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Vietato “offendere” il comandante dei vigili…ma anche no: che autogol del Comune!

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Se dovessi stilare una classifica delle cose più incredibili che accadono al Municipio di Pozzuoli, quella che sto per raccontarvi occuperebbe sicuramente uno dei primissimi posti nella speciale graduatoria delle assurdità.

Vengo subito al “dunque”.

Tutto comincia l’8 novembre scorso, con un’assemblea sindacale convocata presso la sede del Cral dei vigili urbani. Un’assemblea molto accesa, organizzata da Cisl e Uil (erano presenti infatti i rispettivi segretari territoriali Giovanni Capuano e Giuseppe Migliaccio) per contestare le decisioni, la gestione e l’organizzazione del lavoro del comandante Carlo Pubblico (nella foto grande in alto) all’interno del Corpo.

Pozzuoli21 è presente all’assemblea e riporta fedelmente tutto ciò che viene detto nel corso di questo incontro

(https://www.pozzuoli21.it/50-vigili-e-2-sindacati-accusano-carlo-pubblico/) e succede il finimondo.

Per le loro affermazioni, infatti, tre vigili urbani (il delegato sindacale Uil Rosario Bevivino, Giuseppe Pirone e Antonio Terracciano) vengono sottoposti a procedimento disciplinare, in quanto il comandante della polizia municipale Carlo Pubblico ritiene che costoro abbiano espresso “valutazioni offensive, denigratorie e diffamanti” nei suoi confronti. https://www.pozzuoli21.it/critichi-il-comandante-dei-vigili-perdi-tre-mesi-di-stipendio-cose-da-pazzi-al-comune/

Le parole “incriminate”? Eccole.

Rosario Bevivino: “La misura è  colma. Con questo comandante si finisce in commissione disciplina prima ancora di ascoltare eventuali denuncianti.  Se può ricoprire questo incarico lui, allora possono ricoprirlo tutti, visto che non ha competenza nella materia e non ha mai fatto il vigile urbano se non tanti anni fa per pochissimo tempo in una Pozzuoli che era molto diversa da quella di oggi. Se il sindaco Figliolia dice che la polizia municipale è un servizio prioritario per la città, non può presentarci un comandante del genere. Eppure noi gli abbiamo dato la massima disponibilità, ma siamo stati ripagati con la seguente moneta: alla prima che si sente, se ci va bene siamo sottoposti a procedimenti disciplinari, altrimenti veniamo denunciati in Procura. Ci stanno massacrando. Non abbiamo più la serenità che ci è dovuta. Se loro esasperano noi, noi inevitabilmente esasperiamo i cittadini, che si scagliano contro di noi, mettendo a rischio la nostra incolumità. Poi, vogliono i vigili per strada e fanno scadere i verbali. E poi, troppo spesso, manca un’analisi dei rischi a cui siamo sottoposti: non si può mandare una pattuglia in strade dove ci sono decine di parcheggiatori abusivi, così come, in forza di un decreto ministeriale, tutti i vigili che non sono armati dovrebbero rifiutarsi di fare i turni di notte”.

Giuseppe Pirone “Non possiamo più lavorare con la spada di Damocle sulla testa, con  un comandante in borghese che per strada ci fotografa di nascosto mentre siamo in servizio. Se deve rimanere un altro anno in carica, ci stia in modo da non farci cadere malati. Non è possibile che, prima di usare il fischietto o redigere un verbale, io mi debba guardare attorno per vedere se sto facendo bene!”.

Fermiamoci qui un attimo, perché adesso dovete rileggere con attenzione e cercare di memorizzare bene le affermazioni di Bevivino e Pirone.

Già: perché, per queste frasi, entrambi i vigili sono stati sospesi dal lavoro e dallo stipendio per tre mesi.

Il segretario generale Matteo Sperandeo ha infatti ritenuto che Bevivino e Pirone non solo abbiano leso la dignità ed il decoro del datore di lavoro e del proprio superiore gerarchico ma addirittura abbiano “determinato una condizione di oggettivo pregiudizio per l’Ente sotto il profilo della scarsa incidenza che le azioni e l’attività di polizia locale potrà avere nel futuro rispetto a comportamenti della popolazione e della collettività, che si sentiranno quasi legittimati a non rispettare la legge e i regolamenti, stante una direzione del Corpo di Polizia Municipale poco professionale e poco competente”.

In altre parole, secondo il segretario generale, i vigili Bevivino e Pirone, nel fare quelle affermazioni, avrebbero indirettamente lanciato  ai puteolani un messaggio così negativo sul Corpo di Polizia Municipale e sul proprio comandante, da far perdere autorevolezza al capo dei caschi bianchi e a tutti i suoi sottoposti.

