Ha fatto molto scalpore sui social la lettera con cui, ieri, un cittadino, aveva espresso il suo giudizio estetico negativo e tutte le proprie perplessità sull’addobbo di un’aiuola pubblica situata a ridosso del cosiddetto “triangolo” tra via Carlo Rosini, via Solfatara e via Anfiteatro.

Ognuno ha detto la sua senza remore e, dal dibattito, sono emerse cose interessanti.

Si è infatti appreso che quello spazio verde (anche se sprovvisto di targhetta identificativa) da ormai cinque anni è stato concesso in adozione dal Comune ad un vicino negozio di fiori.

Un lettore, in tre diversi commenti, ha anche affermato di aver visto, tutti i giorni, un giardiniere comunale prendersi cura di quell’area, cosa che non dovrebbe accadere in caso di affidamento dello spazio verde ad un privato (e che, se fosse provata, porterebbe alla revoca dell’affidamento e ad un procedimento disciplinare interno nei confronti del lavoratore o dei lavoratori dell’Ente che si fosse interessato della manutenzione di tale aiuola).

Al di là di tutto ciò, altri due lettori di Pozzuoli21 ci hanno documentato altrettante stranezze relativamente a quell’area.

La prima è davvero eclatante.

Come infatti potete ammirare da questo video, l’aiuola in questione, di notte perde quasi tutto il suo “appeal”. Spariscono i cesti floreali e gli ombrellini protettivi, al loro posto, sul verde, soltanto i “segni” della loro presenza diurna.

Non si tratta di  un furto, come ci spiega chi ha girato il filmato, ma di una cosa che accade ormai quotidianamente.

L’aiuola di notte

In pratica, la parte “scenografica” dell’addobbo è limitata alle ore di luce. Poi si torna alla “normalità”. Dobbiamo presumere che il Comune sia a conoscenza di questa “particolarità” e che l’abbia accettata.

Ma è lecito chiedersi che vantaggio ne tragga la collettività da iniziative “ad orologeria” e se tutti gli adottanti di aree verdi a Pozzuoli possono agire nello stesso modo.

Seconda curiosità. Nella stessa aiuola, il 6 aprile, il Comune ha abbattuto uno storico albero di cedro, si presume perché malato.

Ebbene, sapevate che, in casi del genere, chiunque, su richiesta anche “volante”, può liberamente appropriarsi dei residui di potatura?

Le immagini che vi mostriamo parlano chiaro e illustrano anche la presenza di una motosega che ha aiutato il cittadino in questione a compiere l’opera, caricando all’inverosimile la sua auto.

Pare che sia il Comune stesso a favorire operazioni del genere, in quanto la trinciatura di questi residui o il loro conferimento in discarica rappresentano un costo di cui il Municipio fa volentieri a meno.

Chissà se funziona così ovunque…