Don Michele Cavallo con alcuni dei partecipanti al Grest dell'oratorio

Prendi un quartiere” difficile”, un giovane sacerdote pieno di idee e tanti genitori che vogliono allontanare i propri figli dai pericoli e dalle tentazioni della strada.

Mixa tutti questi ingredienti e ti troverai al rione Toiano con l’oratorio di Padre Michele Cavallo, parroco della chiesa di San Michele Arcangelo.

Qui, cinque anni fa, il sacerdote ha piantato i suoi “semi di speranza”.

E i frutti si cominciano a vedere, specie in questo periodo, quello del Grest, il camp estivo che, iniziato il 26 giugno, si concluderà domani con la Santa Messa celebrata dal vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, e la successiva festa di commiato.

Versando un piccolo contributo spese (25 euro settimanali a testa), circa duecento tra bambini e adolescenti dai 3 ai 16 anni hanno vissuto 13 giorni intensissimi.

Sempre insieme, dalle 10.30 alle 17 hanno giocato (tanta animazione e tuffi a volontà in una maxi piscina installata nel cortile della chiesa), pranzato, fatto merenda, pregato e vissuto anche  momenti di svago culturale, come le visite guidate agli scavi di Cuma, all’Anfiteatro Flavio e alla Solfatara.

Don Michele con i ragazzi del Grest

“Luoghi che molti di essi non avevano mai visitato e che sono stati felici di poter ammirare e studiare”, racconta Don Michele, che, per attirare l’attenzione sul Grest, insieme con i ragazzi dell’oratorio si è inventato un simpatico trailer e tante piccole storie virtuali a  mò di “sussidio”.

Il tutto, per insegnare a “dare importanza alla storia del proprio paese”, a “vincere la battaglia che ciascuno combatte con se stesso ed i propri limiti, riconoscendoli, accettandoli e imparando ad amarli”, a “sperimentare la bellezza del condividere e del donare ciò che si possiede”, a  “riflettere sulla bellezza dell’amicizia e del vivere come fratelli”, ad essere “ottimisti e propositivi nei confronti delle difficoltà”, ad “accogliere senza pregiudizi le diversità”, a “difendere ed aiutare i più deboli”, a “non essere invidiosi ma a gioire per le gioie altrui”, ad “aiutare gli altri anche se ciò richiede sacrificio e fatica personale” .

Obiettivi che auguriamo a Don Michele di centrare con tutti i suoi allievi.

Sarebbe una grande vittoria per lui ma soprattutto per un rione che merita la ribalta anche per notizie diverse dai soliti “guai” e dai loro “protagonisti”…

(le foto di questo articolo sono pubbliche e tratte dalla pagina Facebook della parrocchia di San Michele Arcangelo)