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Villa comunale: la “Fontana della Pace” è diventata la “Fontana della Vergogna”!

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C’è chi dice che sia in questo stato da due settimane, chi addirittura da un mese. Una cosa è certa: la “Fontana della Pace”,  situata nella villa comunale di piazzetta Balbo e inaugurata dal Municipio  durante le feste natalizie di due anni fa, è guasta e  ridotta malissimo.

L’acqua non zampilla più e dei giochi di luce che la caratterizzavano, manco a parlarne.

Tra polvere e sporcizia, l’impressione che se ne ricava ad occhio nudo è di un manufatto in stato di completo abbandono.

Un vero peccato, visto che quest’opera di arredo urbano era considerata dall’Amministrazione Figliolia uno dei simboli del “nuovo corso” rispetto alla cura dei beni della collettività e all’immagine dei luoghi più frequentati dalla cittadinanza.

La "Fontana della Pace" in versione....originale subito dopo la sua inaugurazione
La “Fontana della Pace” in versione….originale subito dopo la sua inaugurazione

 

Qualcuno sussurra perfino che la fontana sia stata oggetto, negli ultimi tempi, di alcuni tentativi di riparazione andati puntualmente a vuoto, non si sa bene a causa di quale ragione.

Sarebbe il caso che chi di dovere si desse una mossa per rimetterla in sesto o, quanto meno, spiegare ai puteolani il motivo che l’ha condotta alla (si spera  solo temporanea) “dipartita”.

La determina dirigenziale di istituzione della fontana (la n°1919 del 14 novembre  2012, a firma dell’area tecnica dell’Assessorato ai Lavori Pubblici, e precisamente del responsabile del procedimento Giuseppe Gaudino e del dirigente Mino Cossiga) stabilì per la sua realizzazione una spesa a carico della collettività di 8.893,50 euro iva compresa, con interventi di manutenzione ordinaria gratuiti a carico della ditta puteolana (la  “Inox Marine Service s.r.l.”) che, attraverso la procedura del “cottimo fiduciario”, l’aveva praticamente rifatta al posto di quella precedente, soggetta a continui guasti per errori tecnici e di progettazione.

Qual è il problema adesso?

E perché non lo si riesce a risolvere?

Dalle “stanze dei bottoni” attendiamo non solo risposte, ma fatti concreti.

 

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