domenica, Maggio 19, 2024
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Ztl a via Napoli: le richieste dei residenti a Figliolia

Circa cento persone hanno partecipato, ieri sera, nella chiesa del Sacro Cuore, all’incontro voluto dal parroco Don Mario Russo (insieme con Don Tonino Russo e Don Tommaso Di Cristofaro) per stilare un elenco di proposte da sottoporre al sindaco Enzo Figliolia allo scopo di risolvere le criticità di alcune norme contenute nella contestatissima ordinanza che istituisce la zona a traffico limitato sul lungomare. http://www.pozzuoli21.it/via-napoli-da-lunedi-telecamere-in-funzione-ecco-chi-puo-passare-e-chi-no/.

 Ztl che, come molti sapranno, è entrata nella fase sperimentale di 30 giorni a partire dal 10 aprile (in ritardo rispetto alla data iniziale di avvio del 30 marzo, per via dell’incendio doloso della centralina che regola il funzionamento dei varchi elettronici) e che dunque soltanto dall’11 maggio vedrà le telecamere installate sul corso Umberto produrre contravvenzioni per coloro che non hanno il permesso di transito nell’area vietata ai non residenti.

 Ad essere invitati ieri sera a dire la propria opinione (dopo i ristoratori http://www.pozzuoli21.it/ztl-e-telecamere-a-via-napoli-le-proposte-dei-ristoratori-a-figliolia/ che lunedì prossimo alle 10.30 avranno un faccia a faccia con lo stesso Figliolia nella sala riunioni della parrocchia) erano proprio i residenti sul corso Umberto e nelle traverse circostanti, ossia il cuore della Ztl controllata dagli “occhi” del “Grande Fratello” municipale.

 In verità, gli stessi promotori dell’iniziativa si attendevano un’affluenza maggiore di presenze propositive (e Don Tommaso non ha mancato di rimarcarlo quando ha sottolineato che “sono sempre gli stessi a metterci la faccia” mentre tutti gli altri, evidentemente, preferiscono comportarsi alla “armiamoci e partite” pensando soltanto al proprio “tornaconto personale”).

Ma tant’è.

I tre sacerdoti promotori dell’iniziativa. Da sinistra: Mario Russo, Tommaso Di Cristofaro e Tonino Russo

Si parte con la premessa di Don Mario sulla neutralità politica dell’iniziativa (“Noi non tiriamo acqua al mulino di nessuno ed  a qualcuno che già mi ha mandato a dire che devo fare il prete, rispondo che io non ‘faccio’ il prete ma ‘sono’ un prete. E il prete sta dove stanno le gioie, le attese, le speranze e le angosce della sua comunità”)   e sulla necessità di dover dare un taglio netto alla sosta selvaggia (“Se nessuno viene ancora a  parcheggiare fuori ai balconi di casa nostra, è solo perché non hanno ancora inventato gli ascensori per le auto…” ) e con il monito di Don Tonino (“Siamo qui, noi tre sacerdoti, solo per cercare il dialogo: laddove ci sarà violenza o qualcosa di diverso dalla protesta civile, sappiate che noi, al vostro fianco, non ci saremo più”).

 Una frase non casuale, quella di Don Tonino, visto che poco dopo, suo fratello Don Mario dirà apertamente: “Guardate che a noi parroci arriva di tutto. E arriva talmente di tutto che, se non fossi legato al segreto del confessionale, io mi metterei dal pulpito a fare i nomi e cognomi di chi ha tentato di sabotare i varchi elettronici con l’acido e il fuoco…”.

Poi prendono la parola i cittadini.

E tante  sono le lamentele: ognuno dice la sua.

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“Via Napoli già è stata penalizzata dal non avere più pullman e da quel maledetto senso unico di via Marconi, che ci costringe a fare il giro di tutta Pozzuoli per poter tornare a casa: ora, nella migliore delle ipotesi, dobbiamo chiedere anche il permesso al Comune per ricevere assistenza o visite dai nostri parenti, oppure per essere raggiunti dai nostri fornitori. Ci stanno limitando la libertà! E il vero atto di violenza da denunciare è questo!”.

