Ricevo e pubblico*

Egregio direttore Pontillo,  grazie al Decreto Legge sulle semplificazioni, tutte le persone con disabilità, potranno accedere, con i loro veicoli, nelle ZTL di tutta Italia con un unico tagliando.

Prendo spunto, non solo da questa novità, ma anche dal continuo dibattito sul web, ed anche dall’ultimo episodio accaduto a via Napoli, dove un barbaro primitivo, aggrediva un vigile urbano dopo essere stato multato per sosta illegale in un posto invalidi.

Tutto per fare delle banalissime considerazioni, che, sono sicuro, tanti cittadini, e suoi lettori avranno fatto in più occasioni.

Mi riferisco alla concessione e l’impiego degli stalli di sosta personalizzati dedicati agli invalidi, che negli ultimi anni, hanno visto una crescita esponenziale (forse abnorme).

Utilizzo spesso improprio e scorretto, che fa diventare la “categoria” degli invalidi, (che va tutelata SEMPRE) antipatica e disonesta.

E’ un DPR, che stabilì per la prima volta, di concedere agli invalidi al 100%, titolari di legge 104 e con gravi impedimenti motori, la possibilità, di avere dei giusti privilegi inerente la mobilità cittadina.

Su queste concessioni, però, c’è da sottolineare alcune cose, che volevo evidenziare brevemente:

1) Lo stallo può essere usato solo dalla autovettura che espone il tagliandino (azzurro) in originale corrispondente a quello impresso sul cartello.

2) I posti assegnati non possono essere gestiti a proprio piacimento nei confronti di familiari parenti o amici.

3) Esiste l’assoluta mancanza di controlli, da parte delle forze dell’ordine, per l’esatta fruizione di questa agevolazione.

4) Nella stragrande maggioranza dei casi, il titolare non fruisce mai dello stallo, (malattia grave o addirittura allettato) ma ne beneficia un parente.

5) I tesserini cambiano da auto a auto in base alle esigenze di sosta (trattasi di tagliandi ballerini).

6) I tagliandi vanno posizionati, come impone il Codice della Strada, sul parabrezza in modo ben visibile e non oscurandone volutamente la data di scadenza o posizionandolo all’incontrario.

7) In giro si vedono troppi stralli concessi, concentrati in zone molto limitate. Quasi tutti i posti non sono conformi a quanto previsto dal codice della strada, che impone una segnaletica ben stabilita sia nelle dimensioni che nelle forme.

Detto ciò Le allego un video dove si evince una delle scorrettezze più frequenti da parte degli utilizzatori, molti dei quali ignari degli inganni orditi dai propri familiari.

L’auto in sosta sulla striscia gialla esibisce un tagliando manomesso (fotocopiato), mentre quella appresso sfoggia, il permesso originale.

Naturalmente, per motivi di privacy, Le invio sia il video originale (CHE NON PUBBLICHIAMO MA CONSEGNEREMO A VIGILI URBANI, POLIZIA, CARABINIERI O GUARDIA DI FINANZA QUALORA FOSSERO INTERESSATI AD INDAGARE SU QUESTO FENOMENO, N.D.R.) sia quello dov’è coperto il numero del tesserino.

 

Inoltre Le mando anche i fermi immagine in cui si evidenzia che trattasi degli stessi tagliandi.

Mi consenta di rammentare le ultime cose: il tagliando non può essere modificato, fotocopiato o alterato,  alla sua scadenza non può essere utilizzato, inoltre alla morte del titolare va restituito al Comune e non può essere più utilizzato.

Bisogna anche ricordare che l’impiego dello stesso non comporta una immunità totale sulla trasgressione del codice della strada.

Morale della favola: coloro che lo espongono, in bella mostra, come un trofeo, e sanno che con l’invalidità nulla c’entrano… un pochino, ma solo un pochino, non vi vergognate?

Sfruttare una “vera” disabilità per incassare dei piccoli inganni o gestire una inutile agevolazione, tutto questo, non fa emergere la vostra meschinità oppure vi credete più furbi degli altri?

*Lettera firmata