Ogni volta che piove, sul lungomare di via Napoli si prega.

E, per fortuna, quasi tutte le invocazioni vengono esaudite da chi “può” evitare che le precipitazioni più intense siano anche persistenti.

Questi tre video che vi proponiamo di seguito illustrano l’immutata situazione (registrata oggi pochi minuti dopo le 13) di via Compagnone, dove il solito tombino esplode per vomitare sull’asfalto i soliti liquami.


Quando finirà questo scempio?

Non è dato saperlo.

A parziale consolazione ci sono i lavori iniziati il mese scorso e che dovrebbero finire entro luglio dell’anno prossimo per “rifunzionalizzare” due stazioni di sollevamento, in via Barletta e all’altezza delle ex Terme La Salute.

Opere, finanziate dal Comune con 250mila euro nell’ambito del piano triennale delle opere pubbliche, che serviranno a facilitare l’attività del famigerato “pozzo a vortice” che dovrebbe essere realizzato all’altezza delle “scale dei carabinieri” e consentire anche uno sversamento in mare di acque più “bianche” in caso di “troppo pieno”.

Pozzo a vortice che dovrebbe essere realizzato, ma da chi?

Non si sa. Il 24 settembre scorso, infatti, la ditta che se ne doveva occupare nell’ambito del “Grande Progetto” ha comunicato al Comune la rescissione del contratto di appalto da 3 milioni e 681mila euro (più 18mila euro per quattro consulenze) sull’intervento fognario di via Napoli.

L’impresa è intenzionata a chiedere i danni al Municipio per la mancata consegna definitiva dei lavori e la loro sospensione per 18 mesi.

Un contenzioso non da poco che potrebbe non solo rallentare la risoluzione del problema allagamenti sul lungomare ma addirittura costringere il Comune a restituire alla Regione tutti i 65 milioni finanziati per i cosiddetti “Grandi Laghi”.

Staremo a vedere cosa accadrà.

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