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Vigili urbani: l’Amministrazione tace sui titoli del comandante e due sindacati chiedono l’accesso agli atti di un concorso

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Continua il braccio di ferro ingaggiato da Cgil e Cisl con l’Amministrazione Comunale per sapere come sia stato assegnato il ruolo da comandante dei vigili urbani.

Come i nostri lettori più assidui ricorderanno, infatti, ad inizio del mese scorso, entrambi i sindacati attraverso i propri segretari territoriali (Antonio Fascia e Giovanni Capuano) avevano chiesto al dirigente responsabile del personale di aprire un’indagine interna allo scopo di verificare i requisiti in possesso di Silvia Mignone per ricoprire questo incarico.

Il comandante dei vigili urbani Silvia Mignone (foto luigi borrone)

Un’istanza partita dalla singolare situazione in cui si trova la stessa Mignone, a capo dei caschi bianchi senza aver mai vinto un concorso per questa specifica mansione bensì come vincitrice di un concorso da dirigente amministrativo, che finora le ha consentito di occupare il posto (a suo tempo vacante) da capo della municipale.

Con una procedura peraltro contestata dagli stessi due sindacati, che imputano alla stessa Amministrazione Figliolia di aver cercato di coprire questo incarico ricorrendo alle graduatorie del “concorsone” indetto dalla Regione Campania, “concorsone” per il quale tuttavia non era mai stata prevista una selezione per comandante dei vigili.

Nelle “stanze dei bottoni” del Municipio, tuttavia, hanno completamente ignorato questa richiesta di approfondimenti (CLICCA QUI PER LEGGERE LA RICHIESTA IGNORATA DALL’AMMINISTRAZIONE) da parte del sindacato facendo trascorrere senza alcun esito i trenta giorni previsti dalla legge per una risposta.

E così, Cgil e Cisl, sempre a firma di Fascia e Capuano, nella giornata di oggi hanno presentato una richiesta di accesso agli atti del concorso da dirigente amministrativo vinto dalla Mignone.

Istanza (CLICCA QUI PER LEGGERE LA RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI) a cui il dirigente preposto dovrà rispondere entro i prossimi trenta giorni per evitare che il caso finisca nelle aule di giustizia.

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