” e “false speranze” da chi avrebbe addirittura annotato i loro nomi, recapiti telefonici e qualifiche in una sorta di “lista d’attesa” per eventuali assunzioni.  Si rivolgono al sindaco Figliolia, al presidente regionale De Luca, chiedono che il primo cittadino faccia rispettare un protocollo d’intesa firmato nel 2014 con i sindacati edili per la salvaguardia della manodopera locale.

IL VIDEO-APPELLO DEI DISOCCUPATI IN PROTESTA

“Se non avremo risposte, noi da qui ci muoveremo solo per andare a occupare il Comune – dicono i manifestanti – Il lavoro nel depuratore c’è per tanti anni, i soldi da spendere ci sono e bisogna far lavorare anche i puteolani.”.

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