Il Giudice del Lavoro, a cui si sono rivolti i due vigili “puniti”  ed i rispettivi sindacati di riferimento (Uil e Cisl) deciderà se il Comune ha avuto ragione o torto ad assumere un provvedimento del genere.

Adesso vi starete domandando: ma il terzo vigile mandato in commissione di disciplina (Antonio Terracciano), come se l’è cavata?

Innanzitutto, leggete cosa affermò il vigile Antonio Terracciano in quell’assemblea dell’8 novembre: “Con tutte queste sospensioni dal servizio, ormai quasi all’ordine del giorno, i colleghi hanno paura di fare qualsiasi passo. Ma la cosa più grave è che il comandante non riceve l’aiuto giusto dai capitani, che anzi gli trasferiscono input negativi sul nostro conto. E così lui pensa che siamo tutti ladri! Ma noi invece siamo tutte persone perbene che guadagnano 1.200 euro al mese. Qui  c’è una cerchia ristretta di privilegiati che ruota attorno al comandante e il resto è carne da macello su cui stare col fucile puntato”.

Ebbene, udite udite, per queste affermazioni, il vigile Terracciano è stato prosciolto in sede disciplinare, con l’archiviazione del procedimento a suo carico.

Il segretario generale Matteo Sperandeo (lo stesso dirigente che ha tolto tre mesi di divisa e stipendio a Bevivino e Pirone), lo ha infatti “assolto” ritenendo che il comportamento di Terracciano durante quell’assemblea sindacale “seppure deprecabile, non appare lesivo della ‘dignità della persona’ e non è oggettivamente capace di generare, a carico del Comune di Pozzuoli, quel ‘danno grave all’Ente’ che potrebbe determinare il sorgere di un pregiudizio grave per l’Ente tale da determinare l’irrogazione della sanzione. Ad onore del vero –scrive ancora il segretario generale- appare di tutta evidenza che le affermazioni del Terracciano siano riferibili più all’atteggiamento che assumono gli ufficiali della Polizia Municipale  che alla persona del Comandante Pubblico al quale viene imputata, al massimo, la responsabilità di subire una sorta di ‘condizionamento’ nelle azioni e nelle decisioni”.

Premetto che non ho nulla contro il vigile Terracciano e sono contento per il suo proscioglimento.

Ma sono anche convinto che  nessuno dei tre vigili portati in commissione di disciplina dovesse essere punito per le affermazioni fatte durante quell’assemblea sindacale.

Una convinzione rafforzata proprio da come il segretario generale del Comune giudica le affermazioni di Terracciano.

Ragioniamo obiettivamente e senza alcun pregiudizio.

Se per il Comune non è da sottoporre a procedimento disciplinare (perché non lede il decoro né del comandante, né dei vigili né del Comune), un vigile che lascia intendere che il comandante della polizia municipale sia “manovrato” dai suoi capitani che gli riferirebbero il falso in modo da far apparire ladri tutti gli altri vigili e che, addirittura, lo stesso comandante farebbe figli e figliastri tra i privilegiati della sua cerchia considerando gli altri vigili  alla stregua di carne da macello (lo dice Terracciano, non Pozzuoli21!)….andatevi a rileggere adesso  per quali frasi sono stati condannati a tre mesi senza stipendio i vigili Bevivino e Pirone e vi renderete conto di come, con evidenza solare, siano stati adottati, dallo stesso dirigente (Matteo Sperandeo)  due metri di giudizio diametralmente opposti nella valutazione dei rispettivi casi.

Credo di non essere il solo a pensare che quanto affermato dal vigile Terracciano sia estremamente più “pesante” rispetto a quanto affermato  dai suoi colleghi Bevivino e Pirone nella stessa assemblea sindacale.

 Riflettiamo un attimo.

Se fosse vero ciò che ha detto il vigile Terracciano sulla gestione del Corpo di Polizia Municipale, un’Amministrazione Comunale seria dovrebbe cacciare su due piedi il comandante dei vigili  e degradare tutti i capitani!

Senza considerare che, con un precedente del genere, da adesso in poi, qualsiasi dipendente comunale, senza correre il rischio di alcuna sanzione disciplinare, potrà affermare che all’interno della Polizia Municipale accade ciò che ha detto il vigile Terracciano, sarebbe interessante capire qual è il metro di valutazione del dottor Sperandeo nei procedimenti disciplinari.

Se è quello che ha “ispirato” la sanzione a Bevivino e Pirone, anche Terracciano meritava almeno la stessa “sorte”.

Se è quello che ha “ispirato” il proscioglimento di Terracciano, anche i procedimenti a carico di  Bevivino e Pirone dovevano essere archiviati.

Anche un bambino si accorgerebbe che sono stati usati due pesi e due misure.

Perché è accaduta una cosa del genere?

Magari sarà proprio il Giudice del Lavoro a dare una risposta anche a queste domande.

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