Ricevo e pubblico

Nei giorni scorsi, volendo verificare la presenza di un impegno di spesa nel bilancio 2015 del Comune di Pozzuoli, mi sono collegato con la pagina dell’Albo Pretorio e ho cercato di trovare il documento.

Pensavo che la funzione di ricerca fosse utile allo scopo, ma ho scoperto che la ricerca di un documento non è alla portata del semplice cittadino, bensì solo degli addetti ai lavori; le richieste del modulo di ricerca prevedono infatti che l’utilizzatore debba conoscere in quale categoria specifica risieda l’informazione cercata (ce ne sono 123) e poi consente di specificare un testo di ricerca.

Provo impostando alcune delle categorie che mi sembravano più appropriate inserendo come testo Bilancio 2015, ma i risultati ottenuti sono sempre nulli.

Nella parte alta della pagina, mi accorgo di una voce che indica un “Archivio Storico”, la seleziono e mi compare una nuova maschera di ricerca: anche qui è necessario specificare una categoria ed eventualmente un testo di ricerca, le categorie ora sono molto meno (solo 26); inizio la ricerca selezionando qualche categoria e inserendo come test da ricercare Bilancio 2015, ma il risultato è sempre lo stesso: nulla di nulla.

Lo sconforto è tanto e provo ad utilizzare una tecnica già utilizzata altre volte. Google, inserisco “Bilancio 2015 Comune di Pozzuoli”  e la prima selezione che viene fuori mi consente di trovare quello che cerco.

A questo punto cerco di capire perché Google lo ha trovato e io no e scopro che il documento è una scannerizzazione del documento originale e pertanto non è possibile ricercare il testo all’interno e che Google ha trovato le parole da me cercate all’interno del campo “oggetto del documento” che è una descrizione data al documento al momento della pubblicazione all’Albo; io ricercavo nel testo (che questo documento non ha) e non nell’oggetto, che, invece, riportava sia le parole “bilancio” che “2015”.

A proposito, la categoria di questo tipo di documento è “Delibere di Giunta”.

Per curiosità, provo a cercare con la funzione presente sull’Albo Pretorio specificando l’oggetto, inserisco la tipologia (oramai la conosco), inserisco nell’oggetto Bilancio 2015, viene trovato un documento ma non è quello cercato.

Faccio qualche verifica e scopro che la ricerca non considera le singole parole contenute nel testo ma la totalità.

E, quindi, poiché l’oggetto reale è “Bilancio di previsione 2015 ….” e non “Bilancio 2015”, non trova nulla.

Google, invece, cerca le singole parole nel testo e quindi ha selezionato anche il documento di mio interesse.

Alla fine, il documento l’ho trovato ed ho iniziato a leggerlo.

Purtroppo, messo in questa forma (pagine scannerizzate), non è possibile effettuare delle ricerche nel testo e quindi è necessario leggerlo tutto per cercare quello che serve.

Capisco i motivi legali di dover pubblicare il documento reale approvato dalla Giunta, ma magari potrebbe essere cosa buona allegare anche il documento in formato digitale, in modo da essere più utile in un mondo che oramai è digitale.

Inizio la lettura e, ben presto, scopro che gran parte del documento è illeggibile, le scannerizzazioni sono state fatte male e, di fatto, i dati non si leggono; le parti interessate sono gran parte di quelle contabili dove ci sono le cifre e dove si dovrebbero trovare le risposte alle proprie domande.

Lì dove si va nello specifico del bilancio, ci sono le parti che non si leggono.

Si inizia da pagina 31 dove dovrebbero essere riportate le fonti di finanziamento, a pagina 42 si riprende la lettura ma sino alla pagina 82, perché, dalla pagina 83, (spesa prevista per la realizzazione del progetto) ricomincia la parte illeggibile.

Le pagine 129 e 130, sono fantasticamente allungate e illeggibili e poi ricomincia la parte leggibile fino a pagina 225 e inizia poi l’illeggibilità del bilancio di previsione 2015  fino a pagina 278.

Su 392 pagine del bilancio di previsione 2015 del Comune di Pozzuoli, ben 112 risultano illeggibili: il 30% del documento più importante della vita dell’Ente è inaccessibile ai cittadini!

E’ ovvio che, a questo punto, io mi ponga delle domande:

  1. Perché sono dovuto ricorrere a Google per trovare un documento che avrei dovuto facilmente trovare sul sito del Comune ?
  2. Un atto pubblicato in questo modo, risponde comunque alla normativa vigente ?
  3. Che senso ha mettere in linea un documento di questo tipo che, di fatto, non è utilizzabile e consultabile totalmente ?
  4. La colpa di questa superficiale scannerizzazione è da imputare unicamente all’operatore di turno ?
  5. Possibile che nessuno si sia accorto di questa cosa prima di giungere alla pubblicazione dell’atto sul sito istituzionale del Comune ?
  6. Ipotizzando che la colpa sia imputabile ai documenti originali che erano poco contrastati, perché nessuno ha posto la questione affinché fossero adottate forme più idonee di scannerizzazione?
  7. E’ solo superficialità ?

Spero di sì.

Lettera firmata