Circa 300 persone affette da diverse patologie hanno deciso di denunciare, con una class action, l’Asl Napoli 2 Nord e la Regione Campania per l’assistenza sanitaria negata.

I pazienti, molti dei quali residenti a Pozzuoli, si sono rivolti all’associazione “Noi Consumatori” (che ieri ha annunciato l’iniziativa nel corso di una conferenza stampa), presieduta dall’avvocato Angelo Pisani, per far valere i propri diritti lamentando l’impossibilità “di ricevere l’assistenza e le cure riabilitative per mancanza di copertura economica”.

“Vogliamo che sia garantita a chiunque – ha spiegato l’avvocato Pisani – indistintamente dal territorio in cui abitano e dalle possibilità economiche, l’assistenza sanitaria e la cura delle gravi patologie, non rinviabili rispetto ai tempi della burocrazia e alle scelte politiche. Abbiamo informato la Procura della Repubblica, la magistratura ordinaria e la Corte dei Conti per valutare tutti gli aspetti di questa paradossale e infernale vicenda a cui sono sottoposti soggetti indifesi e che spesso per mancanza di forza non contestano nemmeno”.

L’avvocato Pisani (al centro nella foto) durante la conferenza stampa di ieri

“A Pozzuoli  – prosegue il leader di Noi Consumatori – malapolitica e Asl si approfittano della povera gente, di ammalati, di bambini sfortunati che per mille difficoltà e disagi non riescono a difendersi. Liste d’attesa e sanità negata sono oramai la modaMa ora basta! Reagiamo e gridiamo giustizia, insieme li perseguiteremo e denunceremo ovunque per tutelare la salute di tutti contro la burocrazia malata e la malasanità! Il presidente della Regione promise di eliminare le liste d’attesa nella sanità campana, ma non di farle sparire eliminando l’assistenza sanitaria come è accaduto a migliaia di ammalati per cui non c’è attesa, in quanto è negata l’assistenza sanitaria in barba all’articolo 32 della Costituzione. Ricordiamo che controllare i costi significa anche far funzionare il sistema sanitario, non bloccarlo”.

Antonio D’Amore, direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord

“Dall’Asl di Pozzuoli ai distretti di Napoli  – prosegue l’avvocato  Pisani – si sbandierano regolamenti e disposizioni disumani, contrari al diritto alla salute, calvari insuperabili che impediscono il diritto di cura ed assistenza sanitaria per ammalati cronici. Non è normale che la Asl dalla sera alla mattina decida di sospendere cure ed assistenza sanitaria ad ammalati cronici, che non possono difendersi! La realtà è vergognosa: in Campania si abbandonano ammalati giustificando tale omissione in base a regolamenti e disposizioni Asl che chiederemo alla Procura della Repubblica di valutare, salvo che non si voglia dire che è stata modificata la Costituzione italiana! Ecco perché dobbiamo costituire un comitato vittime della malasanità e pretendere giustizia prima che sia troppo tardi”.

IL VIDEO REALIZZATO DALL’AVVOCATO PISANI

Durante la presentazione dell’iniziativa è stato anche illustrato lo schema al quale i degenti sono costretti a riferirsi per riuscire a ricevere l’assistenza post operatoria necessaria: “É un gorgo infernale – ha aggiunto Pisani – Prima si deve procedere a una visita specialistica all’Asl che prescrive il trattamento riabilitativo; a questo punto il paziente deve trovare un centro convenzionato che deve comunicare la disponibilità. Successivamente il paziente è costretto a tornare all’Asl che, non soddisfatta, sottopone il malcapitato sofferente a un’ulteriore visita, stavolta affidata a una commissione. Ma qui si ferma tutto perché queste commissioni si riuniscono ogni tre mesi e, come nel caso di Pozzuoli, non producono risposte.

Durante l’incontro con la stampa, alcuni ammalati hanno denunciato di non riuscire a ricevere le cure riabilitative. “Il paradosso – ha spiegato uno di questi pazienti – è che a Pozzuoli mi si nega l’assistenza ma con un escamotage, con la prescrizione del medico curante, mi sono recato a un centro convenzionato che non rientra nella mia Asl e dopo la visita del primario mi è stato fissato un day hospital e le stesse cure. Con un costo della collettività superiore di cinque volte: chi paga tutto questo? E chi non ha la forza come me di muoversi, come farà?”.

Intanto, prosegue il calvario per migliaia di diabetici, che da gennaio di due anni fa, non possono più rivolgersi ai centri convenzionati (a causa dell’interruzione del contratto di servizio, decisa dall’Asl), ma devono fare riferimento alle strutture sanitarie pubbliche, scontrandosi con un’assistenza inadeguata e tempi di attesa lunghissimi, soprattutto per il piede diabetico, bisognoso di interventi rapidi per evitare il rischio di cancrene ed amputazioni.

Una situazione finita anche nelle aule di giustizia amministrativa, con l’Asl che, al Consiglio di Stato, ha avuto ragione di un ricorso vinto al Tar da 131 pazienti ed alcuni centri privati accreditati.

Una protesta di alcuni pazienti diabetici all’Asl di Monterusciello

Di fronte a tanti ammalati che hanno sospeso le cure o si sono rivolti ad altre Asl (con enorme aggravio di costi per la collettività), l’azienda sanitaria flegrea ha dovuto prendere atto della realtà e si è impegnata a riaccreditare alcuni dei centri privati “tagliati” a gennaio 2016.

Una procedura che però va avanti molto a rilento e su cui, nei prossimi giorni l’Aspat (l’associazione sanità privata accreditata territoriale) chiederà conto ai vertici della “Napoli 2 Nord”.

 

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