Va bene amare e rispettare la natura, ma a tutto c’è un limite. Anche alle dichiarazioni di un rappresentante delle istituzioni su un pericolo enorme come può essere quello della caduta di alberi all’interno di un’area naturalistica aperta al pubblico.

E ha davvero dell’incredibile il contenuto di un’intervista che il vicesindaco Fiorella Zabatta (assessore con deleghe anche ad ambiente, aree verdi, parchi e giardini) ha rilasciato l’altro ieri al videogiornale dell’emittente Campi Flegrei Tv.

Il numero due dell’Amministrazione Figliolia  ha infatti minimizzato così il cedimento di un albero, avvenuto nei giorni scorsi all’interno dell’oasi di Monte Nuovo e documentato sia da Pozzuoli21 che da Cronaca Flegrea.

“Io penso che un albero caduto in una zona SIC (sito di interesse comunitario, ndr), in un’oasi naturalisticamente protetta sia come una goccia d’acqua che cade quando piove. Un albero caduto è la normalità – ha detto la Zabatta ai microfoni dell’emittente – Gli alberi che sono lungo il percorso e sono in pericolo crollo e potrebbero rappresentare un pericolo per i turisti, per chi passeggia, lungo quei viali, noi li mettiamo in sicurezza, ma gli altri è un bosco, è normale che cadano gli alberi, come è normale che cadano le foglie. Penso che chiunque frequenti parchi, boschi e aree SIC sa che rientra nel ciclo naturale delle cose, è la natura che deve fare il suo corso, e quindi stando sempre attenti alla sicurezza di chi frequenta il posto, un albero che cade in una zona non pericolosa non è nulla di particolare. Sarebbe strano il contrario. Gli estranei in questi posti siamo noi. La flora, la fauna, gli alberi, i fiori, stanno al loro posto, nel posto in cui dovrebbero essere”.

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Gli interrogativi generati da queste affermazioni sarebbero tantissimi. Ci limitiamo a quelli essenziali.

E’ sicuro l’assessore e vicesindaco Zabatta che il crollo dell’albero sia avvenuto in una zona non pericolosa? A noi risulta che il cedimento abbia interessato un percorso molto frequentato verso il cratere.

E’ sicuro l’assessore e vicesindaco Zabatta che tutti gli alberi in pericolo lungo il percorso siano stati messi in sicurezza? Guardando ad occhio nudo quelli più malmessi, avremmo qualche perplessità.

Se in posti come l’oasi di Monte Nuovo “la natura fa il suo corso” e gli “estranei siamo noi”, giacché la “normalità” è la “caduta di un albero”, come quella “delle foglie” o “della pioggia” e siamo dunque consapevoli che una di queste manifestazioni di “normalità”, come la “caduta di un albero” possa ammazzare o ferire gravemente delle persone, con che coraggio si continua a consentire a cuor leggero l’accesso di visitatori in un luogo così “naturalmente” rischioso per la pubblica incolumità? Ci sono dei cartelli che informano su pericoli del genere? Prima di entrare nell’oasi di Monte Nuovo e di doversi sentire anche colpevoli se un albero ci cade addosso, si firmano delle dichiarazioni in cui si solleva il Comune da ogni responsabilità civile e penale per ciò che di “naturale” potrebbe accadere all’interno di quel sito? Il Comune paga un’assicurazione per tutelare se stesso o i visitatori del luogo da rischi del genere?

L’ultima domanda riguarda la sicurezza.  Visto che in quell’area è possibile entrare da più varchi oltre a quello ufficiale, quali provvedimenti il Comune ha preso per il giorno di Pasquetta, quando l’oasi sarà chiusa ma a vigilare al suo interno, per la prima volta, non ci saranno gli operai idraulici e forestali della Città Metropolitana, ai quali  ci risulta sia stato comunicato che questo lunedì in Albis non dovranno lavorare?