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“Non è una questione di libertà ma di necessità: qui a via Napoli abbiamo bisogno di aprire spazi chiusi, non di chiuderne altri che erano aperti. I sottopassaggi della Cumana ci impediscono da sempre di poter essere raggiunti da ambulanze e autobotti dei vigili. Si pensi piuttosto a togliere quel muro della Sepsa che impedisce il transito di questi mezzi!”.

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“Siamo consapevoli che il Sindaco sta facendo tutto questo per noi residenti, ma deve aggiustare il tiro dei provvedimenti perché altrimenti saranno un rimedio peggiore del male”.

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“Le auto non dovrebbero proprio arrivare a via Napoli se i parcheggi sono pieni, bisogna creare display luminosi a monte e a valle del lungomare. E bisogna fare in modo che il parcheggio al mercato ittico all’ingrosso non chiuda alle 10 di sera, ma più tardi”.

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 Interviene anche Gianluigi Valente, residente a via Napoli nonché responsabile locale di Confartigianato: “La Ztl non dev’essere una prigione ma va fatta con criterio. Bisogna prima creare le condizioni per farla funzionare, altrimenti è come costruire una casa dal tetto anziché dalle fondamenta: e crollerà inevitabilmente”.

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Altri residenti si lamentano poi del “costo eccessivo di 80 euro all’anno per dover cercare un posto auto nella propria ztl”.

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 Alla fine di tutti gli interventi, dopo averne annotato i contenuti, Don Mario ha ripreso la parola annunciando che al sindaco (nell’incontro con i residenti, ancora da fissare) sarà lui stesso a chiedere “a cosa servano i paletti di chiusura dei varchi sulle rotonde” e qualora siano stati realizzati per impedire la fuga ad eventuali trasgressori, chiederà a Figliolia se non sia il caso di “toglierli e montare qualche telecamera in più”.

  Lo stesso sacerdote, peraltro, ha annunciato di aver appreso dallo stesso Figliolia la sua intenzione di non applicare la ztl per 24 ore ma soltanto durante la movida serale e nei fine settimana, di togliere i paletti all’altezza di viale Cappuccini attuando una modifica del senso di marcia nella zona di quella rotonda (il Sindaco forse vuole giocare d’anticipo ed evitare che sia il Prefetto ad imporglielo dopo l’esposto del consigliere regionale Giacobbe? http://www.pozzuoli21.it/paletti-a-via-napoli-pasquale-giacobbe-invia-un-esposto-al-prefetto/) ma anche di far terminare la sperimentazione della ztl soltanto dopo   

il completamento di almeno uno dei tre parcheggi ancora in fase di allestimento (due tra via Matteotti e il corso Umberto più l’ex Cava Regia), così come di far abbattere il muro Sepsa che impedisce il transito dei mezzi di soccorso dietro le “quinte” di via Napoli.

 “E’ che manca una comunicazione seria da parte del Comune –conclude un cittadino- Da quando è stata pubblicata l’ordinanza che istituisce la ztl, tra dichiarazioni, comunicati stampa, tweet del sindaco e pagina Fb del Comune, questo provvedimento è cambiato mille volte e la gente non ci sta capendo più niente. Certe cose erano chiarissime per noi fin dall’inizio: se fossero state fatte così come dovevano essere fatte fin dal principio, nessuno avrebbe mai protestato. Perché noi le regole le vogliamo, ma devono essere di buon senso…”.

Sarà ora compito di Don Mario rimettere in ordine i cocci di questa discussione e sottoporre il tutto a Figliolia per organizzare anche l’incontro tra il sindaco ed i residenti di via Napoli.

Inutile dire che qualche maligno già sta immaginando che “creare il problema e poi risolverlo ad un mese dalle elezioni, è un’altra tecnica per far voti, visto che anche il sindaco  è in campagna elettorale per le regionali avendo sponsorizzato la candidatura di un consigliere comunale del suo partito…”.

L’auspicio è che danni e ripensamenti, in questo provvedimento, siano del tutto genuini e non frutto di meschini calcoli politici.

Altrimenti, non basterebbero tutti i parroci del mondo a fare da mediatori in questo contenzioso.

Servirebbe soprattutto un esorcista!

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