Una vicenda davvero incredibile quella raccontata ieri nel corso del programma televisivo “Le Iene”, in onda su Italia1.

Protagonista  Giulia Schiff, giovane pilota veneziana, allieva dell’Accademia di Pozzuoli, che ha denunciato di essere stata vittima di mobbing e nonnismo, durante il suo “battesimo del volo”, da parte di alcuni compagni, oggi a processo.

Nel gennaio 2019 la Schiff ha infatti reso pubblico un video in cui si vedono i comportamenti violenti che avrebbe subito nel corso di una sorta di rito di iniziazione, avvenuto al termine delle prove per gli allievi ufficiali.

Giulia ha raccontato di aver ricevuto percosse e di essere stata sbattuta fortemente contro l’ala di un velivolo piantato nel cemento, prima di essere gettata nella fontana del pinguino, come da tradizione.

La pilota dice che, da quel giorno, alla scuola di volo di Latina le cose sarebbero peggiorate, con progressivo isolamento da parte dei compagni, fino a che a Pozzuoli la giovane è stata espulsa.

L’espulsione dall’Accademia è stata confermata dal Tar del Lazio che ha ritenuto legittima la decisione assunta dall’Accademia Militare che, all’esito di varie prove e di un percorso formativo, ha giudicato la Schiff non idonea a proseguire la carriera da pilota.

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Il caso, su cui l’allora comandante dell’Accademia non ha voluto rilasciare dichiarazioni, è stato commentato così dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini: Queste immagini mi provocano un senso di disagio, lo dico anche come padre. Qualsiasi comportamento lesivo della dignità personale non può e non deve essere tollerato. Quando si mettono in pratica comportamenti eccessivi, anche rispetto alle manifestazioni di goliardia, questi richiamano fenomeni deprecabili che voglio considerare un retaggio del passato, per il quale non esiste più alcuno spazio nelle Forze Armate. E non a caso è stata proprio l’amministrazione militare, già dal 1° ottobre 2018, a chiedere l’intervento della magistratura. Laddove venissero riscontrate colpe, chiunque abbia sbagliato, ne risponderà. È una vicenda che ho seguito con particolare attenzione. Per questo ho voluto accogliere la richiesta di conferimento avanzata dall’allieva Schiff, disponendo che fosse ricevuta a colloquio dal mio Capo di Gabinetto al quale ha avuto modo di riportare liberamente le sue motivazioni. Posso ribadire con convinzione che non ci sarà alcuna comprensione per eventuali comportamenti che, anche alla luce dei pronunciamenti ancora attesi, si rivelassero diversi dai fondamentali e inalienabili principi di correttezza etica e professionale e di rispetto della dignità individuale. A tal proposito sono stato molto chiaro con tutti i Capi delle Forze Armate, a cui ho chiesto di sospendere qualsiasi rito di iniziazione o manifestazione goliardica che sia incompatibile con l’etica delle tradizioni militari e con la dignità personale. A loro la legge attribuisce competenze specifiche nel campo della formazione e dell’addestramento e sono certo che si stiano già impegnando a adottare, a tutti i livelli, i provvedimenti necessari affinché fatti del genere non si ripetano.”.

Il Ministro ha poi sottolineato che “Il Tar del Lazio ha recentemente emesso una sentenza che conferma la legittimità delle decisioni prese dall’Aeronautica Militare, alla quale sono riservate le responsabilità sulla formazione. Giulia Schiff non ha potuto concludere il percorso formativo perché – al termine dei corsi – è stata giudicata non idonea. In questo quadro, ritengo però fondamentale tenere separati i due diversi aspetti della vicenda che sono intrinsecamente differenti. Da una parte, c’è un processo per lesioni che vede 8 militari imputati, del quale doverosamente si sta occupando la magistratura e sulle cui decisioni ho sin d’ora totale rispetto. Dall’altra, il mancato superamento di un corso estremamente selettivo, il cui esito finale dipende da molteplici fattori di valutazione, che statisticamente comporta una necessaria e inevitabile percentuale di insuccessi; un’eventualità fisiologica, rispetto alla quale non è auspicabile applicare temperamenti: stiamo parlando di un corso per piloti militari che richiede il superamento di più fasi, con difficoltà crescenti. Consapevole della delicatezza del contesto, ho trovato giusto e corretto il coinvolgimento della giustizia amministrativa, allo scopo di evitare in qualsiasi modo situazioni che potessero apparire ‘corporative’ o ‘di parte’. Detto ciò, i giudici penali e amministrativi emetteranno i rispettivi pronunciamenti finali sul caso che saranno ovviamente rispettati.”.

L’avvocato di Giulia Schiff, Massimiliano Strampelli, sostiene tuttavia che: “Dopo i fatti di Latina c’è stata una carenza dell’Istituzione a capire la progressiva emarginazione di Giulia. Lei ha cercato invano un canale di dialogo, poi ha avuto un crollo emotivo”.

Giulia ha confidato all’inviata de “Le Iene” di aver sofferto tantissimo, soprattutto per la mancanza di solidarietà: “Le donne che parlano non piacciono a nessuno, soprattutto nel mondo militare”.

Nel servizio, alcune testimonianze inedite, confermerebbero quanto raccontato dalla giovane.

(fonte: www.iene.mediaset.it)